Home CRONACA Incita all’odio razziale sui social. Ventenne arrestato a Roma Nord

Incita all’odio razziale sui social. Ventenne arrestato a Roma Nord

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Ha solo vent’anni ma da tempo era già tenuto d’occhio per la sua attività di incitamento all’odio razziale sui social. La Polizia ora lo ha arrestato per fabbricazione e detenzione di arma clandestina. Il fatto al Villaggio Olimpico, a Roma Nord.

L’arresto è scattato a seguito di una perquisizione domiciliare e informatica al termine della quale gli è stata trovata una pistola prodotta artigianalmente tramite l’impiego di una stampante 3D.

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Il giovane, vicino ad ambienti del suprematismo bianco e dei movimenti neonazisti, era già tenuto sotto controllo da parte della Digos in quanto su Telegram diffondeva video di aggressioni a persone di colore, di stragi compiute per motivi di odio razziale e inviti a commettere atti di violenza.

Non solo, sempre sul web aveva acquisito nozioni per la costruzione di armi da fuoco, aveva acquistato materiale di uso comune utile alla costruzione di armi, diffuso video in cui mostrava il perfetto funzionamento di un’arma verosimilmente da lui prodotta con una stampante 3D e, infine, aveva condiviso video inerenti decapitazioni.

In casa aveva un arsenale, a insaputa dei genitori con i quali viveva. Il bilancio della perquisizione ha visto il sequestro, oltre alla pistola artigianalmente prodotta, di una stampante 3D, di componenti di uso comune utili alla realizzazione dell’arma, materiale necessario alla ricarica delle cartucce, 25 cartucce già caricate, numerosi bossoli ed ogive per la fabbricazione di ulteriori munizioni, un coltello di 30 cm, della polvere da sparo e una carabina ad aria compressa. Durante la perquisizione è stato sequestrato anche materiale informatico che sarà sottoposto ai necessari approfondimenti ed analisi.

Si indaga ora per ricostruire la rete di conoscenze del ragazzo, le sue frequentazioni e cosa avrebbe voluto fare con le armi sequestrate.

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3 COMMENTI

  1. Per quel che ne sappia io, le stampanti 3D impiegano termoplastiche, materiale sicuramente non in grado di sopportare le temperature e le pressioni delle moderne munizioni. Credo che questa sia una delle tante fake news circolanti in rete.

    • Gentile Ottavio,
      la fonte della notizia è la Questura di Roma, dunque a nostro avviso attendibile, molto attendibile.
      Cordialità
      La Redazione

      • Credo che le armi stampate con stampante 3D siano in grado di sparare uno o al massimo due colpi, prima di esplodere e comunque necessitano almeno di una parte in acciaio: il percussore, ma per questo basta un semplice chiodo. Comunque un solo colpo è in grado di provocare gravi, gravissimi danni alle persone. Giusto quindi che la Questura è la Legge considerino queste armi “vere” a tutti gli effetti e puniscano chi le abbia fabbricate e/o le detenga.

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