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    Italiani alle prese con le bollette

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    Claudio Galli

    Italiani alle prese con le bollette. Da mesi – per la verità ben prima dell’ingresso dei carri russi all’interno dei confini dell’Ucraina – avevano cominciato a dar segni di instabilità. Incrementi che i consumatori  avevano registrato con  perplessità e preoccupazione.

    Da marzo in poi è stato un crescendo: le tariffe dei consumi energetici si sono letteralmente impennati con aumenti a tre cifre, sia per il gas che per l’elettricità. E’ stato calcolato – dagli istituti di ricerca mUp Research e Norstat su commissione di Facile.it – che 4milioni e 700mila italiani hanno saltato il pagamento di uno o più bollette di luce e gas negli ultimi 9 mesi.

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    Un numero impressionante destinato a crescere se non si troverà il modo di raffreddare i prezzi. Infatti secondo la stessa ricerca altri 3 milioni e 300mila italiani si sono dichiarati pre-morosi. Ossia in uno stato di difficoltà a fronte di nuovi incrementi delle bollette energetiche.

    Una condizione confermata dal fatto che ben due su tre dei quasi cinque milioni che hanno “ saltato” il pagamento – pari al 62 per cento dell’universo – si sono trovati per la prima volta in vita loro ad affrontare una situazione del genere.

    La “povertà” energetica sta colpendo il ceto medio. Si tratta del 10,7 per cento della popolazione, ma con un’accentuazione al centro Italia (11,5%)  e nel mezzogiorno oltre che nelle isole (11,2%). E per i prossimi eventuali aumenti il sud è il candidato principale al ruolo di vittima con il 9,4 % della popolazione esposta, a  fronte di un 7.7 % di media nazionale.

    Uno studio interno relativo alle fragilità regionali pone il Lazio in primo piano con 613mila laziali che non hanno onorato una o più bollette nel corso degli ultimi nove mesi. E sono 438mila quelli che potrebbero trovarsi nella condizione di non pagare le prossime fatture di luce e gas.

    Una morosità di necessità che non risparmia le spese condominiali. Sono quasi tre milioni gli italiani “costretti” a saltare una o più rate. A soffrire di più il centro Italia e in particolare le città con oltre 100mila abitanti. Addirittura il 12 per cento dei residenti in queste aree ha dichiarato di non essere più nelle condizioni di far fronte alle scadenze dei consumi abitativi.(red/RL)

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    22 COMMENTI

    1. Il 27 ottobre del 1962 veniva assassinato con una bomba sull’aaereo su cui volava Enrico Mattei, quello che attraverso accordi con Algeria, Iran e URSS cercava di liberare l’Italia dall’oppressione commerciale degli USA. Oggi è l’Europa dei banchieri e degli usurai ad imporci il diktat americano speculando su gas e petrolio, mettendo in mutande aziende e cittadini, permettendo guadagni enormi alle l’obbies che governano i sistemi energetici. Non è cambiato nulla dal 1962…..Italia e Europa continuano ad essere ostaggi del potere economico delle grandi banche.

      • Ma, avevo sempre saputo/creduto che fossero le “sette sorelle”, grandi compagnie petrolifere internazionali (fra le quali anche alcune grosse statunitensi), ad aver fatto eliminare Mattei a causa della sua volontà di stipulare contratti con il Nord Africa e del suo voler incrementare le estrazioni sul territorio italiano. ….rileggerò, con più attenzione, i libri di storia.

      • I francesi pagano l’elettricità il 70% meno degli italiani. Perché?
        La Francia produce elettricità per lo più utilizzando centrali nucleari (e in bolletta c’è anche il costo per il decommissioning che viene pagato in anticipo dagli utenti, un po’ come il RRAE che paghiamo sugli elettrodomestici):
        https://app.electricitymaps.com/zone/FR

        E l’Italia (es. Nord “produttivo”)?
        Qui la risposta:
        https://app.electricitymaps.com/zone/IT-NO

        I dati parlano da soli, non c’è bisogno di commentarli.

        • Non Le viene fatto di pensare cosa succederebbe se un reattore nucleare si spaccasse in seguito ad un forte terremoto? Vedi Fukushima.

          • Il reattore di Fukushima non si è rotto, nonostante il terremoto di una magnitudo che non è mai stata rilevata in Italia(*).
            Il problema non si pone.

            (*)Il terremoto di Fukushima fu di magnitudo 9,0. In Italia il massimo mai registrato è stato intorno al 7 (Messina). L’Aquila 2009 fu 5,9.
            Ha idea di cosa significhi visto che la scala di misurazione è logaritmica? Se non lo sa e ha 10″ di pazienza glielo spiego: il numero è l’esponente della potenza. Passare da 6 a 9 significa moltiplicare per 1.000. Un qualcosa di assolutamente impensabile in Italia, eppure in Giappone ha retto splendidamente.
            Ha idea di come venga costruita una centrale nucleare? Con quali criteri antisismici, sotto la supervisione di quali organismi internazionali? Ha idea del fatto che il fatto che possano metterci il naso organismi internazionali è quello che più spaventa le varie mafie che hanno tutto da guadagnare da tecnologie “sporche” e “non controllate”? Che le truffe è facile farle su pannelli e pale eoliche ma non sulla costruzione di una centrale nucleare?

