Home ATTUALITÀ Antony Johnston, Delitto quasi perfetto a villa Elysium

    Antony Johnston, Delitto quasi perfetto a villa Elysium

    libri libro giallo
    Galvanica Bruni

    Delitto quasi perfetto. Sottotitolo, un omicidio, sei sospetti. Il luogo del delitto è Villa Elysium, un centro benessere d’alto livello, dove si pratica ogni sorta di terapie, utilizzando i fiori, anche i più rari, purché rigorosamente coltivati nei giardini e nelle serre del resort.

    L’Elysium è ospitato nell’antica dimora di Finchote Manor. Tutto si svolge all’interno o all’esterno del centro, a partire dal ritrovamento del corpo di un ospite che sembrerebbe aver fatto un salto nel vuoto. La finestra dalla quale si è lanciato o è stato lanciato, corrisponde a un magazzino/ sgabuzzino, ultimamente molto poco utilizzato.

    Harry Kennedy, questo è il nome della vittima, è un uomo d’affari, attivo nel settore immobiliare – che nel corso del romanzo si scoprirà navigare in brutte acque – al momento del ritrovamento ha una rosa rossa in bocca, a finirlo un forcone da giardinaggio, piantato nel petto. L’uomo indossa boxer sotto un accappatoio bianco. Il cellulare nella caduta si è rotto e Kennedy è senza portafoglio.

    ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

    Antony Johnston è un autore inglese, che si diletta di videogiochi e graphic novel e questo giallo “britannico” ne riflette le passioni. È un gamebook che mette il lettore alla prova soprattutto come investigatore.

    L’approccio alla lettura di questo giallo interattivo non è lineare. Il lettore viene spinto ad indagare, sfruttando i suggerimenti dello scrittore, oppure ignorandoli.

    I sospettati sono sei e per tutti e sei chi legge è portato a formulare delle ipotesi, si intestardisce a seguire delle tracce, rischiando anche pessime figure.

    Tra gli ospiti che condividono quella settimana di relax c’è Carla Nasbitt, deputata, amante e in affari con Kennedy. Nel lavandino dello sgabuzzino dove si è presumibilmente svolta la colluttazione con l’assassino (se è stato un omicidio) ci sono le impronte della deputata. Fortemente sospettata perché all’inizio nega di conoscere Kennedy. Con il quale invece condivide affari immobiliari per l’urbanizzazione di Burrowlands, un progetto a rischio bocciatura da parte dell’amministrazione perché l’area è a rischio esondazione.

    Si sospetta di Alina Martinescu, una massaggiatrice romena, ripetutamente molestata da Kennedy e con una sorella, Roxana, truffata dalla vittima che era riuscito a venderle una casa che faceva letteralmente acqua da tutte le parti. E di Jennifer, la receptionist, anche lei molestata da Kennedy e soprattutto l’unica insieme al proprietario del centro a disporre della chiave dello sgabuzzino.

    Il proprietario è Stephen Cheong anche lui con qualche scheletro nell’armadio.
    In particolare, Kennedy aveva scoperto che i fiori delle terapie erano acquistati da un vivaio e non coltivati nel maniero. Una circostanza che rendeva Cheong ricattabile tant’è che Kennedy aveva avuto un trattamento economico di assoluto favore.

    Non sfugge alle indagini Tank Destroyer, un finanziere-millantatore, ospite dell’Elysium perché con Kennedy avevano in mente un colpo da diverse centinaia di migliaia di sterline. E forse milioni. E intanto faceva da spalla a Kennedy nel ricattare Cheong. Infine, Flora, la moglie di Kennedy, dal quale stava divorziando e stanca dei suoi tradimenti e del relativo trattamento.

    350 pagine in cui il lettore – con lo scrittore – esamina indizi, raccoglie prove, interroga sospetti e testimoni. E ogni volta il lettore-detective torna al punto di partenza. Le decisioni prese nel corso dell’indagine hanno delle conseguenze, alcune possono portare alla risoluzione del caso, ovvero allontanarla.

    Nelle ultimissime pagine, comunque, Johnston fa scattare le manette attorno ai polsi del vero autore del delitto e a scoprirlo saranno i detective (veri) della squadra omicidi inglese.

    Personalmente preferisco i libri dallo scorrimento narrativo lineare, sequenziale, coerente. Comunque, Johnston si fa apprezzare perché accompagna il lettore e per quanto la storia sia disallineata ha una sua logica interiore che la rende gradevole e in grado di appassionare anche i lettori come me.

    Rossana Livolsi  

    © RIPRODUZIONE VIETATA
    Promuovi la tua attività commerciale a Roma Nord

    LASCIA UN COMMENTO

    inserisci il tuo commento
    inserisci il tuo nome