
Un parterre molto, molto affollato. Numerosi giornalisti, gli assessori capitolini Sabrina Alfonsi ed Eugenio Patané, il presidente del XV Municipio Daniele Torquati, tanti amici ma soprattutto tanta, tante gente, “la bella gente”. Quella che non resta impassibile di fronte ai problemi sociali della città, quella che si dà da fare, quella che ama il territorio, il quartiere in cui vive, e che si spende per la comunità.
A questa gente Rossella Santilli ha dedicato il suo libro “La bella gente, gente comune” presentato martedì 25 marzo nei locali della Fondazione per il Giornalismo Paolo Murialdi in via Nizza. A farle da controcanto Lucia Visca, giornalista e autrice, e Carlo Fontana, condirettore del TGR.
Rossella Santilli non ha bisogno di presentazioni, sono veramente pochi quelli che non la conoscono. Giornalista Rai in pensione da neanche un anno, seria e vera professionista interprete e protagonista del giornalismo televisivo, sempre sul pezzo, sempre pronta a “sporcarsi le scarpe” come ogni cronista che si reputi tale deve saper fare, per quasi quindici anni ci ha accompagnati come inviata del TGR Lazio.
Col suo stile inconfondibile, con i suoi cappellini di lana di ogni colore, col perenne taccuino in mano, con la grinta che l’ha sempre contraddistinta, ogni giorno ci ha portati alla scoperta di fatti e luoghi noti e meno noti, per anni è stata testimone della cronaca e della storia di Roma coinvolgendo istituzioni, comitati e associazioni, svelando così il volto meno conosciuto della capitale.
“Un volto-mosaico di tante facce di persone che nelle periferie come nei rioni del centro lavorano per il bene comune” scrive Rossella ribadendo “a Roma ne ho incontrato di ‘Bella gente, gente comune’ e tutti mi hanno lasciato un segno sul taccuino e sul cuore”.
Il libro, edito da “All around srl” è dedicato appunto a loro. Nelle pagine troviamo la storia
di Monica Paba, una donna che è riuscita a costruire una rete di imprese a Centocelle restituendo fiducia a commercianti taglieggiati da strozzini e microcriminalità.
E quella di un’altra donna, Tiziana Ronzio, che a Tor Bella Monaca, fra minacce e intimidazioni, si è battuta per ripristinare la legalità meritandosi l’onorificenza dell’Ordine al Merito della Repubblica dalle mani del presidente Mattarella.
E ancora. C’è la storia di Goffredo Taricone, ottantenne testaccino che ai tempi della pandemia da covid ha organizzato la spesa per tutti coloro, soprattutto anziani, che non avevano familiari, consegnando il cibo in prima persona.
E quella di Claudio Vettorel, un maturo professionista residente a Colli Portuensi che ogni anno indossa gli abiti e la barba da babbo natale e in sella alla sua bicicletta pedala per la città con centinaia di altre persone vestite come lui (l’ultima volta erano in mille e cinquecento) per raccogliere fondi per le Case di Peter Pan di Roma.
Ci fermiamo qui per non togliere ai lettori il piacere di scoprire le undici storie raccontate con garbo e tenerezza da Rossella Santilli che parla di queste persone, di queste “donne e uomini – come scrive nella prefazione Carlo Fontana – che hanno il loro credo nel terzo settore di una capitale sempre più multietnica e periferica”.
In attesa che arrivi il seguito, questo è un libro che va letto per imparare e per scoprire quanta bella gente portatrice di solidarietà e di umanità c’è a Roma. Perché, per mutuare le parole del presidente Mattarella dette tempo fa, “vi sono delle attività e dei compiti che deve svolgere l’apparato pubblico, ma c’è un sovrappiù di carica di umanità e di coinvolgimento che possono fare le iniziative di volontariato, integrando e coprendo lacune di uno spazio che è proprio dell’iniziativa sociale”.
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