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Parchi d’affaccio, stato dei lavori a Ponte Milvio

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Iniziati nel marzo del 2024 per un importo superiore ai 2 milioni di euro, i lavori per la realizzazione di due cosiddetti “parchi d’affaccio” a monte e a valle di Ponte Milvio – la cui Torretta Valadier sarà trait d’union – sono tutt’ora in corso. A sinistra, lato Tor di Quinto, nascerà un’oasi naturalistica che si estenderà fino al ponte Flaminio. A destra, il parco di affaccio che lungo via Capoprati si estenderà fino a ponte Duca d’Aosta.

Trattandosi di opere molto importanti che consentiranno ai romani di poter usufruire, dopo decenni di abbandono, di uno dei più bei tratti del fiume, è naturale che l’andamento dei lavori venga seguito con attenzione e curiosità da parte dei cittadini. Vediamo nel dettaglio la situazione.

L’area fra Ponte Flaminio e Ponte Milvio

I lavori su questo tratto di banchina prevedono la realizzazione di una oasi naturalistica di 6,5 ettari di area golenale; i lavori, per un importo di 700 mila euro e che dovevano concludersi entro il 2024 paiono essere in ritardo. L’area è stata bonificata e i muraglioni ripuliti anche se già cominciano a rispuntare i soliti graffiti demenziali.

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L’area fra Ponte Milvio e Ponte Duca d’Aosta

anche su  questo tratto di banchina sono in corso lavori (2 milioni di euro e termine lavori a marzo 2025) per la realizzazione del parco d’affaccio con la trasformazione della sponda del Tevere consentendo la fruizione non solo della pista ciclabile ma anche della banchina oggi in parte ostruita dalla vegetazione, da un foltissimo canneto e dal fango e detriti portati dal fiume.

Manto di banchina tra Ponte Milvio e Ponte Duca d’Aosta

i lavori di ripulitura del manto di banchina sulla riva sinistra del Tevere oggi sono a buon punto; la terra e i detriti che nel corso dei decenni si sono accumulati sulla banchina sono stati quasi del tutto rimossi (ci si è fermati a circa 50 metri dal Ponte della Musica).

Anche se i lavori non sono terminati l’aspetto della sponda sinistra è totalmente cambiato e in futuro permetterà di passeggiare lungo uno dei tratti più larghi e mossi del fiume dove da sempre stazionano germani, gallinelle d’acqua, aironi cormorani e nutrie e dove sulle “rapide” di Ponte Milvio si allenano i canoisti.

Le criticità

anche se i lavori dovrebbero portare ad eliminare gran parte delle attuali criticità alcune situazioni destano una certa preoccupazione come lo stato di grave degrado di Ponte Duca d’Aosta (lato Piazza Mancini) da anni luogo di sosta di senza tetto e trasformato in discarica.

Altra situazione critica è il Ponte della Musica in stato di evidente abbandono specie nella parte sottostante dove è stato creato il cosiddetto “skate-park”.

Ulteriore situazione di allarme sono le rive del fiume in preda ad un evidente degrado; il livello basso delle acque, le pietre e la vegetazione palustre raccolgono tonnellate di rifiuti che stazionano a riva: bottiglie, contenitori, polistirolo, sacchi delle spazzatura, carcasse di scooter e biciclette e centinaia di bottiglie vuote di birra (è sport locale gettarle dall’alto di Ponte Milvio!).

Qualche proposta

da anni la nostra testata si occupa dello stato del Tevere e la lunga frequentazione con le sue sponde ci permette di fare alcune proposte che, se prese in considerazione, potrebbero migliorare di molto la fruizione da parte dei cittadini:

  1. trasformare tutta l’area in “area protetta” (o monumento naturale) sottoponendola a stringenti vincoli naturalistici così da impedire che nel giro di pochi mesi, a lavori terminati, il tutto possa nuovamente precipitare nel degrado
  2. o mettere sotto controllo affidandone la gestione a un’associazione sportiva o proprio chiudere l’area sotto il Ponte della Musica, fonte inesauribile di danni strutturali e di degrado.
  3. procedere alla bonifica delle rive e allestire un sistema di videosorveglianza a tutela del tratto di fiume
  4. realizzare alcuni approdi per i canoisti così da facilitare la discesa in acqua delle imbarcazioni
  5. allestire una adeguata segnaletica e tabellonistica così da favorire da parte dei frequentatori la conoscenza del fiume, della flora e fauna
  6. istituire un sistema efficace di vigilanza ricorrendo ad associazioni, circoli remieri, volontari al fine di garantire la sorveglianza continua delle sponde così come fatto in tutte le aree protette.

Si tratta in sostanza di provvedimenti “forti” ma che non richiedono grossi stanziamenti; i lavori in corso ci restituiranno un’opera così costosa e destinata a cambiare il volto del Tevere e di Roma Nord che va tutelata in ogni modo.

Francesco Gargaglia

 

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