Home ATTUALITÀ Roma invasa da maxi schermi, boom dei ledwall

Roma invasa da maxi schermi, boom dei ledwall

ledwall
ArsBiomedica

Tre per due come minimo, ma la maggioranza viaggia al doppio. O addirittura domina con i suoi otto metri per quattro. Come il maxischermo che troneggia sulla piazza di Ponte Milvio o quello che annuncia il capodanno a Euroma2.

Parliamo degli schermi pubblicitari in movimento – Ledwall – che hanno invaso da un capo all’altro la capitale, dopo il via libera dell’aprile del 2020.

Continua a leggere sotto l‘annuncio

All’epoca il Campidoglio diede il benestare alla pubblicità digitale giudicata meno impattante dal punto di vista ambientale e di più facile smaltimento rispetto al PVC ed altri materiali. Soprattutto, il Campidoglio contava di far veicolare sui maxi schermi messaggi istituzionali, almeno uno da 10 secondi ogni minuto.

La trasmissione di immagini a messaggio variabile governata da remoto non doveva interferire con la sicurezza stradale e doveva essere conforme alle regole sull’inquinamento luminoso.

Non tutto è andato come previsto

Intanto i maxi impianti stanno dilagando e hanno decisamente cannibalizzato i piccoli. Sulla loro compatibilità con l’inquinamento luminoso e soprattutto con la sicurezza stradale, ci sarebbe molto da discutere.

I Ledwall sono fatti per attrarre l’attenzione del passante, dell’automobilista e dunque per distrarre dalla guida. La stessa story leggibile sullo schermo è fattore distraente per chi è alla guida nel traffico. Le stesse compagnie leader delle strutture si vantano della capacità di ” fascinazione” degli schermi collocati, ça va sans dire in punti altamente strategici.

“Hai la massima libertà creativa e dati puntuali sui passaggi giornalieri di veicoli e persone davanti a ciascun impianto”. Un vero e proprio inno alla distrazione! Come se non bastasse il cellulare sempre a portata di mano.

Dalle chiese ai palazzi, l’insicurezza è garantita

La pubblicità digitale ormai deborda e tracima dalle chiese – quella di Ponte Milvio docet – ai palazzi nobiliari, dai ponti alle  consolari. Così li possiamo “apprezzare” alla stazione Tiburtina, alla Serenissima e alla Prenestina, sulla Cassia – per esempio all’angolo con via Due Ponti – e alla Bufalotta, sulla Cristoforo Colombo, sulla Flaminia e sulla Nomentana, all’altezza del ponte sulla Tangenziale.

L’insicurezza stradale è garantita, così come lo spreco energetico e l’inquinamento luminoso che si volevano evitare. E il vantaggio del committente è talmente evidente che potrebbe anche essere tentato di allungare i tempi dei lavori – restauro, ristrutturazione, manutenzione – pur di lasciare il Ledwall fisso sull’impalcatura. Chi controlla?

Rossana Livolsi

Ponte Milvio, quella pubblicità sulla facciata della chiesa

© RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome