
Nel tratto dell’Olimpica compreso fra via Salaria e l’uscita su viale Tor di Quinto – dove a dividere le due carreggiate per decenni c’è stato solo uno stretto e basso marciapiede – due anni fa, in un tragico incidente stradale morirono sul colpo due ragazze a bordo di un’utilitaria. Giorgia Anzuini, 20 anni, e Beatrice Funariu, 22 anni.
Avvenne nella notte dell’11 luglio 2022. Giorgia, che è alla guida della sua Citroen C3, perde il controllo dell’auto. Nonostante vada a 55 chilometri orari – come è stato appurato dai periti – sbatte contro il marciapiedino sulla sua sinistra, lo salta e finisce nella corsia opposta. In quel momento sta arrivando un’Alfa Stelvio, un’auto molto robusta. Lo scontro frontale è inevitabile, l’impatto tremendo. Giorgia e Beatrice muoiono sul colpo.
Rinviati a giudizio per omicidio stradale
Se a separare le due corsie ci fosse stato un guardrail la possibilità di evitare la tragedia sarebbe stata concreta. È su questa base, suffragata dalle perizie dei consulenti, che il GIP ha rinviato a processo due dirigenti del CSimu (Coordinamento Sviluppo infrastrutture e manutenzione urbana), che fa capo al Dipartimento Lavori Pubblici del Comune di Roma.
Per dovere di cronaca, ricordiamo che la Procura aveva chiesto al GIP il rinvio a giudizio di quattro dirigenti del CSimu; poi due sono stati prosciolti, mentre quelli che hanno ricoperto l’incarico dal 2020 al 2022 subiranno il processo, che si terrà a inizio 2026.
L’accusa è di omicidio stradale. Il Campidoglio è citato come responsabile civile. Stando all’atto di accusa, ognuno dei due dirigenti, avvicendatisi alla guida della struttura, avrebbe avuto gli strumenti per installare un guardrail la cui presenza avrebbe impedito la morte delle due ragazze.
Ma non è tutto. Perché quattro mesi dopo l’incidente mortale di Bea e Giorgia, a morire quasi nello stesso punto è Giacomo Sabelli, uno studente di 22 anni che alla guida della sua Smart ne perde il controllo, salta il marciapiede, finisce sulla carreggiata opposta e si scontra frontalmente con una Bmw. Indagati nell’inchiesta ancora in corso, sono gli stessi dirigenti e per lo stesso motivo: mancata installazione dei guard-rail la cui prima segnalazione di pericolo risale addirittura al 2001, quando l’allora capo della polizia municipale, Sandro Renzi, indicò il rischio al VII dipartimento Mobilità. Un avviso a cui ne seguirono altri.
Lavori in corso
Dopo 23 anni di attesa, dall’inizio dell’estate 2024 è in corso l’installazione di barriere spartitraffico, grazie a un finanziamento giubilare di 3,8 milioni di euro. L’intervento è stato affidato ad Anas nell’ambito del pacchetto di lavori stradali del Giubileo 2025, ed è partito il 24 luglio.
La messa in sicurezza viene effettuata con l’installazione di barriere spartitraffico di tipo redirettivo Ndba (National Dynamic Barrier – brevetto Anas 2019), posizionate tra le due carreggiate. Si tratta di un dispositivo di ritenuta che può essere adattato in funzione dello spazio disponibile e del tipo di strada.
I lavori, come detto, sono attualmente in corso con restringimento di carreggiata in entrambi i sensi, causa di inevitabili code. Quel che oggi appare agli occhi degli automobilisti è una fila di new jersey che occupa parte della corsia di sorpasso. Quella è l’area di cantiere, all’interno della quale si svolgono i lavori. Al termine i new jersey saranno rimossi e al posto del marciapiedino, a dividere le due carreggiate, ci saranno finalmente delle barriere spartitraffico.
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Bene ma non sottovaluterei la possibilità di incidenti simili sul GRA. Infatti basta guardare come si sono spostate a cuneo le barriere spartitraffico di cemento che adesso invadono la sede stradale (la corsia di sorpasso) a seguito della pressione delle piante. Sono veri e propri trampolini.
D’accordo con l’installazione delle barriere spartitraffico. Ma 3,8 milioni di euro mi sembrano un’esagerazione. Mi chiedo se è stata fatta una gara europea e se gli stanziamenti per il Giubileo del 2025 vengono ritirati nel caso in cui non vengono impegnati e consuntivati.
L’accusa di omicidio stradale per non aver disposto dei lavori pubblici mi sembra possa essere eccessiva: un amministratore pubblico è limitato normamente dalla disponibilità di fondi. Non credo che un amministratore si rifiuti di disporre un intervento razionale a fronte della sicurezza se non per la scasezza dei fondi disponibili. E’ certo possibile che un amministratore spenda sistematicamente male i soldi per interventi poco utili o addirittura per interesse personale. Solo in questi casi l’accusa ha senso. Premetto che non ho alcuna conoscenza specifica del caso in questione.