
A cura della Commissione Mobilità del Municipio XV, avviata una serie di incontri con la cittadinanza sul progetto del tram o, meglio, del proseguimento del tram linea 2 dall’attuale capolinea di piazza Mancini alla stazione Vigna Clara.
“Informarsi, discutere e incidere sulle scelte che ridisegneranno la mobilità nei quartieri a nord del Tevere fra Farnesina, Vigna Clara e Fleming” l’obiettivo del primo incontro che si è tenuto mercoledì 4 giugno nella sede del Municipio XV alla presenza di circa quaranta persone.
Il finanziamento
Sgomberiamo subito il campo da certezze fornite da altre testate che in questi giorni hanno titolato “arriva un nuovo tram a Roma Nord”. Al momento questo prolungamento è solo in mente dei e nei desiderata di tanti (ma non tutti) cittadini.
Il progetto, infatti, è uno dei sette del pacchetto che il Campidoglio ha presentato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti chiedendo un finanziamento di 1,6 miliardi di euro. E a partecipare al bando, oltre a quella di Roma, sono state diverse amministrazioni comunali.
Ma al momento, a quanto si apprende, il fondo per gli interventi finanziabili dallo Stato in via ordinaria nel settore del Trasporto Rapido di Massa è quasi a zero mentre ministro e ministero stanno dirottando il dirottabile sulla realizzazione del Ponte sullo Stretto (ricordiamoci il definanziamento della chiusura dell’anello ferroviario la cui ultima tratta riguardava proprio Roma Nord), ai cui lavori si vorrebbe dare inizio prima delle prossime elezioni politiche del 2027.
Lecito dunque supporre, quand’anche dubitativamente, che il finanziamento di 1,6 miliardi sia di là da venire o che, quantomeno, non sia cosa di pochi mesi.
L’incontro
“Questo incontro non è una formalità ma una scelta politica” ha esordito il presidente della Commissione Mobilità del XV, Giovanni Forti, aprendo la seduta e sostenendo che “le grandi trasformazioni urbane devono essere costruite dal basso, insieme alle persone, e non calate dall’alto”.
Convinto che il tram non sia solo un mezzo di trasporto, “ma una leva per restituire alle persone spazio, aria pulita e tempo libero”, il suo è stato un basta alle decisioni sulla città prese altrove.
“Noi – ha affermato – con questi incontri vogliamo rompere questo schema e progettare insieme lo spazio pubblico del futuro… il tram potrà cambiare il volto dei nostri quartieri, questa è un’occasione che non vogliamo perdere.”
Peccato che proprio pochi giorni fa Odissea Quotidiana – noto blog romano di settore – abbia scritto “i tram di Roma sono morti che camminano”. Ma tant’è, la parola è poi passata ai consulenti.
Il progetto
Cominciamo dal percorso
In sintesi, come abbiamo detto, si tratta del proseguimento della linea 2 di altri circa 3 chilometri.
Il tram per andare da piazza Mancini a Vigna Clara percorrerebbe Ponte Duca d’Aosta e il Lungotevere per poi sfiorare Ponte Milvio e proseguire dritto su viale Tor di Quinto.
Giunto all’incrocio con via Civita Castellana svolterebbe a sinistra, la percorrerebbe in salita e giunto alla fine svolterebbe a destra su Corso Francia. Da lì tutto dritto fino alla stazione Vigna Clara.
Il percorso di ritorno vedrebbe il tram percorrere Corso Francia, poi, giunto poco prima del ponte dell’Olimpica, girare su via Flaminia fino a raggiungere piazzale Ponte Milvio che attraverserebbe, tagliando l’aiuola centrale, per poi svoltare su Lungotevere. Da lì, dritto fino a Ponte Duca d’Aosta, poi piazza Mancini per riprendere il percorso già esistente fino a piazzale Flaminio.

I numeri
Sistemi di macrosimulazioni asettici (e di certo non contestualizzati) hanno stimato in oltre 30mila i passeggeri che verrebbero trasportati in un giorno, con picchi di 1400 nelle ore di punta, per un totale di circa sette milioni l’anno.
