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    Comandante, un libro di Sandro Veronesi ed Edoardo De Angelis

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    Nella storia militare del nostro Paese ci sono stati comandanti che sono stati sottoposti a gravi critiche per il loro operato (ad esempio il Generale Cadorna per la disfatta di Caporetto o il Generale Badoglio per l’armistizio dell’8 settembre del ‘43) e altri, invece, che sono stati osannati  per il coraggio dimostrato in guerra.

    Tra questi c’è sicuramente Salvatore Todaro, comandante della Regia Marina, protagonista di un epico salvataggio nell’Oceano Atlantico.

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    Il regista Edoardo De Angelis e lo scrittore Sandro Veronesi, in contemporanea alla presentazione del film “Comandante”  alla Biennale di Venezia 2023, hanno dato alle stampe un libro dallo stesso titolo e con la medesima storia (“Comandante”, Ed. Bompiani, 151 pagg 16 euro).

    Il libro, simile alla sceneggiatura di un film dove si dà voce (a volte in dialetto) ai vari protagonisti, narra la vicenda dell’affondamento del piroscafo Kebalo e del successivo salvataggio dei pochi sopravvissuti.

    Salvatore Todaro, dopo aver operato con grande eroismo a bordo dei mezzi d’assalto fu destinato al comando di sommergibili; nel 1940 a bordo del Cappellini affonda a cannonate un mercantile belga  che a dispetto della neutralità naviga con le luci spente trasportando materiale aeronautico per gli inglesi.

    Ordini e consuetudine vorrebbero che i naufraghi, a bordo di un paio di lance di salvataggio, vengano abbandonati al loro destino. Il comandante Todaro invece non se la sente di abbandonarli e assumendosi una grande responsabilità, prima rimorchia le imbarcazioni in un mare in tempesta e poi fa salire a bordo i naufraghi per portarli in salvo fino a S.Maria delle Azzorre.

    Il gesto di Todaro suscita l’immediata ammirazione di tutti gli uomini di mare, amici e nemici, che nel suo comportamento riconoscono oltre all’eroismo (per un sommergibile navigare in emersione era rischiosissimo) anche una eccezionale umanità.

    Lo straordinario gesto di Todaro farà scrivere ad una donna belga questa lettera destinata al Ministero della Marina italiana: “Vorrei se possibile che queste righe siano trasmesse al comandante del sommergibile italiano che ha affondato la nave Kebalo. E’ un paese felice quello che ha dei figli come voi! I nostri giornali raccontano come avete agito verso l’equipaggio di una nave che il Vostro dovere vi ha imposto di affondare. C’è un eroismo barbaro e un altro davanti al quale l’anima si mette in ginocchio: questo è il Vostro….Siate benedetto per la vostra bontà che fa di Voi un eroe non soltanto dell’Italia ma dell’umanità. Una portoghese. Lisbona, novembre 1940”.

    Il Comandante Salvatore Todaro, appassionato di magia e occultismo e che l’equipaggio scherzosamente  chiamava “Mago Baku”, verrà ucciso il 14 dicembre 1942 da una raffica sparata da uno Spitfire mentre riposava in cuccetta a bordo di un peschereccio armato in missione al largo della Tunisia.

    La sua figura di marinaio e di eroe generoso è però sopravvissuta al tempo e oggi Salvatore Todaro è considerato universalmente come una delle figure più luminose della storia della marineria.

    Il libro “Comandante” è preceduto da una introduzione di Sandro Veronesi dove si spiegano  le ragioni che hanno portato alla nascita del libro: “la violenta onda xenofoba che si accanì”  nel 2018 in Italia contro i migranti e in particolare nei confronti dei naufraghi.Una tesi su cui forse non tutti concorderanno.

    Francesco Gargaglia

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    1 commento

    1. Da appassionato di storia militare conoscevo la vicenda del Comandante Todaro, e appena uscito il libro sono corso a comprarlo.
      La lettura deli romanzo non mi ha pienamente soddisfatto, forse per il taglio che ne hanno dato gli autori, una serie di episodi narrati in prima persona dai vari soggetti che parteciparono ai fatti al posto di una narrazione unica che descrivesse avvenimenti e personaggi.
      Anche io, come l’Autore dell’articolo, ho avuto delle perplessità sull’introduzione, in cui si propone una specie di parallelismo fra il Comandante Todaro che salva i naufraghi del mercantile nemico appena affondato e coloro che ai giorni nostri portano aiuto ai migranti in mare.
      Indipendentemente dall’opinione che ognuno può avere sul delicato argomento, meritano di essere riportate le struggenti righe conclusive del libro: “Dei centoquarantacinque sommergibili impiegati durante la Seconda guerra mondiale dalla Regia Marina Militare, ne sopravviverano soltanto trentasei. Tutti gli altri riposano sull fondo del mare, coperti da croci di corallo”.

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