
Sposarsi a Ponte Milvio ora si può. Ma non alla Torretta Valadier, nonostante che anni fa sia stata individuata come sede per celebrare matrimoni civili e ancora si attende che venga adeguatamente attrezzata. Per saperne di più ecco il nostro articolo del 2022: Due cuori e una Torretta
Bensì in uno dei tanti locali di via Flaminia dove, da qualche giorno, è possibile consacrare (virtualmente) un matrimonio. Proprio come a Las Vegas. Bastano tre minuti, una banconota da 15 euro e un pizzico di spirito goliardico.
Si entra da fidanzati, si esce con una pergamena che certifica l’avvenuta unione. Senza pubblicazioni, senza Comune, senza testimoni e soprattutto senza alcun valore legale. Ma con tanto di foto ricordo e, per i più romantici, qualche emozione inattesa.
L’iniziativa si chiama “Wedding Machine” ed è una sorta di distributore automatico del matrimonio simbolico. Una macchina che, attraverso uno schermo touch, guida la coppia in una breve cerimonia personalizzabile al termine della quale viene rilasciato un attestato ricordo. Nulla che abbia effetti giuridici, ma abbastanza per trasformare una serata fra amici in un momento da raccontare.
Dai lucchetti al matrimonio express
In fondo Ponte Milvio con l’amore ha sempre avuto un rapporto speciale. Prima i lucchetti immortalati da libri e film, poi le promesse d’amore affidate alle catene installate dal Comune, ora addirittura il matrimonio espresso. Una naturale evoluzione dei tempi verrebbe da dire.
E così il quartiere aggiunge un nuovo tassello alla sua vocazione sentimentale. Se una volta gli innamorati attraversavano il ponte per appendere un lucchetto e gettare la chiave nel Tevere, oggi possono fare un salto poco distante e uscire con un certificato di nozze in tasca.
Matrimonio lampo, ma solo per gioco
Sui social l’iniziativa sta già raccogliendo curiosità, foto e video. C’è chi la considera una simpatica attrazione, chi un’idea originale per addii al celibato e nubilato, chi semplicemente una trovata di marketing destinata a diventare virale. In ogni caso il successo sembra essere arrivato rapidamente, alimentato proprio dall’effetto sorpresa: sposarsi in tre minuti, a Roma, senza chiesa né Campidoglio.
Naturalmente nessuno corre il rischio di ritrovarsi sposato davvero senza accorgersene. Per quello continuano a servire ufficiali di stato civile, documenti e firme autentiche.
Ma ammettiamolo: fra un aperitivo e una passeggiata sul ponte, poter dire “ci siamo sposati a Ponte Milvio” ha comunque il suo fascino. Anche se, il mattino dopo, ognuno resta libero di tornare felicemente single.
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