Numeri impressionanti ma che lasciano qualche dubbio sull’attendibilità. Stiamo parlando di una linea che finché la stazione di Vigna Clara non entrerà a pieno regime con la chiusura dell’anello ferroviario (altro finanziamento di là da venire) non pare possa avere un appealing talmente elevato.
Ma quanto verrebbe a costare? Presto detto: 106 milioni di euro di cui 57 per i lavori e 15 per forniture. A questi ne vanno aggiunti dieci per l’allacciamento ai pubblici servizi, otto accantonati per gli imprevisti, un paio per la progettazione definitiva (oggi siamo solo alla preliminare) ed esecutiva, un altro paio per la direzione lavori e l’incentivo (dovuto per legge) ai funzionari capitolini coinvolti. Il resto è spalmato su una dozzina di voci minori.
Gli altri numeri: tre (minimo) gli anni di lavoro, quattro i tram che sarebbero in servizio, cinque minuti e mezzo il tempo per andare da piazza Mancini a piazza Diodati (stazione Vigna Clara) e nove per andare da quest’ultima al capolinea di piazzale Flaminio. Sette le fermate.
Infine, sempre secondo i consulenti, la presenza di un tram farebbe aumentare quella dei locali commerciali e il valore degli immobili.
L’affermazione si basa sulla sola esperienza fatta a Firenze dove pare che lungo la linea 1 fra il 2004 e il 2012 i locali siano aumentai del 10% e gli immobili da 2mila a 3mila euro a metro quadro. Questo però a Firenze, unico campione statistico.
Le criticità
Non sono pochi i problemi di viabilità, mobilità e staticità; non a caso il parlamentino del Municipio XV, nel dare il suo ok al progetto a luglio del 2023 l’ha fatto stilando una lunga lista di raccomandazioni, ben qualche decina. “Se non gestito adeguatamente – si legge infatti nelle premesse del documento – il progetto potrebbe comportare criticità durante la fase di realizzazione e in seguito durante l’esercizio”.
La viabilità locale, la sosta, la ciclabilità, la mobilità pedonale, la mitigazione dell’inquinamento, l’impatto acustico, i semafori, nuovi sensi unici. E ancora, dove fare nuovi parcheggi, dove costruire il ponte ciclopedonale Vigna Clara – Fleming scavalcando Corso Francia. Questi e altri i temi oggetto delle raccomandazioni.
Capitolo a parte meritano poi le osservazioni sull’area di Ponte Milvio, dove, come si legge nel documento, “la cantierizzazione della linea lungo Viale di Tor di Quinto e il posizionamento dell’area cantiere proposta nell’attuale area parcheggio di Viale di Tor di Quinto fanno presagire una eccessiva congestione di Viale Tor di Quinto e di Piazzale di Ponte Milvio sia durante i lavori che in fase operativa, rendendo quindi necessaria una riduzione del flusso di veicoli sia in direzione Flaminia e Via del Foro Italico (Tangenziale), sia in direzione Farnesina-Vigna Clara”.
Ma non è tutto. È stato infine proposto di includere nel progetto un ridisegno della viabilità “tale da incentivare il traffico privato, diretto verso il quartiere Farnesina-Vigna Clara, a non passare attraverso Piazzale di Ponte Milvio, deviando i veicoli su Via dei Colli della Farnesina e Via Camilluccia”. Con buona pace di chi vi abita.
Le reazioni dei presenti
Dall’entusiasmo allo scetticismo le reazioni registrate fra la quarantina di cittadini presenti.
A fattor comune di tutti però l’incredulità nell’immaginare il tram che da Corso Francia imbocca via Flaminia (sulla quale, a norma di progetto, verrebbe applicato il divieto di sosta su entrambi i lati e il doppio senso di marcia) per poi sfociare sulla piazza di Ponte Milvio e tagliarla in diagonale. Al di là di tutte le considerazioni, pare blasfemia.
Ecco perché Giovanni Forti vorrebbe andare a testa bassa in Campidoglio per dire “no tram a Ponte Milvio”; anche sulla via del ritorno dovrebbe fare lo stesso percorso dell’andata. O, in subordine, via Flaminia dovrebbe diventare tutta isola pedonale, “come via Ottaviano” dice.
