Home ATTUALITÀ Non veniamo dalla montagna del sapone

    Non veniamo dalla montagna del sapone

    l'editoriale del giorno

    Roma Nord: I Quartieri Emergenti e Le Opportunità da Non Perdere

    Ho la netta impressione che i padroni del vapore pensino che veniamo tutti dalla montagna del sapone. La frase affiora nella mia mente dopo aver subito l’ennesima intrusione pubblicitaria mentre m’apprestavo a leggere una notizia.

    Banner propagandistici che compaiono come d’incanto, pop up improvvisi, non solo non se ne può più, ma c’è una mancanza di rispetto per persone e fatti che la metà basta.

    Continua a leggere sotto l‘annuncio

    Perché mentre sto leggendo del funerale di Giulia Cecchettin deve comparirmi lo spot dello shampoo di Berrettini? Perché mentre cerco approfondimenti sull’ultimo femminicidio mi compare la super linea tecnologicamente avanzata e ultra veloce da acquistare a prezzo vantaggiosissimo?

    E dei bambini morti in guerra, vittime innocenti… qui davvero non si può fare a meno di proporre fra un dramma e l’altro l’ennesima leccornia?

    Impera la più stupida delle pubblicità, quella che mai e poi mai mi porterà a scegliere il prodotto che mi fa perdere tempo per capire come è successa la tragedia di Tivoli e se per caso c’era qualcuno che conoscevo fra le vittime. E che mi ritarda pure l’accesso al video musicale che volevo ascoltare in santa pace, per rilassarmi un po’.

    Massimiliano Morelli

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    10 COMMENTI

    1. Sono totalmente d’accordo e proprio stamane pensavo la stessa cosa, mentre tentavo di leggere sul telefonino tutte le ultime notizie sul sito online di una nota agenzia di stampa (ma anche di una testata locale), tentando di percepire il contenuto degli articoli schivando decine di “pop-up” che si aprono a ogni blocco di testo e riguardanti non so neanche cosa perché il fastidio mi impone di chiudere tutto. Ora mi domando chi abbia inventato questo tipo di format per annunci invasivi e inguardabili, compresa la formula che impone di guardare a pieno schermo almeno 4/5 secondi di uno spot bloccando lo scorrimento della pagina web. Meglio gli inserzionisti che pongono i banner a lato, in alto o a piè di pagina, o in box dedicati. Certo, tutti credono sia più efficace l’annuncio invasivo: ma facessero una ricerca sui risultati poi vediamo chi è più intelligente. Se il marketing o il lettore.

    2. Giusto, e questo vale anche per molte pubblicità in TV, ripetute dopo pochi secondi, inconcludenti, incomprensibili (nel senso che non si capisce il nesso con il prodotto reclamizzato), messe in onda inopportunamente, quindi tali da da far scordare o peggio rifiutare il prodotto. Ma poi sarà sicuro che ne incrementino la vendita?

      • Mi sembra giusto.
        Per quale motivo un sito dovrebbe fornire contenuti gratuitamente? Chi paga le spese e i giornalisti?
        Quindi o ti becchi la pubblicità o paghi per navigare con gli annunci.

    3. Ma scusate , considerato che la carta stampata è in crisi , della serie si comprano e leggono meno giornali , queste testate come pensate possano “sopravvivere” ? ( a parte i fondi statali ovviamente )
      La pubblicità che si faceva prima sulla carta è ora ribaltata su web
      Sicuramente è più redditizia , costa in proporzione meno ma se ne può fare di più e più dinamicamente
      Non si creda che non funzioni altrimenti non lo farebbero
      Anche un solo “click” su 100 visitatori porta reddito
      Anche a me “infastisce” poi penso che nessuno mi obbliga ad andare su quel sito
      E tantomeno questi “editori” sono obbligati a dare un servizio gratis

    LASCIA UN COMMENTO

    inserisci il tuo commento
    inserisci il tuo nome