Home ATTUALITÀ Ponte Milvio. Palazzo crollato 10 anni fa, richiesto Imu ai proprietari

Ponte Milvio. Palazzo crollato 10 anni fa, richiesto Imu ai proprietari

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Galvanica Bruni

Ponte Milvio, a settembre saranno dieci anni dal crollo di via Farnesina. Ma ai proprietari continua ad arrivare l’Imu

A settembre ricorreranno dieci anni dal crollo della palazzina di via Farnesina 5, a Ponte Milvio. Dieci anni senza più una casa, ma non senza tasse. Nonostante l’edificio sia stato completamente demolito dopo il cedimento del 2016, gli ex proprietari continuano infatti a ricevere richieste di pagamento dell’Imu per immobili che non esistono più.

La vicenda risale alla notte tra il 23 e il 24 settembre 2016, quando una parte dello stabile crollò improvvisamente. I successivi sopralluoghi dei Vigili del Fuoco accertarono che le infiltrazioni d’acqua avevano compromesso irrimediabilmente la struttura, costruita sopra un antico affluente del Tevere. La decisione fu quindi quella di demolire completamente l’edificio.

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Nove famiglie e uno studio legale furono costretti ad abbandonare definitivamente lo stabile. Da allora, però, oltre al danno si è aggiunto il peso della burocrazia. Il palazzo, infatti, risulterebbe ancora presente negli archivi catastali e, di conseguenza, il sistema continua a generare gli avvisi di pagamento dell’Imu.

A riportare all’attenzione la vicenda è stato il consigliere capitolino di Fratelli d’Italia Stefano Erbaggi, che ha presentato una mozione chiedendo a Roma Capitale di sospendere le procedure di riscossione e di accelerare l’aggiornamento catastale, evitando ulteriori costi e contenziosi per cittadini che hanno già perso le proprie abitazioni.

Sul caso si è mosso anche il Municipio XV. Il presidente Daniele Torquati ha infatti scritto agli assessorati capitolini competenti e al direttore generale del Comune chiedendo l’apertura di un tavolo tecnico per definire la posizione catastale e tributaria dell’area di via Farnesina 5.

L’obiettivo è duplice: avviare finalmente l’aggiornamento del Catasto e, nel frattempo, individuare una soluzione che impedisca l’invio di nuove cartelle e richieste di pagamento ai proprietari di un edificio che, a quasi dieci anni dal crollo, esiste ormai soltanto negli archivi amministrativi.

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