Ma non mancano le perplessità. Da chi ritiene che 30mila passeggeri al giorno sia un valore sovrastimato a chi dice che nel progetto mancano i parcheggi di scambio a chi dice che il collegamento potrebbe essere fatto con bus elettrici senza tutto questo ambaradan.
L’ultima perplessità è assai seria. A chi, come Giovanni Forti, ipotizza via Flaminia come isola pedonale, viene facile replicare che così si uccide il mercato rionale, non più raggiungibile con l’auto. Ne sono consapevoli gli operatori vecchi e nuovi del mercato? E’ stato loro detto?
Ma una cosa è certa, lo si è capito bene: questo tram (se finanziato) si farà. È determinato Giovanni Forti nell’affermarlo, sono d’accordo i suoi consulenti nel dire, con un bel pizzico di retorica, che “la metro seppellisce i viaggiatori, il tram li fa viaggiare alla luce del sole. Il tram è il futuro”. Se lo dicono loro…
Si replica
I prossimi incontri sono previsti il 12 e 19 giugno nel mercato di Ponte Milvio e il 24 di nuovo nella sede del XV. L’invito è esteso anche agli scettici.
“Le persone che hanno dubbi, idee o anche critiche sul progetto del tram saranno le più preziose, perché la città si cambia solo ascoltando chi la vive ogni giorno” conclude Forti chiudendo la serata.
Claudio Cafasso
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La viabilità locale sarà un disastro. A me sembra un progetto folle. Abbiamo bisogno della metro C a Farnesina piuttosto.
SONO A FAVORE MA non vorrei come al solito aspettare decenni per poi non vedere nulla. ottimo sarebbe ed essenziale il sottopassaggio a corso francia per la viabilità della auto in uscita ed entrata su cassia e flaminia. ad oggi corso francia è impraticabile a piedi. marciapiedi ed alberature totalmente assenti! anzi i tre lecci messi ultimamente sono gia da mesi morti ! mai sostituiti e poi c’erano molti piu alberi e nessuno fa nulla!
Un intervento che dopo anni invivibili per chi abita o lavora a Ponte Milcio. Fleminng e Vigna Clara a causa dai lavori lascerebbe l’intero quadrante sconvolto e con poche attività commerciali sopravvissute. Non mi resta che sperare che Salvini dirottu altri finanziamenti.
Sull’argomento VCB aveva già scritto degli articoli e mi ero permesso di intervenire con un paio di post.
Sostanzialmente:
– P.zza Mancini e Stazione Vigna Clara sono fra loro già collegate dalla linea bus 200. Non sarebbe più semplice limitarsi a incrementare le corse su detta linea, magari con vetture elettriche e di dimensioni più ridotte? Un sostanzioso aumento delle corse anche in orari notturni potrebbe contribuire a risolvere il problema degli intasamenti in zona Ponte Milvio. L’utente movida con medio uso del cervello capirebbe che parcheggiando a piazza Mancini e salendo sul bus 200 in pochi minuti raggiungerebbe comodamente gli agognati locali siti in zona Ponte Milvio;
– l’itinerario del nuovo tram sembra di capire passerebbe su via Flaminia Vecchia nel tratto p.le Ponte Milvio / intersezione Corso Francia, con grande gioia per chi abita (e parcheggia, o almeno ci prova) in zona o per chi vi gestisce esercizi commerciali. Facile immaginare riscorsi al T.A.R., rischi di perdite di tempo,etc.,. Gli eventuali lavori inoltre porterebbero probabilmente al blocco della viabilità su detta strada per un periodo presumibilmente non breve.
Ultima riflessione: la Stazione Vigna Clara è in esercizio da tre anni ed è ampiamente sotto utilizzata con sole undici corse al giorno per ciascun senso di marcia. Si hanno notizie sulla speranza di aumento corse e con quali tempistiche? Nelle maggiori città europee le linee ferroviarie urbane vengono normalmente percorse da un treno ogni 20 / 30 minuti.
29 presenti contati dal sottoscritto ..età media 70 anni…processo partecipato ? Da chi ? Con chi ?…ho letto il volantino addirittura ci sarà una grande festa di chiusura al mercato di ponte milvio…non vedo L ora di vedere quanto saremo
Non ho mai sentito tante sciocchezze come quelle di ieri al municipio giuro
Ho partecipato anche io alla prima puntata delle quattro che rappresenteranno, appunto, la “commedia in quattro atti”.
