Home CRONACA Goal! Ma al Flaminio c’è poco da esultare

Goal! Ma al Flaminio c’è poco da esultare

goal via flaminia
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Una scultura monumentale che cade a pezzi in attesa di essere rimossa e spostata in un luogo più idoneo, magari al chiuso.

È quanto accade in via Flaminia dove, poco distante dal Palazzetto dello Sport, troneggia la scultura denominata “GOAL Italia 90” di Mario Ceroli, realizzata in occasione dei Mondiali Italia 90.

Composta di 35 tonnellate in legno di pino di Russia, alto 16 metri e mezzo, con elementi in acciaio zincato posti in corrispondenza dei nodi e dei sostegni agganciati al suolo, in un primo momento venne installata all’Eur, davanti all’attuale Palaeur-Palalottomatica.

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Alla conclusione dei mondiali del 1990, venne donata al Comune di Roma e dopo alcuni lavori di conservazione collocata in piazza Apollodoro, lungo viale Tiziano, di fronte al Palazzetto dello Sport. Era il 2001.

Per attendere un intervento della Sovrintendenza capitolina ai Beni Culturali occorre attendere il 2011, quando vengono apposti dei tiranti metallici e dei rinforzi per i punti d’appoggio, in modo da garantire la tenuta della struttura e contrastarne il deterioramento.

Poi più nulla. La struttura, come la classica cattedrale nel deserto, si deteriora sotto gli occhi di tutti.

Occorre arrivare al 2022 quando il Consiglio del II Municipio impegna con una risoluzione il minisindaco di allora e gli assessori competenti “a proseguire le interlocuzioni necessarie con gli uffici preposti, affinché si proceda alla manutenzione e allo spostamento dell’opera monumentale dal parco adiacente il Palazzetto dello Sport di viale Tiziano ad un luogo differente e adatto alla sua conservazione”.

Le “interlocuzioni” sono evidentemente molto lunghe e complesse visto che a distanza di tre anni l’opera è sempre lì, più degradata che mai.

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3 COMMENTI

  1. “Le “interlocuzioni” sono evidentemente molto lunghe e complesse” …. Del resto siamo in Italia e i tempi sono quelli italici…

  2. Purtroppo rappresenta, senza possibilità di smentita, la situazione della città di Roma prima e dell’l’Italia dopo. Prosegue con la situazione di “sfascio totale” della situazione Europea, per terminare nel più ampio caos a livello Mondiale.
    Una “bruttura” che, a mio giudizio, dev’essere immediatamente rimossa e al suo posto realizzare un campetto per far giocare i ragazzi che fanno la fila per utilizzare quello limitrofo.
    Voler conservare, a tutti i costi, il simbolo del passato remoto, senza avere le competenze per farlo, ha portato allo sfascio totale del mitico simbolo degli anni 90.

  3. Coerente con lo stato dello stadio Flaminio li dietro, purtroppo la cultura della manutenzione non ci appartiene, meglio il grande intervento spot.

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