
“Le vie delle guerre” (Ed. Il Mulino, 290 pag. 16 euro) di Andrea Santangelo, archeologo e storico militare, è un interessante libro sulle tracce che le guerre hanno lasciato nel loro lunghissimo percorso storico, specie in Europa e soprattutto in Italia, in particolare nella Pianura Padana.
L’Europa e il luogo dove più si è combattuto nella storia dell’umanità e gli eventi bellici hanno lasciato una vera e propria scia costituita da fortezze, castelli, opere difensive, valli e trincee che il tempo non è riuscito a cancellare (nella Prima guerra mondiale furono scavate trincee per 40.000 chilometri!).
Sebbene l’Europa abbia goduto di un lungo periodo di pace tra il XX e XXI secolo, la guerra, come un cancro, è tornata ad affacciarsi alle sue porte con l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Una guerra che oggi ha messo l’intero Occidente davanti ad una realtà che non può essere né cancellata né tantomeno ignorata. E come per ogni malattia è solo attraverso la conoscenza che il male può essere sconfitto o quanto meno rallentato.
Le tracce che la guerra ha lasciato dietro le sue spalle sono importanti impronte per comprendere non solo la storia ma anche per trarne i dovuti ammaestramenti.
Ne “Le vie delle guerre” Santangelo spazia dal “limes” romano (il confine immaginario ma anche reale che segnava i limiti dell’Impero Romano) alle trincee della Prima guerra mondiale esaminando nel dettaglio battaglie, guerre, tattiche ed evoluzione degli armamenti.
Nessun continente è stato come l’Europa un grande campo di battaglia dove eserciti e milizie di ogni paese si sono scontrati con sempre maggiore accanimento e con armi sempre più raffinate.
Questa incredibile “litigiosità” ha lasciato sul terreno migliaia di opere murarie difensive che oggi costituiscono delle vere e proprie “vie” lungo le quali è possibile ricostruire la storia di questi conflitti e dell’umanità che li ha generati.
Come detto, il libro di Santangelo oltre ad essere estremamente preciso e documentato è un testo di grande interesse storico che affascinerà gli appassionati di storia militare ma anche chi cerca risposte nella follia della guerra.
Francesco Gargaglia
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