
Una banda di tre persone dedita a gestire lo spaccio di cocaina, marijuana e hashish a Labaro e Prima Porta, ma anche nei comuni limitrofi a Roma Nord come Formello e Sacrofano, è finita in manette con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti al termine di una complessa indagine condotta dai Carabinieri della Compagnia Cassia.
Un “litro intero di latte”, “metà panino” e “tre litri di vino”, il linguaggio in codice per indicare il quantitativo di sostanza ordinato dai clienti e che i galoppini dovevano consegnare. Oltre 500 le dosi piazzate ogni settimana con incassi minimi di più di 10mila euro.
A capo della banda un uomo di origine tunisina. La sua abitazione come centrale di spaccio. Era lui a rifornire la droga, a stabilire i turni, a pagare i pusher, a provvedere alle spese legali in caso di arresto. Suoi “soci” una donna romena e un romano. Ai due spettava il compito di custodire i carichi e confezionare le dosi. A lei, inoltre, il compito di assaggiare la sostanza per verificarne la bontà mentre al romano spettava rifornire la rete dei pusher per lo spaccio al dettaglio della droga.
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