Vorrei esprimere qualche riflessione, possibilmente in modo più ampio di quanto non sia stato possibile con i risicati e tassativi quattro minuti messi a disposizione di quanti avessero qualcosa da dire pro o contro.
Sgombro subito il campo da possibili equivoci che anche il mio uso di “pro o contro” potrebbe indurre.
Infatti non siamo stati chiamati al “processo partecipato” ancora in tempo per poterci esprimere con un “si” o con un “no” al tram. Questa è stata un’illusione ottica generata dall’invito e dal volantino.
Ma le parole del Presidente della Commissione Mobilità del Municipio XV sono state, in tal senso, immediatamente chiarissime. E quelle di coloro che sono intervenuti dopo, ancora più esplicite.
Il tram E’ deciso e approvato, noi cittadini (beh, cittadini è una parola grossa….ricorda cives….ma non facciamo polemiche) siamo chiamati in queste piacevoli serate di inizio estate solo per prenderne atto e per dire di che colore preferiamo le pensiline delle fermate (questa è davvero “dal sen sfuggita” al Presidente nel clima gioioso dell’incontro), con o senza fioriera, panche con attacchi USB per una nota smart e altre amenità estetiche/tecnologiche. Il massimo della democrazia partecipata.
Spingendoci un po’, forse anche per emettere qualche gridolino di stupore sentendo che il tram dovrebbe sferragliare per via Flaminia Vecchia, passando nell’ordine di arrivo davanti a una clinica (ma in questo punto si metterebbero a terra solamente dei discotti gialli carini carini per agevolare l’attraversamento della strada dei malati che pretendono di raggiungere il luogo di cura), Villa Brasini (dal nome del suo progettista) del resto già abbellita dai fiori finti (in verità un pò cimiteriali) che il locale, lì installato con licenza di cibo e bevande a gogò, ha pensato bene di mettere sulla facciata in barba al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (ma dal Municipio XV nessuno ha battuto ciglio), la Stazione dei Carabinieri (davanti alla quale oggi guai a fermarsi, giustamente le macchine CC devono trovare la strada libera per scattare dietro le emergenze) per proseguire beatamente nell’accogliente Piazzale Ponte Milvio che attende libero, come sempre, da macchine in terza e quarta fila.
Non parlo, perché sono caritatevole, degli abitanti di via Flaminia Vecchia con il tram che passa sotto il loro naso. Ma hanno detto gli esperti che il tram porterà un notevole aumento di valore immobiliare delle loro abitazioni. Evviva!
E non parlo nemmeno delle sere del venerdì e del sabato durante le quali si svolgerà il titanico confronto tra la movida e il tram ogni 5 minuti e tre secondi. Andrò ad assistere e poi vi racconterò le eroiche gesta dei contendenti lo spazio pubblico.
Vorrei tanto riuscire a trattare l’argomento con serietà, ma mi riesce molto difficile poiché non so bene in quale mondo mi trovo. Per caso nel teatro di Ionesco (il tram come “Il rinoceronte”)? La metafora, per chi vuole, va intesa fino in fondo ai significati della commedia.
Ci provo, almeno da adesso in avanti.
Divido l’argomento in due classiche categorie, una questione di metodo e una di contenuti.
Il metodo.
A parte le questioni organizzative (anzi vanno ringraziati i giovani volontari della Parrocchia di Santa Chiara), con le fotocopie del cospicuo progetto (relazione e cartografia) in bella mostra sul tavolo ma senza la possibilità di prenderle, ma perché creare l’inganno nominando questa quattro serate “percorso partecipato”?
Hanno idea i nostri amministratori municipali di cosa sia un percorso partecipato? Quali siano i tempi e le modalità e il momento di inizio e gli obiettivi auspicati nel rispetto di un vero coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni che riguardano i beni comuni e la loro qualità di vita?
Non si sarebbe, forse, dovuto discutere con tutti gli interessati, residenti, commercianti, lavoratori, visitatori, in una parola cittadini, questo progetto fin dalla prima ipotesi e prima che fosse ormai compiuto tutto l’iter processuale amministrativo che lo ha portato alla soglia della valutazione finale per il finanziamento?
