Home CRONACA Da cento anni Cesano è Roma, ma qualcuno ancora non lo sa

Da cento anni Cesano è Roma, ma qualcuno ancora non lo sa

comitato cesano
Galvanica Bruni

Nel Comune di Cesano”. L’errore contenuto in un articolo de Il Messaggero di mercoledì 24 aprile ha irritato il Comitato promotore delle celebrazioni per il centenario dell’aggregazione di Cesano al Comune di Roma che in una lettera aperta invita il quotidiano romano “a rettificare il grossolano errore”.

“Il 13 settembre 1923 il Campidoglio comunicava al Comitato «Pro Cesano» di aver accolto la richiesta di aggregazione al Comune di Roma: in tal modo la borgata di circa 1.000 abitanti sino ad allora facente parte del Comune di Campagnano veniva incorporata nel territorio capitolino. Il 27 dicembre 1923 Vittorio Emanuele III e Benito Mussolini firmano il Regio Decreto che sancisce: «La frazione di Cesano è distaccata dal Comune di Campagnano di Roma ed aggregata a quello di Roma». Il 13 marzo 1924 il R.D. n. 3247 è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Il 14 aprile 1924 è trascorso il mese previsto e il Decreto diventa esecutivo: da allora la popolazione di Cesano può dirsi a tutti gli effetti residente nella città di Roma”.

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Ciò a dimostrazione, scrive il Comitato, che “da oltre un secolo Cesano è parte integrante della capitale; fa perciò sorridere che Il Messaggero, il più vecchio giornale romano, pubblichi un articolo nella cronaca di Roma del 24 aprile 2024 con un errore lampante (‘nel comune di Cesano‘) che mostra lo scarso livello di conoscenza e approfondimento di un certo giornalismo specializzato”.

All’autrice, incalza il Comitato, “sarebbe infatti bastato un veloce giro sul web o su Wikipedia, la più diffusa enciclopedia on-line, per evitare il nostro appunto proprio mentre Cesano è nel pieno delle solenni commemorazioni per i suoi ‘100 anni in Comune’. E tralasciamo di dire e commentare sulla chiusura della sede anagrafica (ormai da quattro anni) ed altri dettagli riportati nel citato articolo”.

“Ci piace invece sottolineare che i Cesanesi dei primi anni Venti ringraziarono proprio quello che si accingeva a diventare il “loro” giornale, perché nei mesi precedenti all’autunno-inverno del 1923 detto foglio era stato molto attivo nel far risaltare l’importanza dell’avvenimento di distacco, che interessava non solo Cesano ma anche e soprattutto la Capitale d’Italia, allargante i propri confini verso Nord e i laghi del Comprensorio Sabatino. Così è riportato da un anonimo articolista sul Messaggero del 18 aprile 1923 (Cronaca di Roma, p. 5): «La popolazione [cesanese], sospendendo il lavoro nei campi, accorse compatta [in piazza] e primo pensiero fu quello di inviare un caldo pensiero e riconoscente saluto al giornale Il Messaggero, unico propugnatore della sua santa causa”.

E affinché non ci siano dubbi o malintesi, Il Comitato delle celebrazioni di «Cesano in Comune», costituitosi alla fine del 2023 per programmare le manifestazioni culturali atte a rievocare gli eventi che hanno legato Cesano ai destini dell’Urbe, fa sapere di essere “un ente no-profit che persegue scopi transitori e non politici: pertanto esso promuove unicamente il valore della Memoria collettiva, non entrando nel merito delle scelte programmatiche e ideologiche tradotte in pratica dall’Amministrazione capitolina del Ventennio”.

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