Home CRONACA Ciclabile via Capoprati usata come parcheggio. Pedoni e ciclisti a rischio

Ciclabile via Capoprati usata come parcheggio. Pedoni e ciclisti a rischio

Galvanica Bruni

“Egregi Signori, vi scrivo, sperando di essere ascoltato da più persone possibili, per condividere un problema che si trascina ormai da anni. Ho già trasmesso questa mia nota ad alcuni indirizzi di Roma Capitale. Sto parlando dell’utilizzo selvaggio ed illegittimo che auto e scooter fanno ancora della pista ciclabile di via Capoprati, da ponte Milvio fino a Largo maresciallo Giardino.”

A scrivere alla redazione di VignaClaraBlog.it è Piero Conti spiegando che “come molti della zona di Prati e Ponte Milvio sanno, quella pista ciclabile è affiancata per tutta la lunghezza da una striscia di asfalto larga quanto una corsia stradale, ma che è difficile definire “strada” prima di tutto perché inserita in un contesto che dovrebbe essere totalmente pedonale e soprattutto perché non adeguata al traffico di auto o altri mezzi motorizzati. Questa pista è giustamente utilizzata da runner, da camminatori e da ciclisti in tutte le ore del giorno. Ma non solo, purtroppo”.

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“All’inizio della via, lato Maresciallo Giardino, ci sono due cartelli, il primo vicino al semaforo, sul lungotevere della Vittoria, che riporta il segnale di strada senza uscita, con sotto la scritta “eccetto traffico locale” mentre il secondo è un divieto di sosta e di fermata posto appena prima del ponte della musica. Fino a circa due anni fa era presente anche un cartello di divieto di accesso, sicuramente più consono e adeguato, che ora invece è sparito”.

“Ovviamente questa cartellonista, peraltro poco chiara da quando il cartello di divieto di accesso è sparito, non è assolutamente rispettata. Le auto sono sempre parcheggiate oltre il divieto di sosta e non ho visto nessun vigile passare per fare delle multe”.

“Mi chiedo poi che senso abbiano questi cartelli: il traffico locale non si sa dove dovrebbe andare visto che non ci sono abitazioni e che in accordo con l’altro cartello non potrebbe neanche parcheggiare. Considerando invece che la totalità del traffico locale si dirige al Centro Remiero, a Lega Ambiente, a Molo Zero, per vedere la partita e verso altre mete per fare qualcosa, sicuramente parcheggia l’auto in divieto di sosta, senza rispettare l’altro cartello”.

“Per essere in regola invece le auto dovrebbero percorrere Via Capoprati, caricare o scaricare qualcuno e poi ripartire. Ma in questo caso, siccome oltre alla pista ciclabile c’è una sola corsia, quando due auto che fanno la spola del carico-scarico si incrociano, una delle due deve passare obbligatoriamente sulla pista ciclabile, situazione paradossale che inoltre mette a rischio l’incolumità dei ciclisti. Per questo motivo quei cartelli non hanno senso. Lì non ci deve passare nessuno in auto. Non c’è altra soluzione.

“Insomma, quella strada va chiusa anche dal lato del Ponte della Musica, come è stato fatto a Ponte Milvio. Superata la zona di parcheggio che si trova di fronte al ristorante Cuccurucù e cioè da dove è attualmente posizionato il cartello di divieto di sosta, dovrebbe essere riposizionato l’unico cartello che c’era prima, cioè divieto di accesso, oltre ai dissuasori per consentire l’accesso ai soli mezzi di soccorso”.

Sono anni che scrivo alla Polizia Municipale e ai vari Sindaci che si sono susseguiti senza avere risultati duraturi” sostiene il nostro lettore ricordando che “quando era sindaco Marino e per tutta l’amministrazione Raggi, durante le partite di calcio c’era sempre un’auto della Municipale ad impedire l’accesso alle auto dei tifosi, ma da quando è subentrato il sindaco Gualtieri anche se l’auto c’è ancora, il varco viene lasciano aperto, come succede nelle ultime partite. Così tutte le auto passano e parcheggiano dove vogliono, tutte in fila in barba al cartello divieto di sosta, fino ad oltre il ponte Duca D’Aosta e se non c’è posto si posizionano anche sulla pista ciclabile”.