Signori cari, non abbiamo l’anello al naso e questa manovrina farlocca non ci intenerisce il cuore.
Quindi, per favore, nominate diversamente e onestamente queste quattro seratine con grande festa finale.
Il tempo dedicato è, inoltre, incredibile: dalle 18 alle 21, tre ore nominali. Quindi, sulla carta, 3 x 4 totalizza 12 ore in tutto, ritenute dai nostri amministratori sufficienti per discutere un progetto di tale portata.
Nella realtà, anche peggio: mercoledì abbiamo iniziato con un’ora di ritardo (problemi tecnici che potevano e dovevano essere messi a punto, per esempio, dalle 16 alle 18). Verosimilmente le 12 ore complessive teoriche si ridurranno ad effettive 8, con ottimismo.
Questa contabilità, anche lei, per capire l’importanza che loro stessi riconoscono all’operazione.
Mercoledì, la maggior parte di questo tempo è stato interamente assorbita dalla illustrazione del progetto da parte di due giovani ingegneri che, per convincerci della straordinarietà dello stesso, ci hanno rifilato diagrammi, numeri, rendering, corroborandoli con esempi di realtà in tutti i sensi non assimilabili a Roma (quindi totalmente inutili), quasi fosse un seminario accademico.
Veniamo ai contenuti, molti dei quali già in qualche modo trattati nella prima parte di questo commento, anche se con stile para-ironico.
Moltissime sarebbero le cose da dire, ma sto veramente abusando dello spazio per un commento.
Andando al cuore del progetto, in sostanza, si dovrebbe trattare di una parte di un sistema. Questo, a mio avviso, l’elemento centrale.
Nodi fondamentali del sistema sono la Stazione di Vigna Clara (si, proprio quella che vede transitare nove treni nelle 24 ore, per di più non cadenzati) e la chiusura dell’anello ferroviario (si, proprio quell’affare che si discute all’incirca dal pliocene).
In assenza del funzionamento di questi due nodi, il sistema collassa su se stesso per mancanza di significato.
Vi è necessità che scriva qualcosa sulle due vicende o siamo tutti consapevoli della realtà? Sempre sottolineando che non abbiamo l’anello al naso.
Poi, al contorno, tutta una serie di altri punti nodali.
Non ho sentito parlare di parcheggi:
– chi arriva da fuori (nord di Roma) e vuole beneficiare di tanta grazia, dove mette la macchina con la quale è arrivato?
– dove vanno a finire le macchine che attualmente occupano senza soluzione di continuità i due lati di via Flaminia Vecchia?
– dove verranno messe quelle che occupano piazzale Ponte Milvio in più file disordinate, anche ai lati dell’attuale aiuola centrale che sarebbe sacrificata per il passaggio del tram?
– e a Viale Tor di Quinto, sacrificato almeno durante i lavori l’attuale parcheggio a pagamento?
Eccetera eccetera.
A proposito, sempre nel dubbio che a Via Flaminia 872 non ci sia molta comunicazione tra un piano e l’altro, tra una stanza e l’altra, tra un Assessorato e l’altro, tra una Commissione e l’altra, ma come si incrocia la questione “strisce blu”?
L’unico vero miracolo – altro che la nevicata di agosto a Santa Maria Maggiore – è che verrebbero eliminati i dehors!!! Incredibile ma vero!!!
Vogliamo parlare di mobilità? Sicuramente gli scienziati/progettisti hanno sviscerato il tema cruciale.
Quali le soluzioni durante il megacantiere? Quali quelle un giorno – chissà quando – a regime?
Belli i rendering fotorealistici, li faccio anche io per essere convincente con i miei interlocutori.
Ma se quella immagine del Lungotevere Maresciallo Diaz in direzione di Piazzale Ponte Milvio fosse stata scattata alle 18, o giù di li, di un qualsiasi giorno della settimana, avremmo visto una uguale prospettiva di calma e serenità idilliaca con un bel tram rosso che scivola nel silenzio trasportando 32000 cittadini beati al giorno vero le loro destinazioni?
Eccetera eccetera.
Vogliamo parlare del verde? Per questo ci sbrighiamo, intanto Sabrina Alfonsi e i suoi sta abbattendo tutti gli alberi in tutta Roma.
