Home CRONACA Triplice omicidio in Prati, fermato il presunto killer

Triplice omicidio in Prati, fermato il presunto killer

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Galvanica Bruni

E’ stato segnalato alle forze dell’ordine dalla sorella. Giandavide  De Pau, l’uomo sotto torchio da stamane dopo essere stato prelevato dalla sua abitazione a Primavalle e sospettato di essere l’autore del triplice omicidio di giovedì, è stato denunciato dalla sorella a casa della quale si era rifugiato per dormire qualche ora dopo aver vagato per la città con i vestiti inzuppati di sangue. Il sangue delle tre donne massacrate a pugnalate.

Sorella e madre lo avrebbero accolto nell’abitazione che condividono dopo questo girovagare in preda al nulla. Dopo il sonno, le forze dell’ordine.

Il lungo e serrato interrogatorio negli uffici della questura. E proprio la questura nella tarda mattinata pur senza avventurarsi in ipotesi investigative invitava con una nota i romani a stare tranquilli, perché la “situazione è sotto controllo”.

Giandavide De Pau aveva cominciato a ricordare. Sette ore di domande e sette ore di risposte. Confuse, a tratti, momenti di lucidità sovrapposti ad altri di black out. E di black out parla lui nel ricostruire quelle ore di giovedì mattina.

Non ricorda di essere stato in via Durazzo. Ma in via Durazzo – osservano gli investigatori – è stato ripreso dalle telecamere. Ricorda invece di essere arrivato in via Riboty in auto e di essere stato accolto dalle due donne cinesi nella casa a luci rosse  dove non era mai stato prima.

L’appuntamento preso al telefono. Ricorda di aver cercato di tamponare la ferita alla gola di una delle due donne, poi il vuoto. Il black out. Quel vagabondare per la città con gli abiti intrisi del sangue delle sue vittime, fino a casa della madre e della sorella. Il riposo sul divano, ancora imbrattato. Alle sei di stamane lo hanno svegliato gli agenti.

Manca la formalizzazione dell’arresto ma c’è questa tormentata confessione di un uomo imbottito di droga. Il giorno prima, mercoledì. a casa sua e in compagnia di una cubana ne aveva consumata tanta. Da stordirsi.
Giovedì, il viaggio nel buio che ha fatto tre vittime. Circondate dal sangue. E il sangue è ciò che ricorda con maggior precisione il 50enne romano.

Nel passato di Giandavide De Pau, tanti procedimenti penali. Dalla violenza sessuale alle lesioni, dalla ricettazione alla violazione di domicilio, dal porto abusivo d’armi alla cessione di droga e all’estorsione, due ricoveri in strutture psichiatriche, nel 2008 e nel 2011. Testimonianze di una fragilità psichica rimasta dormiente per qualche tempo.

Il suo nome compare negli atti dell’inchiesta “Mondo di mezzo” per un incontro tra Senese e Carminati, con la partecipazione di De Pau in qualità di factotum; la notorietà nel mondo criminale romano raggiunta grazie alla vicinanza a Senese. Era l’autista del boss di camorra, ma non si limitava a portarlo da un indirizzo all’altro della capitale, per conto di  “Michele o’ pazzo” piazzava partite di cocaina da decine e decine di migliaia di euro. E al telefono si vantava di “fare un sacco di soldi” con un semplice investimento da 80mila euro. Insomma, un tipico esponente del sottobosco criminale capitolino.

L’ultimo arresto nel dicembre del 2020, insieme con altre trenta persone, con l’accusa di traffico di sostanze stupefacenti, lesioni personali gravissime, tentato omicidio ed altro. Tutti reati aggravati dal metodo mafioso. Secondo l’accusa il gruppo aveva mezzo le mani su alcune piazze di spaccio nella zona tra Tiburtino, San Basilio e Tivoli.

La procura oggi gli contesta il triplice omicidio aggravato. Stanotte dormirà a Regina Coeli.

Rossana Livolsi

Triplice omicidio in Prati, un solo killer

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