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    Cinque anni senza Franco Traverso, colonna della musica sinfonica

    franco traverso
    Galvanica Bruni

    Cinque anni fa, il 26 marzo del 2019, nella sua abitazione nel quartiere Prati moriva Franco Traverso dopo una vita interamente dedicata alla musica. Per 40 anni primo corno dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, è stato una colonna della musica sinfonica, e non solo.

    Doveroso ricordarlo a un lustro dal decesso, nel rispetto della sua memoria e nel rispetto dei suoi cari, la moglie e i due figli.

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    L’amore per la musica di Franco Traverso nacque grazie alla passione dei genitori che lo portavano ai concerti fin da bambino, tant’è che a soli 16 anni era già corno di fila nel Teatro Carlo Felice di Genova. Vinto il concorso a Santa Cecilia, nel 1959 si trasferì a Roma dove ha trascorso tutto il resto della sua vita diviso fra la famiglia e l’Auditorium di via della Conciliazione.

    Nel corso della sua lunga carriera ha suonato con i più grandi musicisti del ‘900 come Paul Hindemith e Dmitri Sciostakovic, Karl Bhòm, Giuseppe Sinopoli ed ha collaborato con noti compositori e direttori d’orchestra contemporanei, tra cui Piovani, Piccioni, Savini, Trovaioli. Per non parlare di Ennio Moricone che ha voluto gli assoli di corno del Maestro Traverso in tutte le sue storiche e famose colonne sonore tra cui quelle dei film western di Sergio Leone.

    Ma neanche il mondo della canzone gli fu estraneo: oltre a collaborare con alcuni big come Patty Pravo e Renato Zero, ebbe un felice connubio con Gino Paoli suonando il corno nell’intramontabile versione originale di “Sapore di sale”.

    Stimatissimo nel mondo della musica sinfonica, affabile ed elegante nei modi, nonostante il successo era una persona alla mano, benvoluta da tutti. Tanti i personaggi famosi che gli manifestarono i loro apprezzamenti personali. Uno per tutti Aldo Moro che, al termine di un concerto, si recò nel suo camerino per complimentarsi con lui.

    Traverso abbandonò le scene a 75 anni, nel 2013, poi subentrarono problemi cardiaci. In estate si rifugiava nella sua casa sul litorale a nord di Roma e spesso lo si trovava a crogiolarsi al sole, quasi schivo, in un angolo di un noto stabilimento di Santa Marinella. Sono trascorsi cinque anni da quando se n’è andato ma lì, e non solo lì, tutti ancora si ricordano di lui, del Maestro Franco Traverso.

    Claudio Cafasso

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