Figuriamoci se non sono “a fine ciclo vita” (questa la nuova categoria scientifica introdotta dall’Assessora) gli alberi di via Flaminia Vecchia e i platani di Piazzale Ponte Milvio e di Viale Tor di Quinto.
Ma, soprattutto, la questione che maggiormente mi ha colpito (negativamente, e molto) è rappresentata dal fatto che ci hanno raccontato un progetto di ingegneria e mai ho sentito porre la questione della “città”.
Del significato di “città”, di cosa sia il “tessuto urbano”, il “contesto”, il “paesaggio urbano”, la specificità dei luoghi, sembra non interessare nessuno, meno che meno gli amministratori.
Questi signori vanno avanti con “semplificazioni” basate su “quantità”.
La città, viceversa, è “complessità” fondata sulla ricerca della “qualità”. Della vita di chi la abita.
Non mi sembra siano stati tenuti in considerazione questi parametri prioritari.
Non è ricevibile un grafo di mobilità (tutti noi tecnici li abbiamo studiati) da applicare, sic et simpliciter, su qualsiasi realtà urbana.
Soprattutto in una parte di Città Storica come Ponte Milvio (siamo nella buffer zone del sito UNESCO), coacervo di testimonianze storiche stratificate.
Per tutte, basti ricordare il Ponte Mollo, la Torretta del Valadier, i tessuti otto-novecenteschi, poco prima il complesso del Foro Italico importantissimo esempio di architettura del Razionalismo italiano, già orrendamente stuprato per gli Internazionali del Tennis (cosa di più definitivo delle “strutture provvisorie”?).
Non ho udito una parola su questi temi. Per dire del livello culturale nel quale siamo precipitati.
Provocatoriamente, mercoledì, ho posto la domanda “e la Soprintendenza?”, ben conoscendo per diretta esperienza professionale quale sia l’atteggiamento della stessa (date uno sguardo ai 38 metri quadri chiusi in uno scatolone di vetro alto cinque metri a Piazza di Spagna).
Metodo e contenuto testimoniano l’”aria che tira”, ed è una gran brutta aria.
In Regione, la Giunta sta emanando una legge regionale (la n. 171) di cosiddetta “semplificazione urbanistica” che si abbatterà su Roma (e sulle altre città e territori della regione) con effetti definitivamente devastanti, in termini di consumo di suolo, di nuove cubature, di soppressione di realtà storiche come le Sale Cinematografiche del Novecento.
Al Comune, stanno per emanare le variazioni alle Norme Tecniche di Attuazione (NTA) del Piano Regolatore Generale (PRG) di Roma del 2008 che, in verità, modificano profondamente lo stesso (le variazioni di PRG devono seguire un altro iter legislativo e non possono essere veicolate dal “cavallo di Troia” delle variazioni alle NTA), con gli stessi identici effetti devastanti.
In Regione e in Comune le forze politiche occupano ruoli scambiati tra maggioranza e opposizione.
Si scambiano la parte in commedia, ma alla fine ci ritroviamo come Pinocchio davanti al Gatto e la Volpe.
Concludo e mi scuso per quanto ho abusato in termini di spazio (e pazienza).
Temo che l’unica speranza sia quella espressa da Rosanna Oliva: Salvini con il suo Ponte di Messina.
Altrimenti questi vanno avanti per la loro strada sopra le nostre teste.
E chissà per quanti anni, altre che i tre dei quali cianciano…….ricordate la Metro C……per non parlare di quanto lieviteranno i costi…….
Il guaio di Roma (uno dei) è che su questa Amministrazione è piovuta la manna dal cielo con i fondi del PNRR e del Giubileo.
Anche se ora i conti non tornano, tanto che per saldare i costi finali di opere indimenticabili come, ad esempio, la nuova Piazza Pia con le sue due piscinette, Gualtieri ci ha comunicato che dovrà spostare i fondi prima destinati alla manutenzione stradale. Ma perchè, vi risulta che le strade di Roma abbiano bisogno di manutenzione?
Insomma, prima di imbambolare i cittadini con opere faraoniche, risolvete i veri problemi che incancreniscono da decenni.
Se, poi, dobbiamo passare del tempo insieme per parlare dei massimi sistemi e delle sfere celesti, queste quattro seratine ci possono pure stare.
