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Ponte Milvio come una vasca da bagno

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Le immagini di martedì 13 giugno con piazza Ponte Milvio allagata con l’acqua che lambiva sedie e tavolini e gli accessi degli esercizi commerciali hanno suscitato più che meraviglia e sconcerto, rabbia: rabbia per un evento che si ripete ciclicamente a causa dei forti acquazzoni e che vedrà la fine (si spera) solo con la realizzazione del Collettore Alto Farnesina entro la fine del 2024.

Insomma la “tempesta perfetta” (si sa che Ponte Milvio è una delle aree critiche della Capitale) a quanto pare potrebbe esserci ancora, viste anche le previsioni infauste che lasciano intravedere un giugno assai piovoso.

Dicevamo rabbia per un evento che si ripete e che secondo molti, soprattutto i diretti interessati, ovvero residenti e commercianti,  poteva essere fermato per tempo.

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In effetti il primo rapporto sul “rischio alluvioni e frane” di Roma è stato pubblicato sei anni fa (proprio in quel rapporto si citava Ponte Milvio e il quartiere Flaminio a rischio allagamenti) e sempre al 2018 va fatto risalire il progetto di “Roma Sicura” che prevedeva lo stanziamento di quasi un miliardo di Euro.

Una cifra assai consistente per una serie di interventi sul Tevere e Aniene, sui fossi di Roma, sul sistema fognario e sulla messa in sicurezza di numerose aree: prima fra tutti quella di Ponte Milvio.

Il solito mantra del “è caduta tanta pioggia quanto ne cade in un mese” oramai non fa più alcun effetto anzi è motivo di ulteriore malcontento.

Nonostante il grande dibattere della politica sui cambiamenti climatici e sulle conseguenze di quello che potrebbe essere il riscaldamento globale di natura antropica, poi nei fatti si continua ad assistere sempre agli stessi catastrofici eventi.

Ma siamo poi sicuri che la colpa dell’allagamento di Ponte Milvio sia tutta del CO che abbiamo immesso negli ultimi due secoli nell’atmosfera? Perché gli allagamenti ci sono sempre stati anche se poi contenuti dal sistema di dighe e dai muraglioni all’interno della città; o forse la ragione va cercata anche in un’altra direzione, ovvero l’uso scriteriato che si è fatto del suolo.

Se si osserva una immagine satellitare dell’area di Ponte Milvio due sono gli aspetti che colpiscono: la vicinanza con il Tevere, il che dovrebbe portare a svuotare la piazza in un battibaleno e l’area enorme ed edificata che la circonda (eccezion fatta per la macchiolina verde del campo di atletica della Farnesina). Si ha come l’impressione che la piazza sia il fondo di un catino che raccoglie le acque provenienti da sopra e dai lati.

Una specie di vasca da bagno con uno scarico cosi piccolo che non riesce ad eliminare tanta acqua quanta ne riceve.

Si dirà: in passato quando si è edificato mica pioveva in questo modo. Vero. Ma è altrettanto vero, dal momento che lo abbiamo imparato alle elementari, che una vasca piena d’acqua che ha uno scarico di  5 cm di diametro impiega tot tempo a svuotarsi; e allora possibile che nessuno abbia mai pensato per tempo di allargare il foro di scarico di Ponte Milvio?

Francesco Gargaglia

Foro Italico, il Collettore Alto Farnesina pronto entro il 2024

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11 COMMENTI

  1. Un giorno per piantare innumerevoli cartelli per la nuova ztl a Roma Nord per un finto “green” e neanche un intervento in tanti anni per risolvere i problemi più urgenti e seri: scarichi fognari, raccolta immondizia, sicurezza del manto stradale. Roma distrutta e cittadini anche troppo civili. O rassegnati? Vediamo fino a che punto arriviamo.

    • Fino al punto di non andare a votare? Ma a questi importa solo della loro poltrona e del loro conto in banca. Abito nel territorio dal 1962, da allora sono cambiati tanti “colori” politici al governo di Roma, ma non è cambiato nulla. Che possiamo fare?

