Home ATTUALITÀ Dai dadi alle lotterie: excursus del gioco nella storia umana

    Dai dadi alle lotterie: excursus del gioco nella storia umana

    dadi

    Giocare è qualcosa che ha sempre fatto parte della storia e della natura. È una manifestazione universale di divertimento e sfida che va ben oltre il semplice stampo culturale.

    Gli animali domestici sono ad esempio una chiara manifestazione di come il gioco faccia parte della vita di tutti, in quanto anche da adulti li vediamo spesso interessati a una palla da rincorrere o a qualche intenti in qualche caccia.

    Gli esseri umani hanno poi portato questo passatempo a uno step successivo, coinvolgendo la fortuna. A partire dai giochi con i dadi, come Yatzy e Perudo, passando da quelli con le carte, come il Poker e il Blackjack, fino alle lotterie, come ad esempio il grattare dei biglietti per ottenere vincite Gratta e Vinci.

    Ma qual è esattamente la storia e il passato di questi intrattenimenti che fin dagli albori dell’umanità ci accompagna?

    I dadi: storia del gioco più famoso della storia

    I dadi da gioco, oggetti dal passato antichissimo, affondano le loro radici nella storia umana. Mentre Sofocle attribuiva l’invenzione di questi oggetti a Palamede durante la guerra di Troia, Erodoto li collegava invece ai popoli della Lidia.

    Tuttavia, reperti archeologici dimostrano un uso ancor precedente da parte di svariate culture, come gli Eschimesi, i Maya e gli Aztechi.

    Questi si rintracciano fino al V millennio a.C., quando gli antichi giocatori usavano astragali, ossicini cuboidi con quattro facce distinguibili, forse considerati inizialmente oggetti magici per predire il futuro e depositati nelle tombe.

    Nel corso del tempo, si sono poi trasformati da strumenti divinatori a elementi di gioco. Dadi simili a quelli moderni, a sei facce, sono stati scoperti in Egitto (600 a.C.) e Cina (2000 a.C.).

    Per quanto riguarda l’Italia, invece, gli Etruschi adottarono versioni a sei facce decorate con lettere. A Roma, in particolare, i dadi erano legati a Saturno e giocati durante i Saturnalia. Il gioco dei dadi ha resistito poi nel corso del tempo, con un’ampia popolarità nel XVII e XVIII secolo, sebbene fosse spesso oggetto di sorveglianza e restrizioni nell’antica Roma.

    L’arrivo delle lotterie: un passato antico più di 500 anni

    I primi segni delle lotterie sono stati visti già nella Dinastia Han in Cina tra il 205 e il 187 a.C., probabilmente usate per finanziare grandi opere pubbliche.

    Tuttavia, è nella Milano del 1449 che si certifica l’arrivo di quella che potrà essere chiamata come prima lotteria italiana: concepita da Cristoforo Taverna, banchiere milanese, questa serviva a sostenere l’Aurea Repubblica Ambrosiana in tempi di guerra.

    Nei secoli le lotterie poi si sono ampliate e diffuse in tutta Europa, con varie forme e sempre con scopi diversi, che fosse per riparare i porti inglesi del 1567, fino all’organizzazione ufficiale in Francia nel 1520, da parte di Francesco I.

    Questi giochi erano quindi inizialmente sempre indirizzati a fini benefici o per motivazioni pubbliche. Attualmente si è perso un po’ lo scopo originale delle opere pubbliche, anche se talvolta vi sono iniziative che vi rientrano com’è sta avvenendo quest’anno per la raccolta fondi del Gioco del Lotto a favore dell’Emilia Romagna.

    Tra i nomi più famosi, possiamo citare poi sicuramente i Gratta e Vinci, arrivati in Italia nel 1994. Nel corso del tempo sono stati rilasciati tantissimi biglietti, con stili, grafiche e modalità di gioco differenti, ciascuno dei quali quindi può essere considerato portatore dei cenni storici di questo gioco che continua a coinvolgere tantissimi appassionati della categoria.

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