Però il libro dei sogni (vostri) per ingannare la realtà (nostra) ve lo scrivete da soli.
Come del resto avete fin qui fatto. Grazie.
Paolo Salonia
Portavoce Comitato “Abitare Ponte Milvio”
Del significato di città, di cosa siano il tessuto urbano, il contesto e il paesaggio urbano, e’ sembrato effettivamente interessarsi solo l’ architetto Salonia. Ma questa voluta ignoranza della specificità dei luoghi, di cui comunque gli amministratori hanno responsabilità, non è esiziale per la vita di noi tutti?
Gli amministratori non dovrebbero essere mai gretti! I tecnici non dovrebbero fare, per favore i sempliciotti, rivolgendosi ad un popolo che si arrende perché due più due fanno quattro!
Con la complicata questione delle rotaie!
A me piacerebbe eccome il tram!
La progettazione tuttavia come è noto a tutti, è complessa e richiede impegno e lavoro. Io abito nel luogo in questione, ma ponte milvio non è tuttomio.
Sono daccordo con Salonia: non sono stati tenuti in considerazione i parametri prioritari per progettare.
Non vi lamentate poi se volano ciabatte perché ognuno di noi semplici cittadini chiederà quello che ottusamente lo interessa! Così, come d’abitudine, la piazza-movida resta patrimonio dei bevitori di aperitivi …
Questa volta sono veramente d accordo con il signor Paolo SALONIA che veramente non ha sbagliato una parola .
Alla prossima riunione signor SALONIA mi porto due pomodori anche per lei, Se vuole glieli tiriamo insieme.
Ma che senso ha farlo arrivare a Piazza Mancini? Sarebbe molto più utile e utilizzato se arrivasse a piazzale Flaminio…
L’attuale tram parte da piazza Mancini ed arriva a piazzale Flaminio. Quello in progetto sarebbe un prolungamento.
Speriamo… io continuo a trovare articoli che parlano solo della tratta fino a piazzale Mancini
Hai ragione su tutti i fronti.
Ma una petizione contro il tram? Io la firmerei subito!
Certi progetti hanno tutta l’aria di nascere solo perché qualcuno ci si possa arricchire! Non voglio neanche pensare all’enorme disagio che i lavori di una tale folle opera procureranno ai poveri abitanti di tutta la zona! La cosa che veramente vorremmo tutti è la metro C a Farnesina. Quella si che aiuterebbe i cittadini! E nel frattempo ridateci l’ unico misero autobus che ci portava al centro, il 301, assurdamente limitato a Lepanto per coprire di cemento piazza Augusto Imperatore!
Come sempre, Le do ragione! Già sarebbe bastato portarlo almeno a Piazza Cavour.
UN SOLO SEMPLICE COMMENTO (ce ne sarebbero molti ma mi limito solamente a questo) : i tram vanno bene , su questo non ci piove , ma farlo attraversare P.le di Ponte Milvio e soprattutto Corso Francia , già oggi massacrata dal traffico veicolare di tutta la Flaminia , di tutta la Cassia e dal traffico locale …mi sembra anzi è davvero una enorme assurdità che certamente non aiuterebbe a migliorare la situazione di congestione attuale ma la peggiorerebbe sicuramente …..e tutto questo perchè ?….per portare gli utenti del trasporto pubblico alla fantomatica stazione di Vigna Clara che a tuttoggi risulta ed è una stazione “morta”.
Basta così , utilizziamo invece i soldi ( se ci saranno) per interventi più utili e più performanti sul territorio del Municipio .
Non aggiungo altro .
Alessandro D’Armini
Ingegnere dei Trasporti
Non sapevo fossi ingegnere..
Ormai sono in fissa con questo tram, che il sig. Forti poi esordisca dicendo che restituisce SPAZIO…spazio? Semmai lo comprime.
Detto questo leggo che il tram salirà per via Civita Castellana ma è un errore xché si troverebbe contromano…semmai la successiva. Poi il ritorno per via Flaminia vecchia è veramente un’assurdità. Ma questi illuminati capeggiati da Forti si rendono conto di quale strada si tratta?
Se ci sarà una petizione contro, fatemelo sapere.