
È fortemente negativo il giudizio espresso dal consigliere regionale di Azione, Alessio D’Amato, sullo stato di attuazione delle Case di Comunità nel Lazio. L’intervento è arrivato nel corso del Consiglio straordinario dedicato alla situazione delle Case e degli Ospedali di Comunità.
Secondo D’Amato, oggi “meno del 5% delle strutture è conforme agli standard e ai servizi previsti dal DM 77”, sottolineando come il tema non riguardi il numero delle sedi formalmente aperte, ma la loro effettiva operatività.
“L’accreditamento delle strutture pubbliche – ha spiegato – non riguarda solo gli aspetti strutturali, ma anche quelli organizzativi. Le Case di Comunità devono quindi disporre dell’organico necessario per funzionare realmente”.
Per il consigliere regionale è necessario chiarire quale sia il divario ancora da colmare e quali figure professionali risultino mancanti. D’Amato ha inoltre evidenziato come la programmazione degli ultimi anni abbia consentito soltanto la copertura del turnover, ritenendo indispensabile introdurre “meccanismi straordinari, un accordo quadro con i professionisti e nuove regole”.
“Finora è stato perso tempo prezioso – ha concluso D’Amato – ed è necessaria una forte accelerazione”.
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Ma D’amato è lo stesso che ricopriva il ruolo di assessore alla Sanità solo pochi anni fa? Non ho motivo di dubitare che quanto denuncia in merito alle carenze delle CdC nel Lazio abbia un suo fondamento e speriamo che si riescano a colmare queste carenze di organico e non solo, ma forse sarebbe opportuno che si prenda anche parte, magari piccola, delle responsabilità su questa situazione visto che si è occupato di sanità per circa 10 anni nel Lazio.