  2. Temo che sia anche una questione di cattiva manutenzione.
    La piazza si allagava sistematicamente, assieme a via dell’Acqua Traversa, fino a prima che venissero realizzate le nuove opere per la raccolta e il deflusso: le griglie che ci sono ad esempio in prossimità della fermata dell’autobus sulla curva dove c’era il chiosco della grattachecca. Vengono pulite regolarmente? Domenica 21/05 tornato a casa intorno alle 14:00 da un evento sportivo è venuto giù un bel temporale, niente di che, ma tombini e caditoie erano tutti otturati. Ho anche un video del tombino otturato e del fiume di acqua che gli scorre sopra saltandolo: quella è tutta acqua che poi arriva sulla piazza che è il punto naturale di raccolta e/o si ferma negli innumerevoli slarghi/buche (es. angolo tra via della Farnesina e via Ottavio Ragni). Se ogni tombino/caditoia facesse defluire le acque regolarmente, quanto avvenuto sulla piazza forse non avverrebbe o avverrebbe con un impatto molto minore. Certo che se le strade sono “impermeabili”, allora è naturale che a valle poi si formi un laghetto.

  3. Non vorrei annoiare con discorsi tecnici, ma in estrema sintesi il motivo fondamentale di quello che accade a Ponte Milvio e in tante altre zone di Roma è dovuto al cosiddetto sistema misto di raccolta delle acque attuato a Roma, che mischia le acque nere (quelle provenienti dai servizi delle abitazioni) e le acque bianche (quelle provenienti da tutte le superfici impermeabilizzate e sottoposte alla pioggia) e le invia nel medesimo collettore fognario, che non è dimensionato per ricevere portate così in grandi, in caso di forti piogge, e pertanto tutto il sistema idraulico rigurgita e allaga strade e locali ai piani bassi.
    Per risolvere il problema sarà probabilmente risolutiva la realizzazione del collettore Alto Farnesina, che raccoglierà una grossa portata in caso di forte pioggia, portandola più a valle, ma sarebbe il caso di sollecitare il Comune a concludere questo lavoro, visto che è stato consegnato ad un consorzio di Ditte nel gennaio 2021, ma ancora non vediamo niente.

  4. Un merito al collettore Alto Farnesina occorrerebbe ricordare che i lavori furono stanziati nel lontano 2009 e da allora ci sono state più inaugurazioni, effettuate in pompa magna, di uno stesso progetto. Mi chiedo se i lavori vengano progettati e studiati perchè effettivamente necessari o solo per dare visibilità al politico di turno.
    Vi invito a leggere quanto ho già scritto in merito “Foro Italico, il Collettore Alto Farnesina pronto entro il 2024”, scritto prima delle ultime 4 gocce che sono cadute dal cielo in questi primi di giugno 2023.
    Ricordo che l’attuale dirigenza politica ns Municipio nel 2018, dai banchi dell’opposizione e poi utilizzandola come argomento in campagna elettorale, aveva denunciato lo stato di pericolo causato dal problema dello smaltimento delle acque nell’area Ponte Milvio e Corso Francia. Occorre ricordare che lo stesso problema sussisteva anche prima della “gestione 5 Stelle” del ns Municipio e gestita dagli stessi personaggi che ora presidiano la stessa RIINAGURAZIONE.
    Ritengo che sarebbe necessario effettuare meno inaugurazioni e più lavori e soprattutto risarcire i danni materiali causati ai cittadini dalla loro reiterata inefficienza. I danni morali spero che siano risarciti con la loro uscita dalla politica. Errare è umano perseverare è diabolico.
    In attesa di vedere finalmente realizzato il famoso collettore ritengo che sarebbe il caso di realizzare, sfruttando la vicinanza del Tevere, delle tubazioni di sfogo che smaltiscano le acque in caso di caduta di “8 gocce”.
    Sistema che sfrutta il concetto delle utili vasche di laminazioni che, se fossero state realizzate in Emilia Romagna avrebbero evitato gli allagamenti e danni ai cittadini; lasciando il compito all’attuale sistema di smaltimento fognario, se fossero effettuati i normali interventi di manutenzione, di smaltire le normali precipitazioni.

