Home ATTUALITÀ Municipio Roma XV (2021–2026), cinque anni di buona amministrazione?

Municipio Roma XV (2021–2026), cinque anni di buona amministrazione?

giunta-torquati
da sinistra: Martelli, Chirizzi, Cozza, Torquati, Rollo, Ribera, Marchisio
ArsMedica
di Vincenzo Pira

Son passati cinque anni dall’inizio dell’amministrazione del Municipio ed è tempo di aprire una riflessione sui punti di forza e sulle criticità nel lavoro fatto.

Il riferimento principale è il programma presentato nel 2021 con priorità, obiettivi e risultati attesi.
L’analisi del territorio fatta allora indicava punti importanti su cui lavorare: un territorio vasto e frammentato con diversità urbanistiche, sociali ed antropologiche.
Le disuguaglianze sociali ed economiche come questione politica valoriale da tenere sempre presente come caratterizzante ogni decisione e il cercare di equilibrare la soluzione delle tante emergenze con una logica strategica di programmazione.
Cinque anni per raggiungere gli obiettivi strategici nono sono sufficienti e il dovere di una continuità istituzionale è fondamentale per garantire efficacia dell’amministrazione.
La questione del decentramento amministrativo resta aperta: prevale ancora un centralismo decisionale nel Campidoglio e i municipi, soprattutto quelli più lontani dal centro, subiscono scelte non istruite collegialmente e spesso risultato di inerzia, poco approfondimento locale e scarso coinvolgimento dei cittadini.
La costituzione di comuni metropolitani con maggiore autonomia programmatica e gestionale è ancor al di là da venire.
La gestione amministrativa diretta del municipio ha visto un bilancio annuale di oltre 17 milioni di euro per garantire ordinaria amministrazione e servizi essenziali di competenza.
La capacità di spesa è stata ottima (oltre il 97 per cento) i risultati raggiunti da valutare settore per settore con criteri di rilevanza, impatto, efficienza ed efficacia.
Oltre la metà del bilancio è stato investito nei servizi e politiche sociali che è l’area nella quale l’amministrazione presenta il risultato politico più strutturato.
Il Piano Sociale Municipale 2024–2026 rappresenta il passaggio dalla gestione di singoli servizi alla costruzione di una politica sociale integrata e territorializzata. La rilevanza è dunque altissima, perché riguarda direttamente disuguaglianze, fragilità, inclusione e qualità della vita. Il limite è però metodologico e politico: mancano ancora indicatori sufficientemente robusti sugli utenti raggiunti, tempi di attesa, copertura territoriale, continuità e soddisfazione. I servizi privilegiano persone con disabilità (soprattutto in età scolastica), anziani non autosufficienti e minori in condizioni di vulnerabilità. Ancora carente una valutazione trasparente dell’efficacia degli interventi e l’impatto sociale che realizzano strutturalmente in una visione di sussidiarietà che ampli gli interventi anche ad altri ambiti: immigrazione, giovani in difficoltà, donne vittime di violenza, persone in povertà assoluta.
La programmazione iniziale indicava come prima priorità l’intervenire sul dissesto idro geologico del territorio passando da una logica emergenziale a prevenire eventuali disastri. Frane, allagamenti sono rischi permanenti in diverse aree del municipio.
Interventi realizzati con fondi regionali per la pulizia e manutenzione della marrana di Prima Porta e dei sistemi delle idrovore collegate hanno garantito la prevenzione del rischio alluvionale.
La conclusione del Colletore Farnesina, la realizzazione avviata dei sistemi fognari in via Tiberina, a La Storta e in via della Giustiniana sono infrastrutture che formeranno un sistema permanente di prevenzione, manutenzione dei fossi, raccolta delle acque e monitoraggio del territorio.
La mobilità resta la criticità principale da affrontare nel prossimo periodo. Aumentano i numeri di edifici privati ma a questo non corrisponde un adeguato investimento in infrastrutture viarie e servizi pubblici.
Molte decisioni sono di competenza di Roma Capitale, Città Metropolitana, Regione, RFI, ANAS, ATAC e altri soggetti; pertanto il giudizio deve distinguere la capacità di advocacy dal risultato materiale.
Il presidente Torquati e la sua maggioranza hanno sempre ripetuto che: “anche se non è di nostra competenza deve essere di nostro interesse”.
E questo comporta un’attenzione alla sussidiarietà verticale e a portare avanti vertenze importanti che si decidono altrove: portare nel municipio un sistema di metropolitane efficaci: la metro C, già prevista fino alla Farnesina; la trasformazione in metro F della linea ferroviaria Flaminio – Montebello, la metropolitana sull’asse di via Cassia sono vertenze aperte per i prossimi anni. La stazione Vigna Clara è stata aperta, la Braccianese presenta avanzamenti importanti; restano invece lontani obiettivi strategici come l’apertura di nuove strade di collegamento (via Concesio-Montebello e altre bretelle previste negli ex articoli 11 verso via Flaminia).
Il decentramento del verde rappresenta uno dei risultati più netti: molte aree sono passate alla competenza municipale e sono documentati interventi per garantire la manutenzione dei parchi e del verde pubblico. Il problema è però la continuità della manutenzione ordinaria. La nuova responsabilità deve essere accompagnata da risorse, controllo e capacità operativa.
Per quanto riguarda la scuola e la cultura e lo sport sono stati realizzati interventi di riqualificazione e messa in sicurezza di decine di istituti, la costruzione di due nuove scuole a Valle Muricana (con fondi PNRR), la riqualificazione e riapertura della biblioteca di Galline Bianche e la continuità di quella in via Sulbiate, l’apertura della Sala Studio nella stazione di Vigna Clara sono risultati importanti raggiunti. La realizzazione di eventi culturali in ogni quartiere è una scelta finalizzata a valorizzare l’elaborazione e coinvolgimento diretto della cittadinanza nel costruire una identità culturale condivisa e non solo usufruire di offerte esterne.
Consulte (persone con disabilità, intercultura, comitati di quartiere, volontariato) e le diverse associazioni sociali, culturali e sportive non sono soltanto destinatari di comunicazione, ma sono per il Municipio soggetti progressivamente inseriti nel ciclo delle politiche pubbliche e operatori con cui realizzare co-programmazione e co-progettazione.
Il punto di forza dell’amministrazione Torquati è stata la capacità di trasformare problemi dispersi in agenda politica, costruire rapporti con Campidoglio e altri enti, intercettare risorse e coinvolgere la società civile. Il modello politico viene efficacemente sintetizzato come “municipalismo progressista + pragmatismo amministrativo + forte relazione con il Campidoglio + valorizzazione della società civile organizzata”.
Il limite principale è invece la velocità di attuazione: dopo cinque anni, un progetto avviato non può essere considerato equivalente a un risultato concluso.
Una valutazione seria assume una regola valutativa particolarmente importante: un comunicato, una delibera, un finanziamento e persino un cantiere non sono ancora un risultato;
il risultato è l’opera o il servizio funzionante e il grado di miglioramento della qualità della vita di tutti i cittadini.
Un confronto aperto su come programmare il prossimo futuro dei nostri quartieri è importante per ribadire priorità e lavorare insieme per raggiungere risultati.
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6 COMMENTI

