
La violenta bomba d’acqua che ha colpito Ponte Milvio ha provocato allagamenti e danni a numerose attività commerciali, oltre che a condomini e strutture della zona. Gli imprenditori chiedono ora all’Amministrazione capitolina interventi urgenti sulla rete di drenaggio e un confronto sulle possibili forme di sostegno alle attività maggiormente colpite.
“Ill.mo Signor Sindaco,
Le scriviamo a nome di tutti gli imprenditori, commercianti e artigiani che ogni giorno costituiscono il tessuto vivo e propulsivo della rete d’impresa di Ponte Milvio, non soltanto punto di riferimento per il commercio e la convivialità romana, ma anche luogo del cuore, importante simbolo identitario della nostra città, intriso di storia, vita e passione.
Ponte Milvio è la casa di tante attività edificate negli anni con sacrificio, lavoro duro e un amore incondizionato e incrollabile per questa zona storica di Roma.
Purtroppo, la violenta e improvvisa bomba d’acqua che venerdì si è abbattuta in nemmeno un’ora proprio sul nostro quartiere con straordinaria e localizzata potenza, ha messo a dura prova la tenuta delle nostre strutture. In pochi minuti, l’acqua ha invaso negozi, ristoranti, un asilo nido, ogni locale su strada, cantine e garage nei condomini, provocando danni ingenti alle attrezzature, alle merci e agli spazi pubblici che ogni giorno accolgono lavoratori, cittadini e turisti.
Abbiamo aiutato genitori con l’acqua alle ginocchia con in braccio bambini piccoli a trovare un riparo sicuro.
Non è nostra intenzione fare polemica. Sappiamo bene quanto i fenomeni meteorologici estremi siano oggi complessi da prevedere e gestire. Tuttavia, le scriviamo con estrema sincerità per esprimerle la nostra preoccupazione nel vedere a rischio la vita delle nostre attività che danno lavoro e sostentamento a tante famiglie.
Ci rivolgiamo a Lei, in qualità di Primo Cittadino, per chiederLe di non lasciarci soli in questo momento così difficile.
Ponte Milvio ha urgente bisogno di un intervento concreto, rapido e coordinato che preveda un piano straordinario di ripristino, pulizia e messa in sicurezza della rete di drenaggio e dei tombini di tutto il quartiere, per evitare che simili episodi si possano ripetere alla prima pioggia di grande intensità.
Ma anche un tavolo di confronto urgente per valutare forme di sostegno, ristoro o agevolazioni straordinarie per le attività commerciali che hanno subito i danni più gravi.
Abbiamo bisogno di un segnale di vicinanza e di presenza da parte dell’Amministrazione Capitolina, affinché questa piazza storica possa ripartire al più presto con il suo consueto entusiasmo.
La nostra comunità ha sempre dimostrato grande resilienza e capacità di rialzarsi. Siamo già al lavoro, con le maniche rimboccate, per spazzare via il fango e riaprire le nostre attività. Ma per proteggere e valorizzare questo patrimonio di Roma, abbiamo bisogno che le istituzioni siano al nostro fianco.
Certi della Sua sensibilità verso il tessuto produttivo e umano della Capitale, La invitiamo a Ponte Milvio per mostrare come insieme possiamo prenderci cura di Roma e dei suoi luoghi simbolo, come insieme possiamo continuare a tutelare il lavoro di tante persone.
Con profonda stima e fiducia,
Gli imprenditori della Rete d’Impresa Piazzale Milvio“
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Ma il Sindaco Gualtieri e il Presidente del Municipio Torquati non avevano annunciato la soluzione del problema degli allagamenti ? Ecco quanto era riportato su VCB del 22 gennaio 2025:
Un cantiere iniziato a fine 2022, quello del Collettore Alto Farnesina, che terminerà a gennaio del 2026 e permetterà di dire addio agli allagamenti di Ponte Milvio, Corso Francia e Tor di Quinto.
