Home ATTUALITÀ Corruzione, Lazio sul podio e Roma capitale anche della mazzetta

    Corruzione, Lazio sul podio e Roma capitale anche della mazzetta

    mazzetta
    ArsMedica

    In occasione della giornata internazionale contro la corruzione, l’associazione Libera ha tastato il polso degli italiani per capire come, a distanza di trent’anni da Mani Pulite, sia percepita la corruzione. Il grande male dell’Italia dei decenni a cavallo degli anni ’90.

    Una fetta consistente di connazionali-il 31%- ritiene che il fenomeno sia in espansione; il 56 per cento lo giudica un virus connaturato e comunque entrato a far parte della quotidianità della vita nazionale. Solo il dieci per cento pensa che il ricorso alla tangente sia in regressione.

    Il sondaggio condotto da Demos su mandato di Libera, individua i grandi appalti come il cuore del “male”: è così per l’80 per cento degli italiani. A seguire nella classifica la politica nazionale, quindi tra i comparti più “oliati” compaiono sanità e università, a pari merito con concorsi pubblici e gestione delle carriere dove la corruzione è sentita come una necessità.

    Promuovi la tua attività commerciale a Roma Nord

    Un male ormai normalizzato, entrato a far parte della vita di tutti i cittadini, e che perciò non fa scandalo. Anzi, indifferenza e complicità, circondano le notizie relative ad episodi corruttivi. Che è l’altra faccia del disincanto che accompagna le iniziative di prevenzione e/o repressione del fenomeno. Che è in piena salute, a giudicare dal numero e dalla qualità delle inchieste.

    Il 2024 che si sta per chiudere è un bollettino di mazzette date e prese, con il coinvolgimento di amministratori, politici, funzionari, imprenditori, manager. I reati contestati lungo tutto la penisola: corruzione, turbativa d’asta, voti di scambio politico e mafioso, estorsione aggravata.

    Il Lazio sul podio

    Libera ha contato più di quattro inchieste al mese, con 567 persone indagate, in 13 regioni italiane. Su tutte svetta il Lazio che ne conta ben 10 su un totale di 46, più della Campania, della Lombardia, della Sicilia e della Puglia. In queste cinque regioni si concentra il 74 per cento di tutte le inchieste sulla corruzione.

    Al Lazio spetta anche il record delle persone indagate- ben 106-, seguito dalla Sicilia con 82 e dalla Campania con 79.

    A Roma, la parte del leone con ben otto inchieste sul totale di dieci ascrivibili al Lazio. La procura di Latina e quella di Frosinone le altre due coinvolte in inchieste di tangenti ed affini.

    E dentro al verminaio romano c’è di tutto, dai condoni edilizi agli appalti stradali, dalla gestione dei penitenziari agli accertamenti fiscali corretti, dai bandi di gara aggiustati alle turbative d’asta fino alla grande mangiatoia di Anas, rimasta sempre uguale a sé stessa dalla prima alla terza repubblica e attraverso la seconda.
    Insomma, Roma capitale anche della mazzetta.

    Rossana Livolsi

    © RIPRODUZIONE VIETATA
    ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

    LASCIA UN COMMENTO

    inserisci il tuo commento
    inserisci il tuo nome