Home ATTUALITÀ Call center, altro che blocco: il telefono squilla ancora

    Call center, altro che blocco: il telefono squilla ancora

    Nonostante lo stop al telemarketing selvaggio del 19 agosto, i call center non mollano. Anche a VignaClaraBlog.it squilla il telefono senza tregua.

    uomo arrabbiato telemarketing
    Galvanica Bruni

    ☎️ Il blocco (fantasma) delle chiamate moleste

    Il 19 agosto doveva essere la data storica. Quella che tutti aspettavamo. Quella in cui, secondo quanto annunciato a gran voce dal Governo e dai comunicati entusiasti delle associazioni di categoria, il famigerato telemarketing selvaggio avrebbe finalmente cessato di tormentarci.

    E invece… sorpresa!
    Il telefono squilla più di prima.
    Altro che stop: qui pare sia partita un’offensiva.

    In redazione non squilla la libertà, ma il solito call center

    Alla redazione di VignaClaraBlog.it, da quella famosa data del 19 agosto, le cose sono cambiate eccome.

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    Le chiamate giornaliere ai redattori sono quasi raddoppiate anche nei giorni festivi, anche durante le riunioni, anche quando ci illudiamo che sia “solo una notifica WhatsApp”.

    Il tutto, nonostante siamo regolarmente iscritti al Registro delle Opposizioni, aggiornato e completato con tutti i crismi.
    Ma pare che dalle Filippine, dalla Moldavia o dal “Centralino Enigmatico s.r.l.” queste iscrizioni siano considerate una simpatica formalità da ignorare.

    Il Registro delle Opposizioni: utile come una tenda bucata

    Chiariamolo: l’iscrizione al Registro delle Opposizioni dovrebbe annullare qualsiasi consenso precedente dato per fini di marketing.
    Dovrebbe.
    Perché, nella realtà dei fatti, sembra avere la stessa efficacia di un “non disturbare” appeso alla maniglia… di una porta spalancata.

    Anche le rassicurazioni delle associazioni di categoria suonano un po’ come i messaggi pre-registrati degli stessi call center: “Stiamo lavorando per voi”, “Il servizio è in fase di miglioramento”, “Siamo contrari agli abusi”.

    Peccato che intanto il telefono continui a squillare con la tenacia di un parente lontano che ha scoperto che avete ereditato un garage.

    “Signora, ma ha chiesto lei informazioni sulla fibra nel 2011?”

    I tentativi di giustificazione sono tragicomici:

    • “Lei ha dato il consenso nel 2008 su un portale che ora non esiste più.”
    • “Stiamo solo facendo un’indagine statistica, non è marketing!”
    • “Non siamo un call center, siamo un hub informativo autonomo a scopo educativo.”
    • “Ci ha lasciato il suo numero sua cugina, forse.”

    In breve: ci chiamano anche se non dovrebbero. Ci chiamano anche se non vogliamo. E ci chiamano anche se non capiamo nemmeno cosa vogliono.

    Cosa dice la legge, che nessuno ascolta

    Il blocco entrato in vigore il 19 agosto 2025 prevedeva una stretta definitiva:

    • Stop alle chiamate da parte di operatori che non abbiano un consenso esplicito e recente.
    • Sanzioni salate per chi continua a disturbare.
    • Obbligo di aggiornare i database e cancellare i numeri iscritti al RPO.

    Ma si sa: tra la legge scritta e quella rispettata passa… una telefonata indesiderata.

    Conclusione: in attesa del miracolo

    A questo punto non ci resta che fare quello che facciamo sempre:
    Scrivere, denunciare, ironizzare.
    Aggiornare il Registro delle Opposizioni per la decima volta.
    E magari iniziare a rispondere con:
    – “Sì, ma se mi fate uno sconto del 90%, forse ne parliamo.”

    Fino a prova contraria, l’unico blocco reale è quello della nostra pazienza. E di quella, ormai, ne resta poca.

    Fonti

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    1 commento

    1. Lo faccio anche io e funziona bene.. Il fatto è che questa attività dovrebbe essere proibita per legge, il call center dovrebbero accettare solo chiamate in entrata..

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