  1. Il lavoro fatto? A Roma nord di questo lavoro se ne e’ visto poco. Le problematiche relative a viabilità (collegamento Nuova Braccianese-GRA), ponte via Tieri-via Conti, linea Atac 201 con frequenze bibliche, linea fognaria LaStorta-Giustiniana, nuova isola ecologica, tanto richieste ma che non vengono citate.
    Per non parlare del biodigestore da 120.000 tonnellate annue in costruzione a ridosso di centri abitati e in un’area dove già esistono impianti analoghi.

  2. Stazione Vigna Clara aperta? È una barzelletta? Quando (e dico quando) è aperta, passa un treno ogni due ore. Ah, però c’è la sala studio, giusto, ora ha senso.

    • Da notizie di stampa, la facoltà di aumentare le corse sulla linea di Vigna Clara sarebbe demandata alla Regione.
      Da ricordare che la stazione di Vigna Clara è stata inaugurata, credo per la terza volta,nel giugno del 2022. Tutto bene, peccato che si siano dimenticati di organizzare adeguato numero di corse.

  3. In questo elenco manca via del Baiardo. Uno scempio: strada piena di buche e con ferri a vista, discarica a cielo aperto, vegetazione che impedisce una corretta circolazione e permette di nascondersi. Sono 5 anni che chiediamo un intervento e come al solito si gioca il solito rimpallo di responsabilità (é di competenza della Regione, no del Campidoglio, no…). Vogliamo parlare poi della manutenzione del verde nel resto del quartiere? Non vale perdere tempo, sarebbero come sempre parole al vento.

  4. Per quanto riguarda il decoro urbano sono da bocciare: Collina Fleming, Ponte Milvio e Vigna Clara continuano a essere sporche come ai tempi della Raggi.

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