Home ATTUALITÀ 17 giugno del 1970, che notte quella notte

17 giugno del 1970, che notte quella notte

Italia Germania 1970
Galvanica Bruni

Ricordiamo un po’ tutti quello che stavamo facendo l’11 settembre del 2001, quando furono abbattute le torri gemelle. E rammentiamo anche cosa facevamo il primo giorno di maggio del 1994, quando Ayrton Senna si schiantò sulla curva del Tamburello. Sono momenti indimenticabili, seppur nella loro tragicità.

Poi esistono anche momenti felici, altrettanto indimenticabili, per i quali accade la stessa cosa. E ricordiamo cosa stavamo facendo. Come per esempio quel 17 giugno del 1970. Ecco, la domanda è rivolta a chi ha scavalcato gli “anta” da un bel po’. Cosa stavamo facendo?

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Ecco, quel giorno – pardon, quella notte – andò in scena a Città del Messico la “partita del secolo”, quell’Italia-Germania 4-3 che fece sognare gli italiani, pronti subito dopo il fischio finale a scendere in piazza per la più spontanea delle feste nazionalpopolari.

Gli azzurri, che quattro anni prima erano stati sconfitti in maniera beffarda dai coreani al mondiale disputato in Inghilterra, regalarono (insieme ai tedeschi) centoventi minuti di calcio da tramandare ai figli, ai nipoti, a chi quella notte ancora non era nato.

Passammo in vantaggio con Boninsegna dopo otto minuti, fummo rimontati da Schnellinger al novantesimo, doppia beffa perché il panzer giocava nel campionato italiano, con la maglia del Milan.

Poi, cominciarono i supplementari, col furetto tedesco Muller due volte in gol, e i nostri a rispondere colpo su colpo. Prima Burgnich, poi Riva, infine Rivera. Così diventò per tutti “ItaliaGermaniaquattroatre”, tutto attaccato; così i messicani decisero di apporre all’ingresso dello stadio Azteca la lapide pronta a sottolineare che lì, in quello stadio, s’era disputata una sfida memorabile. Così, subito dopo, scendemmo per le strade a sventolare il Tricolore. Roba di tanti anni fa. Troppi, anni fa…

Massimiliano Morelli

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