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Mobilità negata, dossier sulla sosta selvaggia nella capitale

Durante la manifestazione gli attivisti di Legambiente hanno (virtualmente) multato tutti i parcheggiati fuori posto

dossier mobilità negata
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Dal tappeto di cantieri al tappeto di lamiere. La città eterna che si appresta ad ospitare il Giubileo 2025 è un’unica e ininterrotta fila di auto lasciate su strada, cui fanno da contorno altrettanto disordinato ogni genere di veicoli utilizzati per gli spostamenti individuali.

Moto e motocicli, city car, bici elettriche, monopattini dilagano ovunque. In doppia e/o terza fila, sui marciapiedi, agli incroci, sulle strisce pedonali.

Con un tasso di motorizzazione tra i più alti al mondo – 62 veicoli ogni cento abitanti compresi gli anzianissimi e i neonati – e una percentuale di occupazione del suolo pubblico – l’83 per cento – che non eguali al mondo, Roma è letteralmente bloccata nel traffico causato da sosta selvaggia ed abusiva. Senza che si vedano in circolazione apprezzabili contromisure da parte dell’autorità amministrativa.

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Lo dice a chiare lettere il dossier di Legambiente ” Mobilità Negata”, realizzato battendo per settimane strade, piazze e vicoli dei quartieri della capitale, senza sosta.

Un milione e 770 mila auto immatricolate; 385 due ruote su strada per spostarsi mediamente di 5 chilometri o addirittura come succede al 30 per cento dei nostri concittadini, per meno di due chilometri. Ossia per mete facilmente raggiungibili a piedi.

Il 15 per cento dei romani dichiara di non possedere auto, mentre il 75 ammette di possederne due.

L’associazione che ha presentato il rapporto all’aperto, in piazza San Bernardo, ricca di storia e di arte anche sacra e schiacciata tra la stazione Termini e il Quirinale, ha denunciato l’insostenibilità della mobilità a Roma, ossia siamo in presenza della violazione palese di un diritto, oltre ai danni all’ambiente e alla salute che questo causa e alla insopportabile incidentalità : 16mila feriti nel 2023. Tradotto, 43 al giorno e le vittime hanno sforato quota 200.

I volontari di Legambiente che hanno battuto rioni e quartieri, a fine monitoraggio hanno registrato un abbondante 36 per cento di veicoli parcheggiati in modo irregolare.

Cinque le strade largamente fuori legge: via Camasena ( 85%), via Emo ( 70%), via Cipro ( 66%), piazza Vescovio ( 64,8%) e via XX settembre (64%).

Tra i quartieri svetta il Nomentano con oltre il 50 per cento di sosta selvaggia, seguito da San Pietro con il 42 per cento e poi Trastevere con il 36 per cento.  La palma d’oro del parcheggio irregolare per moto e motocicli spetta invece a Magliana con l’87 per cento dei mezzi parcheggiati ovunque, purché fuori posto.

Il XV municipio resta marginale rispetto all’indagine che approfondisce solo la zona del lungotevere, tra Ponte Mazzini e Ponte Garibaldi. Traffico ad alta intensità che registra il 32 per cento delle auto in sosta irregolare; elevata invece la quota di violazioni per le due ruote: sfiora il 70 per cento.
Per leggere l’intero dossier cliccare qui.

Rossana Livolsi

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2 COMMENTI

  1. Per non parlare delle infrazioni tipo: passaggio con il rosso, inversione di marcia, mancata precedenza ai pedoni… e tutto questo anche quando sono presenti (raramente, ma a volte ci sono, soprattutto in zona “Foro Italico” in occasione delle partite di calcio) auto della polizia municipale.

    • Figuriamoci!
      Provate a mettervi fermi ad un semaforo 10 minuti e vedrete un numero di infrazioni tali da rimpinguere le casse del Comune per un paio d’anni.
      La realtà è che le regole, in generale, sono rispettate da sempre meno persone. Che sempre più si sentono messi nella categoria “fessi”.

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