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Municipio XV città 30? Se ne discute in Consiglio

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Bruxelles, Parigi, Amsterdam, Zurigo, Barcellona, Madrid, Londra  sono solo alcuni esempi di città europee che hanno introdotto il limite di velocità sulle strade urbane a 30 km/h dichiarando di aver così ridotto in modo significativo gli incidenti stradali.

In Italia Olbia è città 30 dal 2021, Milano da inizio di quest’anno, Torino sta andando su questa strada. E poi c’è il caso Bologna, dove è il limite di velocità è stato recentemente ridotto a 30 km/h nella maggior parte delle strade diventando subito un fatto politico.

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Città 30 a Roma

Città 30 è un’idea che anche a Roma sta prendendo corpo anche se, in generale, viene considerato impraticabile un limite a 30 km/h sulle grandi direttrici mentre attivarlo sulle strade secondarie per l’Amministrazione capitolina sarebbe un obiettivo raggiungibile.

L’intenzione, come spiegato recentemente dal sindaco Roberto Gualtieri, è arrivare entro la fine del suo mandato al 70% delle strade romane con il limite a 30 all’ora.
Intanto procede zona per zona. Dopo aver realizzato isole pedonali e/o ambientali con “Città a 30 Km/h” all’Aventino, a Casal Bertone, a Ostia Antica, a largo Millesimo, l’ultima Zona 30 è stata istituita a inizio febbraio in via Ratto delle Sabine, a Casal Monastero.

Una proposta per il XV

E’ in questo scenario che nel Consiglio del Municipio XV martedì 13 febbraio si dibatterà l’introduzione del limite di 30 km/h nelle strade del territorio.

A portare l’argomento in aula sarà il consigliere Giovanni Forti, presidente della Commissione Mobilità, con un ordine del giorno (un atto di indirizzo politico che serve a sollecitare l’attenzione su argomenti specifici) a sua firma.

Nello stesso, ricordando che Roma è da tempo in  cima alla classifica delle città più pericolose per pedoni, ciclisti, scooteristi e automobilisti e che l’adozione del limite a 30 ha consentito ad alcune città europee dove ciò è avvenuto di azzerare il numero di pedoni uccisi in incidenti stradali, si sottolinea il fatto che diversi comuni italiani hanno già avviato, di concerto con il Ministero per le Infrastrutture, la sperimentazione di dispositivi di rallentamento del traffico come i cosiddetti “cuscini berlinesi”, strumenti utili a incentivare una riduzione della velocità delle autovetture private senza interferire con i mezzi di soccorso. Sono strumenti installabili in forma modulare con un costo inferiore rispetto agli attraversamenti pedonali rialzati.

E non è tutto. A supporto del documento sono tante le argomentazioni portate fino a ricordare che ogni Comune ha la possibilità di regolare la circolazione e dunque i limiti sul proprio territorio (ovviamente rispettando le prescrizioni del Codice della Strada) e che è stata inserita una variazione che ha lo scopo specifico di ridurre la velocità massima nei centri abitati a 30 km/h in tutte quelle aree con caratteristiche infrastrutturali che lo consentono, con eccezione delle principali arterie di scorrimento.

Insomma, di carne al fuoco ce n’è tanta; sarà senza dubbio un dibattito vivace e articolato alla luce del fatto che, se approvato nella forma originaria, il documento impegna il Presidente e la Giunta del Municipio a “istituire, di concerto con Roma Capitale, il limite di 30 km/h su tutte le strade della rete viaria locale del Municipio XV realizzando un percorso graduale e partecipativo che informi e coinvolga la popolazione“.

Ma non solo, al Presidente si chiede anche di “sollecitare il Sindaco e la Giunta Capitolina ad avviare, di concerto con il Ministero per le Infrastrutture, una sperimentazione su larga scala di dispositivi sperimentali  di rallentamento del traffico (es. cuscini berlinesi)” e, infine, di attivarsi con chi in Campidoglio preposto per “avviare una sperimentazione di ‘onda verde a bassa velocità’ e di ‘semaforica a rosso selettivo’ sulle strade di grande viabilità del Municipio XV, a partire da quelle con un maggiore tasso di incidentalità“.

