Home CRONACA Rotola la palla e “sboccia” il caos

Rotola la palla e “sboccia” il caos

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“Se non ha il pass del parcheggio per l’auto lì non può andare”. La vigilessa, solerte, indica la strada all’automobilista, gli dice che deve svoltare a destra e seguire un sentiero stretto, incorniciato da rialzo-marciapiede a sinistra e vetture parcheggiate quasi in segno di sfida all’intelligenza umana.

Un suv s’incastra nel sentiero, nasce l’ulteriore caos, mentre volontari più o meno capaci cercano di creare spazio con gli “oh-issa” del caso pur di stappare l’intoppo. I vigili abbassano la visiera, non osano guardare, mentre dal gruppo dei forzuti di turno s’ode la frase “uno che parcheggia così giusto della Lazio poesse”.

La città del Giubileo si sfalda quando rotola il pallone, ovunque diventa luogo di parcheggio selvaggio e torna alla mente la frase di Armando Feroci (Carlo Verdone), quella che fa “ma a noi sto fiume ce serve o nun ce serve?”, facendo intendere che qualora non servisse con una colata d’asfalto s’eliminerebbe il problema del traffico.

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E, aggiungiamo, pure dei parcheggi nelle vicinanze dello stadio Olimpico.

Qui c’è la deviazione obbligatoria indicata dalla polizia locale e lì c’è il nastro giallo tipo scena del crimine che impedisce il passaggio. Laggiù, invece, c’è il parcheggiatore abusivo, e poco più avanti quel megaparcheggio della Farnesina che resta vergine perfino per il più raccomandato dei raccomandati.

C’è chi per andare a casa, zona Tomba di Nerone, abbia fatto il giro della città e sia andato a prendere il raccordo anulare sulla Salaria. E c’è chi è tornato a casa alle due del mattino.

Leonardo Morelli

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