Home CRONACA Vigna Clara, trenta anni fa il giudice Adinolfi spariva nel nulla

Vigna Clara, trenta anni fa il giudice Adinolfi spariva nel nulla

paolo adinolfi
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Sabato 2 luglio 1994, un giorno come un altro. Siamo a Vigna Clara, in via della Farnesina.

Il magistrato Paolo Adinolfi saluta la moglie, le dice che sarebbe tornato per pranzo, ed esce di casa per recarsi in ufficio. Da quel momento di lui non si saprà più nulla. Sono passati trenta anni esatti, e la famiglia attende ancora che si faccia verità.

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Una famiglia che non ha mai creduto all’ipotesi dell’allontanamento volontario. Paolo Adinolfi, uomo tutto d’un pezzo e profondamente innamorato della moglie e dei suoi due figli, non avrebbe mai potuto compiere un’azione simile.

Eppure, da quel giorno del “magistrato che dava fastidio” – come lo ha definito il giornalista Fabrizio Peronaci in suo libro in cui racconta tredici casi romani irrisolti – si sono perse completamente le tracce, come fosse stato risucchiato dal nulla. Naturalmente la famiglia non crede neanche a questa versione: la scomparsa casuale non è mai stata nemmeno contemplata: Adinolfi, uomo dello Stato, giusto e integerrimo, è stato eliminato.

La verità è da ricercare nel suo lavoro” disse il figlio, Lorenzo Adinolfi, alla nostra redazione in un’intervista di pochi anni fa. La sua sparizione è legata al suo impegno alla sezione Fallimentare del Tribunale Civile di Roma? Al momento della scomparsa il giudice era consigliere della Corte d’Appello ma negli anni di Tangentopoli, del processo alla banda della Magliana e dei fondi neri del Sisde, era stato giudice di sentenze importanti che avevano pesano tantissimo sui poteri criminali influenti, sulla politica e sui palazzi giudiziari.

Quale sarà stata la sua fine? Per mano di chi? Per ordine di chi? Tutte le ipotesi sulla sua scomparsa nell’intervista al figlio. Per leggerla basta cliccare qui sotto.

“Mio padre, inghiottito dal nulla”. Parla il figlio del giudice Adinolfi

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