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Il moncone vagante sulla Cassia

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Galvanica Bruni

Nella capitale è pratica comune quando si taglia un albero secco o malato lasciare sul marciapiede un moncone di 60-70 cm; forse una misura di sicurezza. Lasciare una radice sporgente potrebbe essere infatti  molto pericoloso per i pedoni.

I monconi però col tempo e le intemperie marciscono e quindi andrebbero tolti.

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E’ quello che è successo mesi fa sulla Cassia dove tolto il moncone e sistemato malamente il marciapiede con un po’ di asfalto, quello che rimaneva dell’albero è stato abbandonato in terra. E là giace da mesi, a circa 200 metri dopo l’incrocio con via Due Ponti in direzione fuori città.

Il perché di questa dimenticanza non è molto chiaro: forse chi ha fatto il lavoro era in bicicletta e non aveva quindi sufficiente spazio per trasportarlo? Oppure ha pensato che pesasse troppo?

Forse, più semplicemente, non aveva voglia di caricarlo e portarlo via. A meno che non sia stato volutamente lasciato sul marciapiede a fare compagnia al grande cippo marmoreo che da anni sta coricato in terra.

Fatto sta che il moncone vaga da tempo sul marciapiede in attesa magari che qualcuno, la sera, ci vada a sbattere contro.

Francesco Gargaglia

Quel cippo sulla Cassia, tiriamolo su

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