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La Riserva Valle dell’Aniene, una riserva cittadina

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Galvanica Bruni

La Riserva Naturale “Valle dell’Aniene” è una delle aree protette del sistema di parchi, riserve e monumenti naturali gestito dall’Ente Regionale Roma Natura. Ha una sua particolarità, forse unica tra tutte le altre riserve, quella di essere inserita interamente nel tessuto urbano.

Anche altre riserve come l’Insugherata o quella di Monte Mario sono all’interno della città, ma la Valle dell’Aniene comprende una striscia di terreno lunga 8 chilometri e larga tra i 100 e i 1200 metri a cavallo del fiume Aniene e all’interno di quartieri ad altissima densità abitativa come il quartiere Salario, Nomentano, Montesacro e Tiburtino.

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In quest’area che ancora presenta ambienti di grande valore paesaggistico si snoda una rete di sentieri che segue per circa 14 chilometri il corso dell’Aniene, da Tor Cervara sino all’ingresso nel Fiume Tevere.

Il fiume, le cui acque è bene dirlo non sono certo limpide, nel suo percorso tortuoso lambisce quartieri popolosi, passa sotto ponti, costeggia prati e parchi in un alternarsi di ambienti diversi dove spesso palazzi o edifici industriali incombono sul suo tracciato.

Alla riserva si può entrare da numerosi accessi dislocati lungo i margini del suo territorio: Ponte Salario, Via Conca d’Oro, Ponte Nomentano, Via Sannazzaro, Via Tilli, Via Vicovaro, Via Cicogna, Via di Tor Cervara e Via Cingolani. Ogni accesso dà la possibilità di visitare un luogo diverso come la villa romana, il Museo del Pleistocene, le grotte in tufo di Tor Cervara o di passare addirittura in un’altra area protetta, il Parco Regionale Urbano di Aguzzano.

Noi come primo approccio vi consigliamo il facile sentiero che da Ponte Nomentano porta a Ponte Mammolo (circa 7 km); il percorso è in piano e attraversa zone molto verdi e ampie dove è possibile sostare per mangiare o fare una partita di pallone. Se 14 chilometri (tra andata e ritorno) sono troppi allora si può decidere di percorrere un tratto più breve o ricorrere alla bicicletta.

Ponte Nomentano è facilmente raggiungibile e i viali intorno al parco permettono di parcheggiare con facilità; il sentiero inizia subito dopo aver passato il ponte, sulla destra, varcando un vecchio cancello arrugginito.

Il ponte Nomentano, bellissimo nella sua attuale struttura medioevale, è insieme a Ponte Milvio uno dei ponti più antichi della capitale; realizzato su tre arcate permetteva in passato di raggiungere la città dalla Via Nomentana. Costruito in tufo e travertino fu più volte danneggiato e ricostruito e negli anni ’90 definitivamente chiuso al traffico automobilistico.

Lasciato il bel ponte si cammina sul sentiero circondato da canne e alta vegetazione avendo sulla destra il corso del fiume; le acque come detto non sono belle e sulle sponde spesso si trovano rifiuti. Quando piove il livello del fiume cresce e trascina via, per fortuna, parte della sporcizia.

Nella vegetazione, almeno nel tratto iniziale, si individuano numerose baracche di senza tetto; trattandosi di una riserva la presenza di questi accampamenti non dovrebbe essere assolutamente tollerata. In realtà, la Riserva dell’Aniene ha le stesse problematiche di tutte le altre aree protette di Roma: sentieri poco curati, sporcizia, assenza di adeguata segnaletica, mancanza di cestini per i rifiuti.

A compensare tali inconvenienti è la natura dei luoghi assai piacevole e resa ancor più interessante dalla presenza del fiume; tanti e diversi gli alberi, soprattutto pioppi e poi salici, frassini e una bassa vegetazione costituita da una infinità di specie (sambuco, ortica, rovo, farfaccio dalle grandissime foglie, cerfoglio selvatico, allium).

Tra i tronchi secchi dei pioppi trovano riparo picchi e parrocchetti dal collare mentre tra la le piante che lambiscono le acque si nascondono germani reali e gallinelle d’acqua.

A metà del tragitto Ponte Nomentano – Ponte Mammolo è possibile osservare una delle barriere mobili che sono state piazzate sul fiume allo scopo di raccogliere rifiuti galleggianti: la barriera intercetta non solo bottiglie di plastica ma anche scaldabagni, bombole, sacchi di rifiuti. Un vasto campionario che la dice lunga sulla situazione ambientale dell’Aniene.

Il sentiero che vi abbiamo indicato, abbastanza lungo, è solo uno dei tantissimi itinerari che si possono seguire nella riserva, non c’è che l’imbarazzo della scelta tenendo conto che si tratta sempre di sentieri facili e in piano adatti anche ai bambini. Non vi aspettate però aree di sosta ben attrezzate né fontanelle dell’acqua, perciò in caso di un pic-nic è bene attrezzarsi adeguatamente.

I sentieri della Riserva sono abbastanza frequentati e questo ne fa, nonostante la presenza delle baracche che mettono sempre un po’ di soggezione, sentieri sicuri.

Francesco Gargaglia

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1 commento

  1. Importante un articolo che racconta di questa inconsueta realtà capitolina. Si sta lavorando da qualche anno per riqualificare questo territorio soprattutto rispetto al fiume. Con l’impegno incessante di cittadinanza attiva e associazioni romane, l’avvio dei contratti di fiume Aniene e Tevere, l’ingresso del Cammino dell’Aniene una greenway che percorre il fiume dalle sorgenti alla foce e invita ai suoi rami con affluenti e borghi, si sta cercando di lavorare

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