Questo è l’impegno preso dal sindaco Roberto Gualtieri che oggi, assieme all’assessore capitolino ai Lavori Pubblici Ornella Segnalini e al presidente del Municipio XV Daniele Torquati, nel cantiere in via dei Gladiatori, al confine del Foro Italico e del XV, ha voluto dare l’avvio a questa fase dell’intervento mettendo in moto la talpa che consentirà la rifunzionalizzazione del Collettore Alto Farnesina e la messa a sistema degli altri collettori presenti a valle di Monte Mario.
Ora si tratta di capire: 1) se c’è stato un ritardo nei lavori 2) se invece sono conclusi, ma allora il collettore non svolge la funzione auspicata e andranno individuate le altre cause e le ulteriori soluzioni per andare incontro alle legittime richieste della Rete d’impresa e di tutti coloro che vivono e operano a Ponte Milvio.
Giorni fa il presidente Daniele Torquati ha comunicato che i lavori del collettore Alto Farnesina sono conclusi e si è in fase di collaudo dell’opera che si concluderà prima della fine dell’anno.
Per decenni un’infrastruttura fondamentale è rimasta compromessa, lasciando il quadrante di Ponte Milvio, Farnesina, Tor di Quinto e Corso Francia esposto a una grave vulnerabilità idraulica. Oggi questa storia può finalmente cambiare.
Il nuovo bypass sotterraneo supera la parte danneggiata del vecchio collettore e ricostruisce la continuità del sistema. È un’opera invisibile perché corre sottoterra, ma strategica per la sicurezza quotidiana di migliaia di cittadini. L’investimento è di circa 11 milioni di euro e consente anche di mettere a sistema infrastrutture realizzate negli anni precedenti.
Non bisogna però dimenticare che l’opera arriva dopo anni di attesa e con tempi più lunghi di quelli inizialmente programmati. La conclusione prevista per il 2024 è stata infatti rinviata al 2026.
Una parte dei ritardi è stata legata a difficoltà tecniche, alla complessità dello scavo, ai ritrovamenti archeologici e alle esigenze di sicurezza connesse allo Stadio Olimpico. Ma oggi il dato fondamentale è un altro: un problema infrastrutturale che Roma si trascinava da decenni è arrivato alla fase conclusiva.
Ora bisogna passare dalle promesse ai risultati misurabili. Il vero successo dell’opera sarà verificare quanto riuscirà a ridurre il rischio di allagamenti e a migliorare la sicurezza idraulica del quadrante.
Per questo il collaudo non deve essere considerato una formalità. Servono monitoraggio, manutenzione e una verifica pubblica dei risultati nel tempo. È questo il modo corretto di valutare un’opera pubblica: non soltanto per quanto è costata o per quando è stata inaugurata, ma per ciò che produce nella vita dei cittadini.
Il Collettore Alto Farnesina rappresenta dunque un risultato importante per Roma e per il Municipio XV. Dimostra che anche problemi considerati per anni irrisolvibili possono essere affrontati e finalmente superati.
La lezione politica è semplice: meno emergenze, più prevenzione; meno annunci, più infrastrutture; meno rinvii, più capacità di portare a termine le opere.
Ora che il cantiere è arrivato alla fine, la responsabilità è trasformare questa infrastruttura in sicurezza concreta e duratura per il territorio.
É incredibile che abitanti ed esercenti di Ponte Milvio scrivano a Gualtieri con quel tono da supplica… Il sindaco é responsabile di manutenzione, prevenzione e opere idrauliche… É terminato o no il lavoro del collettore? Se sí allora il collettore non funziona come deve (e la responsabilità di ció é sempre di Gualtieri), se invece non é terminato la responsabilità é sempre di Gualtieri, sindaco dal 2021…! In ogni caso, anzi, in entrambi i casi, qualcuno ha mai visto degli operai del Comune fare la semplice manutenzione delle caditoie e dei fognoli su strada in zona Ponte Milvio (anzi, a Roma…)? Ossia semplicemente disostruirle e pulirle regolarmente??? Votatelo di nuovo sto “sindaco”, e compratevi una barchetta a remi…