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Dossier Ecomafia 2022, Città Metropolitana di Roma peggiore provincia in Italia

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Nel Lazio sono stati 2.567 i reati ambientali in un anno, lieve miglioramento con meno reati totali e discesa dal 4° al 5° posto tra le Regioni. Pesantissimi i dati dello smaltimento illecito dei rifiuti: il Lazio seconda peggior Regione, 5ᵃ per il cemento abusivo 2ᵃ per i reati contro la fauna.

Città Metropolitana di Roma per la prima volta diventa la peggior provincia italiana per numero di reati totali e prima per reati di smaltimento illecito dei rifiuti e reati contro la fauna.

Oggi è stato presentato il Dossier Ecomafia 2022 di Legambiente, con i dati delle illegalità ambientali realizzato in collaborazione con tutte le forze dell’ordine e relativo a tutti i reati commessi nell’anno solare 2021.

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Il Lazio migliora leggermente, e scende al 5° posto tra le Regioni con 2.567 reati dopo le 4 regioni a tradizionale presenza mafiosa, era stata  in 4ᵃ posizione nell’edizione precedente con 3.082.

Si sono registrati nella nostra Regione l’8,4% dei reati complessivi, 2.250 denunce, 48 arresti, 929 sequestri, 4.444 illeciti amministrativi e 4.250 sanzioni amministrative.

Tra le provincie italiane pessimo risultato per la Città Metropolitana di Roma che per la prima volta troviamo al primo posto in assoluto (era al secondo fino alla scorsa edizione) con 1.196 reati complessivi e 1.577 illeciti amministrativi. 576 i reati in provincia di Latina, 267 in provincia di Frosinone, 180 Viterbo e 163 Rieti.

Il peso maggiore è dato dagli illeciti nel ciclo dei rifiuti che nel Lazio sono stati 767, portando la regione al secondo posto per questi reati e Roma con 430 è la peggior provincia italiana, 12esima Latina con 128, e poi si sono registrati 85 illeciti sul ciclo dei rifiuti in provincia di Frosinone, 46 a Viterbo e 36 Rieti. Lazio al quarto posto anche nella speciale classifica degli incendi di impianti di trattamento rifiuti avvenuti tra 2013 e 2022, con 140 episodi.

Sono 680 i reati invece legati al ciclo del cemento abusivo nel Lazio, qui tra le peggiori province troviamo quella di Latina al quinto posto con 233 reati e al settimo Roma con 202. 81 i reati del cemento in provincia di Frosinone, 50 Rieti e 45 Viterbo

Crescono nel Lazio anche i reati contro la fauna e la regione passa dal 4° al 3° posto con 581 illeciti, quella di Roma è la peggiore provincia in assoluto anche in questa categoria (era la terza fino alla passata edizione) con 452 reati. 54 quelli registrati in provincia di Latina, 19 a Viterbo, 13 a Rieti e 6 a Frosinone.

E il Lazio è la prima regione in assoluto sulla classifica nazionale dell’arte rubata con 103 illeciti complessivi in questa speciale categoria.

“Nel Lazio i reati ambientali di smaltimento illecito dei rifiuti, abusivismo edilizio, aggressioni alla fauna e furti di opere d’arte, sono leggermente diminuiti ma c’è un chiarissimo e allarmante peggioramento nella provincia di Roma, divenuta per la prima volta la peggiore in assoluto sia nella classifica generale, sia in quella legata al solo ciclo dei rifiuti” commenta Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio.

Il contrasto agli illeciti ambientali, tra le politiche di tutela e salvaguardia del territorio, non può che essere prioritario per chi amministra il territorio: nel complesso dei reati della Regione c’è una diminuzione positiva ma bisogna fare molto di più evidentemente e soprattutto nell’area romana, dove questi nuovi numeri, relativi al 2021, raccontano un declino del territorio, marchiato indissolubilmente da discariche abusive, rifiuti abbandonati e un ciclo di smaltimento dove, proprio in mancanza di impianti industriali adeguati e giuste politiche nella Capitale, si sono lasciate alle ecomafie intere praterie, dove agire indisturbate e con devastanti conseguenze”.

“Alta deve essere poi l’attenzione contro il cemento abusivo purtroppo sempre presente, le cui conseguenze più gravi arrivano ad ogni evento climatico estremo, come sugli illeciti lungo i territori costieri, per i quali nella nostra regione – conclude Scacchi – c’è stata una lunga catena di inchieste, illegalità, reati, comuni sciolti, amministratori indagati o arrestati”.

Nella tabella tutti i numeri del Lazio e di ciascuna provincia

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1 commento

  1. Per anni e anni la politica dello smaltimento dei rifiuti in questa città è stata basata sul principio fondante del “non facciamo nulla”. Questa ha avuto la sua apoteosi durante la giunta M5S, quando si è favoleggiato su meravigliosi obiettivi nel campo della differenziata e al tempo stesso si è bloccato ogni possibile sviluppo del sistema industriale di smaltimento dei rifiuti. Ciò senza dimenticare le giunte precedenti, che hanno avuto pure le loro gravi colpe. Il risultato è che il sistema legale è stato sostituito da un sistema illegale che, naturalmente, nel caos totale prolifera e fa i suoi affari.
    Al momento non ci resta che sperare nel termovalorizzatore. Questo vale anche per quelli come me che continuano a differenziare imperterriti tutto il possibile e se trovano, come quasi sempre capita, il cassonetto della carta pieno, si fanno qualche centinaio di metri nella speranza di trovarne uno meno pieno.
    Sarà una “tecnologia obsoleta”, come dice qualcuno, ma quel qualcuno negli anni passati non ha dato buoni esempi e farebbe bene a stare zitto.

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