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Capodanno, quando a parlare è Fido

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Galvanica Bruni

riceviamo e volentieri pubblichiamo una “lettera al direttore” firmata da Fido e da altri amici a quattro zampe di Roma Nord.

“Caro Direttore, mi presento: sono Fido. Abito anch’io a Roma Nord. Non voto, non parcheggio in doppia fila e non scrivo sui social. Però sento molto bene. Forse troppo.

Scrivo perché ogni anno, puntuale come il brindisi di mezzanotte, arriva anche il momento che temo di più: quello dei botti. Petardi, fuochi, esplosioni improvvise che per voi durano pochi secondi e per noi cani sembrano non finire mai.

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Non è paura “esagerata”, come a volte sento dire. È proprio che il nostro udito funziona diversamente dal vostro. Quei rumori secchi e imprevedibili arrivano addosso come una minaccia reale. E allora c’è chi trema, chi si nasconde, chi smette di mangiare, chi prova a scappare. Succede ogni anno, anche a cani abituati alla città, al traffico, al rumore quotidiano.

Io, per esempio, non chiedo molto: stare vicino ai miei umani, una stanza un po’ più tranquilla, magari la televisione accesa per coprire quello che succede fuori. E soprattutto non essere lasciato solo “tanto che vuoi che succeda”. Qualcosa succede, quasi sempre.

So che il Capodanno è una festa e non voglio rovinarla a nessuno. Ma magari, mentre si aspetta la mezzanotte, si può pensare anche a noi che non capiamo il senso di quelle esplosioni. Ridurre i botti, evitarli sotto casa, scegliere festeggiamenti meno rumorosi: piccoli gesti che per noi fanno una grande differenza.

Questo non è un appello astratto. È una richiesta concreta, che arriva da chi vive accanto a voi tutto l’anno, vi aspetta dietro la porta e vi perdona anche quando rientrate nervosi. Grazie per l’attenzione e buon anno a tutti”.
Fido e tanti altri amici a quattro zampe di Roma Nord 🐾

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