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In gita da Roma: la meta è Moricone

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Se l’area dei Monti Sabini è molto conosciuta per la produzione di olio e frutta lo è forse un po’ meno per il suo territorio; in verità un territorio di grande bellezza fatto di monti e alti colli su cui svettano minuscoli borghi, castelli e conventi.

Poco distante da Roma c’è una corona di paesi facilmente raggiungibili dalla Via Salaria: Montelibretti, Moricone, Palombara Sabina, Monte Flavio, Montecelio, Nerola, Salisano, Bocchignano, Poggio Catino, Roccantica, luoghi ideali per una gita domenicale.

Questa volta vi portiamo a Moricone, paesino a circa 50 chilometri dalla capitale  attraverso strade che offrono paesaggi tanto belli quanto inconsueti.

Per raggiungere Moricone si può prendere l’autostrada A1 con uscita al casello di Fiano ma noi vi consigliamo invece la Salaria che dopo aver oltrepassato Settebagni  si inoltra nella valle del Tevere costeggiando prima la Riserva della Marcigliana e poi la vasta pianura utilizzata soprattutto per le coltivazioni.

Lasciato alle spalle Monterotondo scalo si prosegue in direzione Rieti e poco prima di Passo Corese, all’altezza di una grande rotatoria, si gira a destra in direzione Montelibretti.

La strada in leggera salita taglia in due un enorme comprensorio militare il cui territorio, su cui vige il divieto di caccia e accesso, mantiene inalterate le sue caratteristiche. Alle ampissime vallate si alternano boschetti di querce e la vista spazia per decine di chilometri avendo alle spalle il Soratte e di fronte Monte Gennaro e il Monte Morra.

La  SP montelibrettese procede zigzagando tra ampi oliveti e orti fino ad una cappelletta chiamata “Madonna della Schioppettata” alla periferia del paese.

Anche Montelibretti come la maggior parte dei borghi vicini ha il suo centro storico con tanto di castello.

Attraversato il paese si prosegue verso il fondo valle per poi risalire e raggiungere Moricone, la nostra meta.  Situato a circa 300 metri di quota nell’area dei Monti Lucretili, ha una storia antica (il borgo viene citato in un documento del 1200); l’origine del toponimo è assai controversa perché alcuni l’attribuiscono al nome di un monte e altri ad antichi insediamenti, come Regillum, città della Sabina.

Posizionato come quasi tutti i paesi della sabina sulla cima di un colle Moricone offre al visitatore  la visione di un ampissimo paesaggio che si apre in direzione della Valle del Tevere.

All’interno del borgo, nel centro storico, si trova la chiesa parrocchiale con pregevoli dipinti, il palazzo baronale e il castello sede della biblioteca comunale.

Poco distante dal centro, al termine di un lungo viale con ai lati alti due filari di cedri del Libano sorge il convento dei Passionisti risalente al 1600.

Piacevolissimi anche i vicoli del centro storico su cui affacciano alcuni rinomati ristoranti; d’altra parte è cosa nota che la cucina della sabina è eccellente e fatta di prodotti naturali a cominciare dall’olio di oliva.

Chi desidera sgambettare può passeggiare nella bella e movimentata campagna che circonda il paese o raggiungere Monteflavio dove c’è una piacevole pineta.

Per tornare a Roma conviene da Moricone proseguire in direzione di Palombara Sabina e raggiungere la Via Salaria percorrendo la “Strada della Neve” cosi chiamata perché anticamente vi transitavano i carri che portavano la neve ghiacciata a Roma.

La strada è molto bella perché attraversa una campagna ordinata punteggiata da piccoli e grandi casali e da minuscole macchie di alberi e che degrada lentamente verso la piana alluvionale del Tevere: uno vera gioia per lo sguardo di chi durante la settimana è costretto a vedersela con strade affollate e selve di edifici.

Francesco Gargaglia

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