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“Il passeggero” di Cormac Mccarthy

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Galvanica Bruni

Cormac McCarthy è stato tra i più grandi scrittori americani contemporanei; nato a Providence nel 1933 è morto solo 13 giorni fa, a novant’anni; nel 2022 ha dato alle stampe gli ultimi due romanzi (16 anni dopo aver pubblicato “La strada”), “Il passeggero” uscito nel mese di maggio e “Stella Maris” che dovrebbe arrivare in libreria nel mese di settembre.

McCarthy è stato un grande e prolifico scrittore vincitore di numerosissimi premi tra cui l’ambito “Pulitzer”; dai suoi romanzi sono state tratte tre pellicole di successo: “Passione ribelle” (liberamente ispirato alla “Trilogia della frontiera”), “La strada” e “Non è un paese per vecchi” dei fratelli Coen.

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Il protagonista de “Il passeggero” (Ed. Einaudi, 395 pag., 21 Euro) è Bobby Western un trentasettenne che vive (anzi sopravvive) a Knoxville dove lavora saltuariamente come sommozzatore; Western è circondato da un bizzarro gruppo di amici che, disadattati, paranoici o alcolizzati vivono al margine della città/società.

L’ispezione ad un aereo precipitato in mare e fermo a 12 metri di profondità è l’inizio di una vicenda misteriosa che costringerà alla fine il protagonista a lasciare gli USA e a trasferirsi in Spagna, incalzato dalle indagini dei “federali”.

In realtà Western non è colpevole di nulla se non di aver visto qualcosa che probabilmente non doveva vedere e che porterà alla strana morte di Oiler, suo compagno di immersioni.

La vicenda, con il suo  mistero, peraltro è solo lo sfondo della storia umana di Western; figlio di un fisico che ha lavorato alla prima atomica, con un fratello da 18 anni in manicomio e una sorella adolescente suicida, è un disadattato su cui pesa in modo insopportabile la fine della giovane Alicia, per cui nutriva un amore profondo.

Western, come molti dei personaggi creati da McCarthy è un veterano che ha combattuto lungamente in Vietnam, un duro quindi, ma con una nascosta intelligenza e una tenerezza che estrae dal profondo dell’animo solo in presenza di deboli e reietti.

La morte della sorella, ossessionata da visioni e allucinazioni, è un macigno che pesa sulla sua esistenza impedendogli di rientrare in quello che è il consesso civile: abbandonato il lavoro, refrattario ad impegnarsi sentimentalmente perderà uno ad uno i suoi amici più cari fino a quando, gravato dai debiti e dalle indagini dei federali, deciderà di abbandonare il paese per vivere in solitudine in un antico mulino.

“Il passeggero” è un romanzo forte e appassionato non scevro da quelle sfumature di angoscia che aleggiano in tutti i romanzi di McCarthy la cui forza sono soprattutto i lunghi dialoghi: interminabili, surreali e a volte misteriosi. Un romanzo che si concluderà purtroppo solo con la pubblicazione di “Stella maris”, a Settembre 2023.

Francesco Gargaglia

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