Home CRONACA Cassia, si scontra con un cinghiale, grave un 58enne

Cassia, si scontra con un cinghiale, grave un 58enne

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foto di repertorio
Galvanica Bruni

E’ stato ricoverato in gravi condizioni al Policlinico Gemelli con numerosi lesioni in tutto il corpo oltre che alla testa dopo essersi scontrato con un cinghiale uscito dall’adiacente Parco di Veio.

Il fatto è accaduto poco dopo le 23 di giovedì 12 gennaio. La vittima, un 58enne a bordo del suo scooter che all’altezza di via Oriolo Romano, là dove comincia il tratto in forte discesa di via Cassia prima congiungersi con Corso Francia, si è improvvisamente trovato davanti un grosso cinghiale.

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Complice anche il buio, quel tratto di Cassia è infatti inspiegabilmente e da diverse notti con i lampioni spenti, l’uomo, residente sulla Cassia, non è riuscito a evitare l’impatto.

Sul posto, allertati da alcuni automobilisti di passaggio, sono giunti i sanitari del 118 e gli agenti della Polizia Locale di Roma ai quali è stata affidata l’indagine. L’uomo è stato subito trasportato al Gemelli dove è stato ricoverato in gravi condizioni.

Non si ferma la scia di sangue di questo tratto di via Cassia. Oltre ai diversi incidenti anche mortali avvenuti negli ultimi anni per la velocità e per le condizioni della strada, quello di queste ultime ore riporta alla memoria l’incidente avvenuto nel marzo del 2017 quando un 49enne, anche lui a bordo del suo scooter, prese in pieno un cinghiale che gli aveva attraversato la strada, nel buio della notte, all’altezza di via dell’Inviolatella Borghese. E lo scontro gli fu fatale.

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10 COMMENTI

  1. C’è ancora qualche animalista che propone soluzioni “soft” al problema cinghiali? Dobbiamo ancora attendere episodi come questo o più gravi, tragici?

  2. Non mi risulta che Renzi, Conte, Draghi, Meloni, Zingaretti, Raggi, Gualtieri con il loro seguito di Ministri, Assessori, Consiglieri siano degli ANIMALISTI…….non mi risulta che i cosidetti “animalisti” occupino posizioni di comando nel Governo, alla Regione Lazio, al Comune….Mi risulta invece che i 2.000.000 di cinghiali oggi presenti in Italia ce li ha regalati chi ha governato questo paese.
    Tirare in ballo gli “animalisti” è a dir poco (e lo dico con il massimo rispetto) patetico.

    • Probabilmente il serbatoio di voti degli animalisti – e delle soluzioni leggere e fantasiose da loro proposte – è tale da condizionare tutti i personaggi da Lei citati.

  3. li non esistono marciapiedi ne un illuminazione decente. camminare a piedi sulla cassia nuova è impossibile.. non dovevano fare il marciapiede in modo da poter andare anche a piedi nel parco dell’inviolatella. ho visto che stanno facendo i sentieri , come mai non ne parlate? è previsto il famoso ponte ed ingresso da via fabbroni?

  4. Certo che c’entra il Governo dal momento che la “questione cinghiali” con l’eccessiva proliferazione è una emergenza nazionale (altrimenti perché ha fatto un decreto che autorizza gli abbattimenti?). Roma Natura gestisce solo le aree protette di Roma e non ci azzecca niente….
    Il serbatoio elettorale è stato semmai quello dei cacciatori perché il problema viene proprio dall’aver autorizzato prima gli allevamenti e poi le introduzioni in natura.
    Mai saputo che gli “animalisti” abbiano

  5. Mai saputo che gli “animalisti” abbiano avuto il potere di impedire e modificare le normative venatorie quasi sempre emanate in contrasto con le richieste delle Associazioni ma soprattutto con i cicli biologici della “selvaggina”
    Grazie Sig. Venza…..

    • Gentile Signor Kurtz, quando parlavo di soluzioni degli animalisti, mi riferivo per esempio alla cattura (senza capire cosa si dovesse fare poi con quanto catturato), o alla sterilizzazione per impedire gli incroci con il maiale efficace solo per le femmine di cinghiale ma inutile in quanto non si conoscono casi di femmine di cinghiali accoppiate con maiali; l’unica sterilizzazione utile e duratura per i cinghiali maschi sarebbe quella chirurgica, senza capire a spese di chi. So bene anche io che la diffusione dei cinghiale sia dovuta ai cacciatori ed ai politici che, do ut des, li hanno appoggiati.
      Grazie a Lei e buona domenica.

  6. Sig. Venza ecco cosa scriveva nel 2018 Maurizio Ferrari sulla “Voce della Montagna” a proposito di “politica ambientale”: “Uno dei problemi che affligge l ‘Appennino, dalla Liguria alla Calabria, è l’ignoranza complessiva degli equilibri ambientali che si sono instaurati negli ultimi 50 anni. Le modificazioni avvenute sono sfuggite ad una comprensione sistematica e complessiva, salvo alcune tematiche sporadiche (il lupo, gli ungulati, le aree umide) che peraltro sono state trattate con la logica dell’enclave, slegate cioè dal contesto generale che prevede anche la presenza dell’uomo e delle sue attività sul territorio. La conseguenza è stata che, in tema ambientale, le Regioni hanno legiferato a singhiozzo e sulla base di informazioni parziali, ora dettate da un ambientalismo radicale, ora da lobby socio- economiche, ora da dati scientifici eterogenei, ora sulla base degli umori momentanei di un’opinione pubblica “votante. Ci ritroviamo, quindi, regolamenti e disposizioni assurdi e strabici, che di fatto ignorano la realtà effettuale complessiva che si è venuta a creare nel grande ecosistema appenninico”.
    Con queste èremesse dove pensiamo di andare?

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