Home ATTUALITÀ Peste suina, è di nuovo allarme a Roma

Peste suina, è di nuovo allarme a Roma

Cinghiale in città
Promo apertura Small Group

Negli ultimi giorni tre carcasse di cinghiali sono state trovate a Roma: una nella Riserva dell’Insugherata, lato via Cortina d’Ampezzo, una a Casal del Marmo, e la terza nel giardino intitolato ai Caduti sul Fronte Russo a Tomba di Nerone.

Le prime due, esaminate dai laboratori delle ASL competenti per il territorio in cui è avvenuto il ritrovamento, sono risultate positive alla Psa, per la terza sono ancora in corso le indagini epidemiologiche.

La PSA, peste suina africana, è una malattia letale altamente infettiva per cinghiali e suini, ma non trasmissibile all’uomo. Il primo caso nella capitale è stato registrato nel maggio del 2022.

Promuovi la tua attività commerciale a Roma Nord

A seguito dei recenti ritrovamenti la Regione Lazio ha riattivato l’Unità di crisi e nei prossimi giorni i tecnici delle ASL dovranno procedere con un nuovo giro di analisi nelle zone a rischio, ossia nei 125 chilometri di “zona rossa” tra l’Insugherata e il parco di Veio. “Ulteriori misure di contenimento verranno comunicate lunedì 15 maggio” hanno anticipato infine i responsabili regionali.

“Inevitabili i due nuovi casi di Peste suina Africana a Roma. La situazione è fuori controllo. Quanto accaduto è la dimostrazione che i provvedimenti presi, relativamente alle azioni di depopolamento e controllo numerico degli ungulati, sono rimasti inattuati. Eppure c’è un’ordinanza emanata dal commissario straordinario alla Peste Suina Africana, la numero 2/2023, che deve essere seguita e rigorosamente rispettata dagli enti parco e dagli Atc. Cosa che evidentemente non è avvenuta”.  

Così commenta la vicenda David Granieri, presidente di Coldiretti Lazio, sostenendo che “i nuovi casi di Peste suina africana mettono ulteriormente a rischio migliaia di nostre aziende suinicole, con danni economici incalcolabili ad un intero settore, già provato dai casi che si sono verificati lo scorso anno e dalle restrizione imposte per contenere la diffusione del contagio. A riguardo riteniamo sia necessario sostenere finanziariamente le imprese che hanno dovuto abbattere i capi di suini, anche sani e che attualmente sono privi di reddito”. 

 

© RIPRODUZIONE VIETATA
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome