Home SALUTE Intervento anca mini invasivo: A chi è consigliato quest’intervento?

Intervento anca mini invasivo: A chi è consigliato quest’intervento?

Il paziente decide di sottoporsi a un intervento di protesi d’anca quando il dolore e la progressiva rigidità dell’articolazione compromettono le attività quotidiane più semplici, come indossare calze e scarpe o camminare anche per brevi distanze. L’obiettivo è tornare a una vita normale e autonoma.

Ne parliamo con il Prof. De Peppo e il Prof. Cammarano, specialisti in ortopedia e traumatologia, esperti in chirurgia protesica dell’anca con tecnica anteriore meno invasiva. Da oltre 25 anni portano avanti questo approccio chirurgico, con particolare attenzione al recupero funzionale e al miglioramento della qualità di vita dei pazienti.

La protesi d’anca consiste nella sostituzione dell’articolazione naturale con un sistema artificiale composto da una componente inserita nel bacino e una nel femore. Questo intervento diventa necessario quando il dolore e la limitazione funzionale rendono impossibile conservare l’articolazione originale.

Le cause possono essere degenerative, come l’artrosi, traumatiche, come le fratture del collo del femore, oppure congenite e acquisite in età pediatrica, come la displasia dell’anca o il morbo di Perthes. La chirurgia mini-invasiva si fonda sul rispetto dei tessuti, con l’obiettivo di ridurre il trauma chirurgico e favorire un recupero più rapido.

Per approfondimenti