
Con la morte di Fulco Pratesi avvenuta oggi, 1° marzo 2025, in una clinica romana, l’ambientalismo italiano perde il suo maggiore rappresentante.
Nato a Roma nel 1934, residente ai Parioli da decenni, presidente onorario del WWF Italia, giornalista, scrittore, straordinario acquerellista, Pratesi lascia una traccia indelebile in quella che è la cultura ambientalista.
Laureatosi in architettura nel 1960, dopo un’infatuazione giovanile per la caccia, converte il suo interesse per la natura e gli animali nella conservazione. La sua seconda vita inizia nel 1963, nelle foreste dell’Anatolia, in Turchia, dove si era recato a caccia. Gli si para di fronte un’orsa con tre piccoli.
Fu un incontro ‘folgorante’ come lui stesso lo ha definito, e che gli fece cambiare totalmente prospettiva. Tornato in Italia, vende il fucile e acquista una macchina fotografica per dedicarsi alla difesa della natura. Fonda il WWF Italia, diventa uno dei maggiori esperti di aree protette, collabora con Franco Tassi, storico direttore del Parco Nazionale di Abruzzo, siede in Parlamento per due anni nei Verdi.
Viaggia in tutto il mondo occupandosi delle specie protette e in via di estinzione; pianifica e partecipa a numerose iniziative per la salvaguardia delle specie animali; grazie a lui in Italia vengono aperte tantissime oasi WWF. Pratesi che considera la natura come “la cosa più importante” diventa negli anni una delle voci più importanti dell’ambientalismo italiano e internazionale.
La sua figura però è soprattutto legata alle sue pubblicazioni ricche di disegni, tavole e fantastici acquerelli dove gli animali sono raffigurati nei loro ambienti naturali. Straordinari piccoli capolavori.
La morte di Pratesi è una perdita incolmabile, i suoi insegnamenti costituiscono una grande una eredità per tutti.
Francesco Gargaglia
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