Home AMBIENTE Cinque domande sul Parco di Labaro e palazzetto dello sport

Cinque domande sul Parco di Labaro e palazzetto dello sport

nuovo palazzetto sport labaro
WORLD OF DINOSAURS

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa “lettera al direttore” a firma Vincenzo Pira.


“Sia per i costi sia per l’impatto che può avere nella vita del quartiere il progetto di costruzione dell’impianto sportivo nel parco di Labaro, in via Valbondione, è tra gli interventi di maggior rilevanza degli ultimi anni.

Per molto tempo la cittadinanza di Labaro si è divisa tra chi ritiene questo intervento del tutto negativo (distrugge la bellezza del parco, provocherà ulteriori problemi nel traffico locale, ci sono tante altre priorità non considerate per la qualità della vita locale) e chi, invece, pur non nascondendo rischi e criticità lo ritiene un investimento che può essere positivo se ben governato.

Promuovi la tua attività commerciale a Roma Nord

Ricordiamo brevemente di cosa si tratta: con finanziamenti PNRR (17,5 milioni di euro) si sta costruendo un impianto sportivo polivalente indoor, con millecinquecento posti, pari a una superficie complessiva di 3.700 mq. Saranno realizzati campi di calcetto, basket, pallavolo crossfit, percorso vita, skate park, mountain bike, nel rispetto delle caratteristiche naturalistiche dell’area.

L’obiettivo finale, esplicitato nella relazione al progetto, è quello di valorizzare il parco, rendendolo un’area a destinazione sportiva ad accesso libero e gratuito, al fine di promuovere la cultura dello sport come strumento di inclusione ed integrazione sociale.

È importante garantire da parte dei comitati e associazioni locali il monitoraggio dei lavori e avere un rapporto con i governi di prossimità (comune e municipio) per verificare il rispetto di quanto promesso ed evitare i rischi e gli effetti negativi di cui tanto si è discusso.

La demolizione dell’eco mostro precedente è iniziata il 21 giugno 2024 e si è conclusa a fine ottobre con un costo, coperto da Roma Capitale di 1,2 milioni di euro.

I lavori per la costruzione dell’impianto sono iniziati formalmente il 2 dicembre 2024 con la previsione di concludersi il 31 gennaio 2026 e inaugurare la struttura entro giugno 2026. Le costruzioni sono però iniziate in ritardo e difficilmente queste scadenze saranno rispettate. Chi visita il parco, dalla recinzione esterna del cantiere vede le fondamenta in attesa dei prefabbricati dell’impianto.

È importante ricordare le affermazioni dei responsabili del Comune e del Municipio per le verifiche future degli adempimenti:

Il progetto non comprende solo il palazzetto, che sarà realizzato con cemento riciclato e ulteriormente riciclabile, ma anche la realizzazione di spazi outdoor e la piantumazione di più di 140 alberi selezionati con esperti di botanica. Il palazzetto avrà i pannelli solari e un ‘bosco’ verde sopra il tetto che lo rende ancora più integrato nella dimensione del parco. Questo sarà un intervento di ricucitura del territorio e di valorizzazione di un parco che il rudere rendeva inaccessibile” (Roberto Gualtieri, sindaco di Roma).

Tutte le richieste del XV Municipio sono state esaudite, dalla maniacale attenzione alle essenze arboree alla tutela integrale dell’attuale parco di Colli d’Oro, l’utilizzo di materiali ecosostenibili. A questo progetto si aggiungono due percorsi che abbiamo proposto: uno farà da collegamento con la scuola di largo Castelseprio, l’altro nel quartiere di Prima Porta. Dunque non è solo una riqualificazione per Labaro, ma anche un intervento per unire due quartieri storicamente separati. Inoltre abbiamo individuato delle aree esterne di parcheggio proprio per tutelare il parco”. (Daniele Torquati, presidente di Roma XV).

Sarà uno degli impianti per lo sport di base che valorizzeranno quartieri periferici che sono il cuore pulsante della città. Il nuovo palazzetto di Labaro sarà polifunzionale e ospiterà anche iniziative culturali e artistiche durante l’estate. Faremo un bando per trovare un gestore ma qui si farà sport a tariffe comunali” (Alessandro Onorato, assessore allo sport di Roma capitale)”

Così, con cinque domande, Vincenzo Pira chiude la sua lettera al direttore.

“Prima della conclusione dei lavori e l’inaugurazione dell’impianto (che si spera sia entro il 2026) sarebbe utile avere un aggiornamento su come si prevede il rispetto di questi impegni e ripropongo cinque domande fatte dai comitati locali:

  1. Come verrà garantita la sostenibilità dei costi di gestione dell’impianto sportivo una volta concluso?
  2. Come verrà preservata la sua utilità sociale e comunitaria?
  3. L’impianto può essere affidato a privati? A quali condizioni?
  4. Verrà comunque garantito l’accesso a società sportive dilettanti, scuole e persone che non hanno grandi disponibilità economiche?
  5. Che cosa si prevede di fare per mitigare i problemi di accessibilità e mobilità già critici nel quartiere?”
© RIPRODUZIONE VIETATA

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome