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Lo scialo di una giovane vita interrotta non si riesce mai ad accettare

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immagine di repertorio
Galvanica Bruni

Si chiamava Matteo Mancia e aveva 22 anni. Era studente della Facoltà di Scienze dell’educazione, al terzo anno di Pedagogia sociale.

Poco prima delle 12.30 di mercoledì 13 marzo ha perso la vita in un incidente stradale in zona Flaminia, fra via dei Due Ponti e via Bomarzo, dove, in sella al suo scooter Piaggio, si è scontrato con un furgone. E’ morto in un amen. È la ventiquattresima vittima della strada a Roma e provincia da inizio 2024.

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A commento della tragica vicenda, Fabrizio Falconi, giornalista e scrittore, così ci scrive: “Faccio la stessa strada tutti i giorni, quando esco dalla biblioteca, con lo scooter. Scelgo la strada più breve, e passo quasi sempre in quell’incrocio che è una trappola mortale, lungo Via due Ponti, all’altezza del ristorante Buccilli, dove a sinistra (venendo dal lato di Tor di Quinto), c’è una piccola via che permette di riimmettersi su Via Flaminia in direzione centro.

Senonché per compiere questa manovra bisogna mettersi al centro della stretta carreggiata, la cui visuale in quel punto è nascosta dalla presenza di un saliscendi (sotto il viadotto della Flaminia, appunto), che ti può far trovar di fronte una delle macchine/furgoni che provenendo da via due Ponti lato Cassia, procedono a velocità folli, nella totale impunità (mai vista una pattuglia di vigili urbani in 40 anni).

Ieri, passando lì ho visto subito la strada chiusa con i nastri, mi sono avvicinato e ho visto il corpo della vittima, disteso in terra, coperto da un telo. Morto sul colpo. Guidava un liberty 125 e ha centrato un furgone che veniva frontalmente. O il furgone ha centrato lui.

Ho girato mestamente, sono tornato a casa e ho cercato notizie dell’incidente mortale. Sulle prime hanno scritto di una donna. Poi è emerso che si trattava di un ragazzo ventiduenne, morto in 1 minuto dopo lo schianto. Mi ha scioccato. Si vive e poi si muore anche in un solo minuto, anche se tendiamo a non pensarci. Il minuto prima sei vivo, il minuto dopo no.

Lo scialo di una giovane vita interrotta è quello che non si riesce mai ad accettare. Passando lì davanti, avrei voluto essere come uno di quegli angeli di Wenders, prendermi la testa di quel ragazzo sul grembo, nel momento della morte, rassicurarlo, confortarlo, perché non si può morire così, perlopiù completamente da soli.

Sussurrargli di abbandonarsi a questo mistero, di lasciar andare via la vita, di aprire le sue ali, di darsi una leggera spinta. Di affidarsi alle acque, forse chiare, che forse lo accoglieranno in un altrove migliore”.

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10 COMMENTI

  1. Uscivo dal circolo due ponti ed il poliziotto che mi ha “””impedito”””di passare mi ha detto è successa una cosa brutta e nei suoi occhi lucidi veniva espresso il suo dolore ed anch’io ho pensato alla cosa brutta…..con grande tristezza

  2. Io ero lì, con lui, ho visto tutto il suo dolore, ho sentito la sua forza vitale invadere l’aria, ho urlato che ci voleva un medico, ho sentito forte la mia impotenza nei confronti della vita che stava passando davanti ai miei occhi, ho pregato, ho sperato che l’ambulanza arrivasse in tempo, un tempo che si stava fermando di fronte ad una vita giovane e potente, spezzata da una tragica corsa. Un’emozione che non potrò dimenticare, un’energia straziante che mi ha invasa, mentre Matteo già iniziava a guardare tutto con occhi nuovi….Ciao Matteo, ciao giovane sconosciuto che ho incrociato per quell’attimo che ha più valore di una vita intera. Buon viaggio, la terra ti sia lieve….

  3. La speranza di chi come me ha avuto la fortuna di conoscere questo ragazzo meraviglioso e che ora fa fatica ad accettare quel che è successo, è che non si sia reso conto e che quantomeno non abbia sofferto! Non doveva succedere…

  4. Era il cugino di mio figlio, per me un nipote , la sua famiglia come mia famiglia. Matteo era in effetti come descritto ovunque, un ragazzo eccezionale un figlio che ogni genitore vorrebbe avere, da bambino era dolce, educato sempre gentile ed amante degli animali . I suoi genitori persone stupende. I ricordi delle feste e l’estate passate insieme. Non riesco a capacitarmi. Da mamma non riesco ad immaginare ad Antonella ed il suo più grande dolore. Andranno avanti per il più piccolo ma nulla sarà più lo stesso! CIAO MATTEO

  5. Il giorno dell’incidente mortale di Matteo mio marito era casa(abitiamo propio in Via Bomarzo)uscendo con la macchina da Via Bomarzo verso Via dei Due Ponti è stato fermato dalla polizia è ha visto il corpo di Matteo coperto con un telo, da quando è successo questo tragico incidente non riesco a non pensare alla tropo giovane vita di Matteo, un ragazzo che tutto poteva perchè nel mezzo dell’età più bella e felice della vita. Per quel che può servire mi stringo al dolore immenso della famiglia che non potrà mai darsi pace per avere perso un figlio in questo tragico incidente, non posso pensare a come un minuto prima questo ragazzo fosse pieno di vita e progetti per il futuro che in un breve istante si sono volatilizzati.
    Vivo propio in Via Bomarzo e tutti giorni più volte al giorno da Via dei Due Ponti ,o viceversa, giro per entrare su Via Bomarza. E’ un incrocio terribile con scarsa visibilità, piante che non vengono mai tagliate, dove le macchine corrono all’impazzata e per di più a completare il quadro il sottopassaggio che compromette ulteriormente la visibilità e manto stradale compromesso. Eppure nessuno è mai intervenuto e mai ho visto la polizia municipale sul posto.Valeria

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