Home ATTUALITÀ Asfalto sangue, Italia pecora nera d’Europa, Lazio d’Italia

    Asfalto sangue, Italia pecora nera d’Europa, Lazio d’Italia

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    Galvanica Bruni

    Sorge in maniera netta il dubbio che l’incidente di Caselle, dove un aereo ha investito un’auto uccidendo una bambina di 5 anni, non debba rientrare nella casistica degli incidenti stradali. Ma è indubbio che i numeri di quel che accade sulle nostre strade sia comunque terrificante.

    Nel 2022 sono stati 3.159 i morti in Italia, 223.475 i feriti e 165.889 gli incidenti stradali, valori tutti in crescita rispetto al 2021. I numeri parlano chiaro, l’Italia è un disastro ed è impietoso il confronto con l’Unione europea, dove i decessi per ogni milione di abitanti sono 46, mentre da noi si tocca quota 54. Praticamente, da noi, nove morti al giorno.

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    Per distrazione. Per alcool. Per tossicodipendenza. Per l’alta velocità, come accaduto una settimana fa a Cagliari, quando all’alba d’un giorno di fine estate sono morti quattro under 24. Per incoscienza, come accaduto a Casal Palocco, quando un bambino di 5 anni è stato ucciso nella vettura investita da un suv che viaggiava in maniera incosciente, solo per una scommessa social.

    La quotidianità del dramma è questa e include anche Leonardo Lamma e Gaia e Camilla, tre ragazzi morti su Corso Francia. E a questo si aggiunge la viltà, se solo ci si sofferma sul numero di conducenti che scappano dopo aver provocato un incidente, 10.495 nell’anno appena passato.

    Le statistiche dicono che muoiono specialmente quelli sotto i trent’anni e quelli sopra gli ottanta. Automobilisti, pedoni, motociclisti, ciclisti e improvvisati del monopattino.

    E anche nel Lazio, maglia nera in Italia, i numeri sono tragici: 49 pedoni uccisi da inizio anno, una vera e propria strage con Roma che da sola ne conta 27.

    E’ l’Italia che va con le sue macchinine vroom vroom cantava Ron negli anni Ottanta. Istantanea perfetta del nostro Paese.

    Massimiliano Morelli

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