“La partita del 4 gennaio 2023 ci ha riportato il campionato, ma ci ha anche portato indietro nel tempo, facendoci rimpiangere l’attenzione che avevano i vigili delle amministrazioni precedenti”.

In estate, inoltre la situazione peggiora notevolmente perché si apre il locale Molo Zero, vicino al ponte Duca d’Aosta ed il centro estivo di Lega Ambiente, appena dopo il Ponte della Musica. Arrivano e parcheggiano così anche le auto dei genitori che portano i figli al centro estivo e quelle degli addetti e dei clienti del Molo Zero”.

“Sommiamo a questo anche i clienti ed i lavoratori del Centro Remiero dell’Università di Roma, che parcheggiano, oltre che sulla via, anche sul belvedere (si fa per dire ormai!) che dovrebbe essere utilizzato come giardino e non come parcheggio”.

“Per finire si sono aggiunti i personal trainer che non si accontentano più del ponte della Musica, ma arrivano in auto fino a sotto il ponte Duca d’Aosta seguiti dai loro solerti allievi”.

“Le foto che vedete ovviamente sono più significative di mille parole. Vorrei ricordare che sul Lungotevere, al di là della strada ci sono dei mega parcheggi dove non c’è mai nessuno e tranne durante le partite sono sempre aperti. Garantire maggiore sicurezza a quei parcheggi, riaprirli durante le partite e riconsegnare così via Capoprati a pedoni e ciclisti, sarebbe un ottimo inizio”.

“Quello che sta succedendo a Via Capoprati – conclude Piero Conti – non è degno di una qualsiasi città e tanto meno della nostra Capitale. Vorrei che qualcuno delle Istituzioni ascoltasse queste parole e trovasse finalmente una soluzione seria e duratura evitando l’accesso alle auto a via Capoprati già a partire da oggi, in occasione della partita Lazio – Bologna”.

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3 COMMENTI

  1. Concordo pienamente. Via Capoprati deve essere chiusa al traffico. E’ una strada pedonale. Non esiste il traffico locale. Sempre più spesso viene utilizzata come parcheggio e non solo quando ci sono partite allo stadio Olimpico. Spesso anche la discesa verso la banchina del tevere, all’altezza del ponte della Musica, viene ostacolata dalle macchine parcheggiate. Aggiungo che anche la banchina el Tevere sta diventando area di transito e sosta delle auto; più volte camminando lungo la ciclabile mi sono dovuto spostare per far passare auto che a stento riuscivano a passare.

  2. Finalmente! Chissà se vedremo mai tutta la strada che costeggia il Tevere libera, così da poter camminare o correre in santa pace, senza schivare alle nostre spalle chi guida l’auto lì sotto. Le foto sono l’emblema dell’anarchia totale con la connivenza di chi di dovere. Non c’è niente da fare: siamo incapaci di autodeterminazione. Guardate anche cosa succede durante le partite in zona: si vede un vigile che multa ad esempio su tutto Ponte Flaminio, completamente trasformato in parcheggio? Ma anche quando il noto locale su via Cassia (poco distante da Giuochi Delfici) apre le serate e le auto si ammucchiano sul marciapiede e in ogni dove, con gente che vaga al buio rischiando l’investimento. Ma quale sindaco…

  3. Vorrei segnalare che l’’utilizzo selvaggio ed illegittimo che auto e scooter non è solo a carico delle piste ciclabili, ma un problema che coinvolge i marciapiedi, le strisce pedonali, etc, della ns città.
    Quindi maggior controllo del territorio da parte della Polizia Municipale.

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