  5. “Risarcire i danni materiali causati ai cittadini dalla loro reiterata inefficienza”, questa di Fofo è la frase chiave. Aggiungerei, per completezza, anche quelli “morali” che pure hanno un certo peso. Non necessitano spiegazioni, “loro” sappiamo bene chi sono.
    Frase che, finalmente, dovremmo stampare nelle nostre teste, assumere come nostro costante obiettivo, tradurre in azioni concrete senza indugi o assoluzioni tecnicistiche, quando non addirittura fatalistiche (le “bombe d’acqua”, la Natura matrigna, la catena di rimpalli delle responsabilità, “sono decisioni prese dall’amministrazione precedente”, le reti arancioni e tutto lo spettacolo e le giaculatorie d’ordinanza).
    Dimentichiamo troppo spesso – direi praticamente sempre – che il cosiddetto “pallino” lo abbiamo noi nelle nostre mani.
    E molte sono le modalità con le quali lo possiamo utilizzare.
    Invece, troppo spesso ci lasciamo prendere dalla “pigrizia civica” e permettiamo che venga travolta la nostra dignità di cittadini, stuprato il nostro territorio, costantemente omessa la salvaguardia dei beni comuni, eccetera eccetera.
    In una parola, che venga calpestato il nostro diritto al “buon governo” della città e del territorio.
    E restiamo inermi davanti a tanto sfacelo sul quale, imperterriti, continuano con i loro proclami retorici, le sfilate con le fasce tricolori, le inaugurazioni del nulla.
    Cerchiamo di ri-prendere coscienza del nostro insostituibile ruolo civico e traduciamolo in costante, inarrestabile agire quotidiano. Gli strumenti ci sono, iniziamo ad uscire dalla solitudine pessimista nella quale siamo stati cacciati dall’enormità dello sfacelo totale che ci sovrasta.
    Per dirla semplicemente, non facciamogliene passare neanche una!
    Paolo Salonia
    Portavoce del Comitato Abitare Ponte Milvio

  6. Non andare a votare è come dare le chiavi di casa ad un ladro, se poi ti rubano non ti puoi lamentarti. L’appartenenza alla comunità implica dover dare, alcune volte, la propria delega e questo in democrazia si fa con il voto indicando anche la preferenza.
    Poi spetta al cittadino controllare che il Suo delegato operi in modo conforme alla delega ricevuta verificandone l’operato ed effettuando logici interventi di tutela della cosa comune. Se il delegato avuto, il voto, ritiene di operare o peggio di non operare secondo il mandato e successive segnalazioni ne prenderemo atto e non sarà più votato dall’elettore e da tutto il Suo entourage

    • Ed il nuovo eletto, in sua vece, continuerà a non fare nulla come il primo. Se poi il primo sarà rieletto dirà che è stata una scelta della popolazione come ricompensa per la sua politica all’opposizione Ci saranno nuove inaugurazioni di opere già inaugurate precedentemente (vedi collettore Alto). Non so da quanto tempo Lei eserciti il Suo diritto di voto. Io voto dal 1968 e Le posso assicurare che non ho mai visto cambiamenti nei tantissimi organi di governo – ad ogni livello – che ho visto succedersi come risultato di libere elezioni.

      • Sono Suo coetaneo e non ho mai fatto mancare il mio voto e le posso assicurare che molte delle mie segnalazioni hanno avuto esito positivo. Alcune volte è stato necessario inviare una PEC agli organi competenti per responsabilizzarli. Stare con il fiato sul collo ai ns delegati e agli organi responsabili del Municipio sono fondamentali e con la tenacia arrivano i risultati per la comunità

        • Mi scusi, ma Lei è riuscito a comunicare, con successo ed effetto, con qualche Presidente del Consiglio o Ministro o Direttore Generale ed a cambiarne o modificarne le decisioni? La PEC non è disponibile da così tanto tempo. Ho continuato a votare a livello locale, Municipi, persone che conosco e nelle quali avevo fiducia. Ma quando ho visto che disattendevano le loro promesse ed anzi cambiavano il loro comportamento, sino ad allora irreprensibile, ho smesso di farlo.

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