Home CRONACA Femminicidio a Monte Mario, fermato un 45enne

Femminicidio a Monte Mario, fermato un 45enne

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Galvanica Bruni

Nella trascorsa notte, dopo ore di incessanti attività investigative, i poliziotti della Squadra Mobile Capitolina, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno rintracciato un soggetto gravemente indiziato dell’omicidio di una donna del ’71, avvenuto ieri a Roma, in Via Giuseppe Allievo. L’uomo, di nazionalità marocchina, del ’78, è stato sottoposto dal Pubblico Ministero al provvedimento del Fermo di Indiziato di delitto. La sua posizione al momento è al vaglio dell’Autorità Giudiziaria“.

Con questo scarno comunicato, la Questura di Roma ha annunciato il fermo dell’ex compagno di Rossella Nappini, barbaramente uccisa nel pomeriggio di lunedì 4 settembre.

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Si tratta di un altro femminicidio, l’ennesimo: Rossella Nappini è stata uccisa a coltellate nell’androne del condominio di via Giuseppe Allievo, una traversa di via Trionfale a Monte Mario, dove abitava con l’anziana madre. Ha gridato “Basta, basta, fermati”. Qualche vicino sostiene di aver sentito quelle urla, arrivando alla fine delle scale quando purtroppo era troppo tardi.

 L’omicidio in pieno pomeriggio

I primi a dare l’allarme sono stati alcuni condomini e alcuni ragazzi quando hanno visto il corpo della donna riverso in terra nell’androne del palazzo, con diverse ferite all’addome procurate da un’arma da taglio.

Sarà l’autopsia a stabilire il numero di coltellate che l’hanno uccisa. Mentre la polizia sta ancora scandagliando la zona attorno all’edificio a caccia dell’arma di cui l’omicida potrebbe essersi liberato subito dopo l’aggressione.

Di sicuro, chi l’ha uccisa la conosceva e l’omicidio non era a scopo di rapina, visto che la borsetta è stata ritrovata accanto a lei. La tesi più accreditata è che il movente sia stato passionale, innescato forse da un rifiuto presente o passato, e chi l’ha sorpresa all’ingresso del palazzo voleva probabilmente ucciderla.

L’aggressore ha fatto perdere le tracce senza correre, senza dare nell’occhio. Qualcuno ha visto uscire dal palazzo, compatibilmente con l’orario del delitto, un uomo che a passo normale si dirigeva verso i parcheggi di via Allievo.

Forse l’uomo aveva chiesto un ultimo incontro per chiarire, tendendole una trappola. O forse l’ha aspettata sotto casa, in attesa che tornasse dal lavoro. Al vaglio anche le telecamere di zona: quella di un bar, quella di una lavanderia e quelle di altri esercizi commerciali, un grande supermercato che si trova nei pressi del condominio.

Le indagini sono state affidate al pubblico ministero Claudia Alberti, del pool di magistrati che si occupano dei reati contro la persona e delle violenze di genere.

Chi era Rossella Nappini

Rossella è la 78esima vittima di femminicidio dall’inizio dell’anno. Lavorava come infermiera all’ospedale San Filippo Neri di Roma. Era separata, viveva con le sue due figlie, assieme alla madre anziana, nell’appartamento del palazzo nel cui androne ha trovato la  morte.

Si era definitivamente separata dal padre delle due figlie alcuni anni fa e la rottura non era stata indolore. Una sua amica ricorda quel periodo come “turbolento”, dove a prevalere era “l’aggressività” e non “la ragione”.

Le voci dei colleghi

È stata uccisa una donna, ancora una volta. Questa donna era una nostra infermiera, lavorava all’ospedale San Filippo Neri. Era parte integrante della nostra comunità ed è doveroso che tutta la Asl Roma 1 si unisca simbolicamente nel cordoglio – insieme al commissario Quintavalle e alla Direzione Aziendale – e nella espressione di ferma condanna della violenza, in ogni sua forma”.

Lo scrive sul profilo Facebook l’ospedale dove lavorava Rossella. “Un femminicidio – prosegue il post – non è mai solo un episodio di cronaca. Per questo non dobbiamo mai cedere alla banalizzazione di un simile dramma ma restare vicini a questa famiglia e a quella di tutte le vittime. Non esistono motivazioni reali per simili gesti, si tratta di una barbarie che dovrebbe farci riflettere e vergognare tutti”.

Monte Mario, donna uccisa a coltellate nell’androne del suo palazzo

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