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4 COMMENTI

  1. Olbia:
    “nel 2020 gli incidenti sono stati 200 e i feriti 278; nel 2021, con l’introduzione del limite, gli incidenti sono aumentati a 216 con 279 feriti; infine nel 2022, ultima annata per cui sono disponibili i dati, gli incidenti sono stati 262 e i feriti sono stati 365. Inoltre i morti a Olbia sono rimasti sempre costanti, tre decessi nei tre anni presi in esame”
    Fonte:

    https://www.ilsussidiario.net/news/limite-a-30-km-h-lesperto-cosi-gli-incidenti-non-diminuiscono-il-caso-di-olbia-sinistri-a-21-8/2652242/

    Possiamo mettere tutti i cartelli che vogliamo ma se nessuno controlla è solo spostare il sasso un po’ più in la.
    Lungi da me il benaltrismo, ma non sarebbe il caso di partire da:
    * stato delle strade
    * sosta vietata in doppia fila (visibilità)
    * sosta vietata sulle strisce pedonali
    * sosta vietata sui marciapiedi
    * sorpassi contromano di quello che sta dietro se ti fermi a far passare sulle strisce
    * passaggio con il rosso
    * sorpassi a destra
    * in fila su 3 corsie (es. Ponte Milvio arrivando da nord al semaforo verso Largo Maresciallo Diaz) si formano la corsia 0,5, 1, 1,5, 2, 2,5, 3… Sembra il cartone di Bruno Bozzetto
    * polizia/vigili/carabinieri che se vedono un semaforo rosso accendono la sirena e passano ad alta velocità con il rosso salvo spegnerla subito dopo il semaforo (ultima stamattina nell’attraversamento pedonale con semaforo davanti alla Torretta di Ponte Milvio da auto in borghese)
    * …

    Bastasse solo un cartello avremmo già risolto da un pezzo. Anche con i 50 km/h. 50 che nessuno rispetta e se ci provi arriva quello “nervoso” dietro che scalpita perché “deve arrivare uno” (il livello mentale è quello).
    P.S.
    Moglie investita sulle strisce davanti alla fermata del bus/alla scuola Malvano da moto che sorpassava la fila ferma a far passare genitori e bambini (fortunatamente solo qualche escoriazione e ha avuto la prontezza di spirito di lanciare indietro i bambini).
    Io quasi investito sulle strisce con bambini al seguito da auto che ha deciso di sorpassare (contromano) strombazzando l’auto che si era fermata per farci passare.
    E pensiamo di risolvere tutto mettendo due cartelli.
    “Ma mi faccia il piacere!” (cit.)

  2. 30 km su alcune strade sono ridicoli. anche 50 sull’olimpica sono ridicoli . solo per fare multe e incassare soldi e nel caso di incidenti lavarsene le mani in anticipo.. si capisce? saper guidare è il punto . Rotonde , sottopassaggi, marciapiedi praticabili, ponti pedonali, no?

  3. Sono d’accordo con le proposte di Bea ! e poi …autovelox fissi a Corso Francia e sui viadotti verso Parioli e Flaminio e MULTE MULTE MULTE … Solo cosi ci si rassegnerà a rallentare evitando morti e feriti .

    • Per la velocità la tecnologia c’è: basterebbero i tutor sempre accesi sulle strade più pericolose e dove è più facile trovare “l’esperto pilota” di turno che deve sempre correre a tavoletta (nei dintorni penso ad esempio a Lungotevere, Corso Francia, Tangenziale).
      Curiosamente ora sul tunnel di Via Giovanni XIII vanno tutti piano, salvo poi ripartire a razzo come si esce verso i campi sportivi, nervosi, scattanti e sfanalanti (evidentemente per far vedere che hanno dei bei fari).
      La “zona 30” senza controlli è totalmente inutile, già oggi vanno tutti molto più veloci dei 50 km/h, sulle strade larghe come su quelle strette, a due come a quattro ruote.

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