    2. Giusto Sig. Venza…le “sette sorelle” , compagnie USA e UK che per decenni hanno sfruttato il petrolio iraniano e permesso il ritorno dello Scia di Persia, hanno in tutti i modi ostacolato l’opera di Enrico Mattei e sono nella rosa dei sospetti. Secondo Francesco Cossifa furono i servizi segreti francesi ( facile immaginare su mandato di chi….).

    3. Come ben specificato nell’articolo, dettaglio che nessun giornalista sottolinea con la giusta enfasi in tv al grande pubblico, gli aumenti sono iniziati PRIMA della guerra in Ucraina e non sono mai finiti. La speculazione è enorme, come del resto anche quella sulle armi. Il genere umano è impazzito, altro che pandemia. Altro che tavolo diplomatico, altro che pace. Come non potrà scomparire la nostra classe “media”? Quando mai vedremo finire le inutili sanzioni alla Russia tanto amate da tutti?

    4. mai! perché guerra e sanzioni servono a giustificare gli aumenti delle tariffe che in realtà sono solo il frutto di speculazioni economiche. la cosa grave e vergognosa è che il consiglio d’europa permette simili speculazioni affamando centinaia di milioni di cittadini. questo è il liberismo economico figlio della democrazia

    5. … affamando centinaia di milioni di cittadini … figlio della democrazia
      Potresti trasferirti in Russia o in Cina magari a Cuba piuttosto che nei tolleranti stati integralisti islamici
      Dai , siamo seri, la democrazia è uno strumento da maneggiare con estrema cura ed accuratezza ma è quella che ti permette di scrivere , vivere e dire quello che reputi per te opportuno
      Come in questo caso
      Sicuramente Mattei è stato ucciso per motivi economici extra nazionali e contro nazionali, come David Rossi lo è stato per motivi assolutamente nazionali
      Credo che ogni nazione abbia le sue merde ma perlomeno ne possiamo parlare sperando che prima o poi qualcosa esca
      Altrove , tra avvelenati e deportati a milioni nei campi nulla sappiamo e nulla è detto ( compresa la simpatica e ballerina Cuba )

      Quando mai vedremo finire le inutili sanzioni alla Russia tanto amate da tutti?
      Quando scomparirà l’Ucraina magari e poi a seguire Moldavia e Lituania e con il supporto degli evoluti e civili bielorussi o ceceni pure Estonia e Lettonia e via invadendo.
      Ma a quel punto chissenefotte della classe media , chi si benda , prima o poi sbatte , magari prima
      Insisto scioccamente a dire che il nucleare di nostra gestione ci porterebbe fuori da tutti questi pantani
      e poi tanto altro

      • Gentile Signor Arargorn, da giovane ero anche io favorevole al nucleare (a 6 anni citavo correttamente le 4 fasi del motore a scoppio e la reazione nucleare) poi, molto più tardi, ho cambiato idea e non è stato tanto Chernobil dovuto ad un errore umano, pur sempre possibile, quanto a Fukushima: in una terra fortemente sismica come la nostra può capitare facilmente una cosa simile.

        • No, non può capitare una cosa simile.
          Quello che ha portato al blocco dell’impianto è stato lo tsunami che ha portato a un’onda di 10 metri che ha superato i 7 metri massimi previsti dalla progettazione (e relative mura) e ha inondato la centrale. La centrale NON è stata danneggiata dal terremoto.
          In ogni caso quel terremoto fu di magnitudo 9,0. Il massimo mai registrato in Italia è intorno al 7. L’Aquila fu del 5,9. Lei che ha studiato sa ovviamente cosa significano 3 ordini di grandezza, visto che la scala è logaritmica.
          Avessimo un terremoto di magnitudo 9,0 in Italia e uno tsunami con onde alte 10 metri l’ultimo dei problemi sarebbe la sicurezza di una centrale nucleare (posto che oggi il muro, avendo imparato, lo faremmo più alto). Di certo nessuno sano di mente andrebbe a costruire una centrale nucleare nei pressi dello stretto di Messina (terremoto inizio ‘900 con magnitudo circa 7).

    6. Mi dispiace solo che questo Blog non sia il posto giusto per trattare simili argomenti; tu tieniti il tuo americanismo e io la convinzione che ai 5.000.000 di poveri italiani non frega niente di “scrivere, vivere e dire” quello che reputano opportuno ….

    7. Per realizzare una centrale nucleare di ultima generazione occorrono, almeno così scrivono, 10-11 anni ….di questo passo gli italiani poveri saranno 10-15 milioni….

    8. Egregio Sig, FB, “”avremmo ben altri problemi che quelli della centrale nucleare”. Gli effetti di un terremoto o tsunami durano una manciata di secondi ed hanno un ambito territoriale delimitato.
      Quelli di una fissione nucleare incontrollata durano GENERAZIONI e un ambito, con effetti, MONDIALE. Ricorda Cernobyl ?

      • Egr. sig. Venza, temo che lei non abbia visto dove erano ubicate le centrali nucleari italiane, altrimenti non avrebbe scritto quello che ha scritto sopra. La prego di guardare meglio dove è Caorso, per dirne una.
        Quanto a Chernobyl posso solo riprendere quanto da lei scritto in precedenza. Copio e incollo le sue testuali parole:

        >> “poi, molto più tardi, ho cambiato idea e non è stato tanto Chernobil dovuto ad un errore umano, pur sempre possibile, quanto a Fukushima: in una terra fortemente sismica come la nostra può capitare facilmente una cosa simile”

        Appurato che:

        – non è vero che in Italia possa capitare facilmente una cosa simile a quanto accaduto a Fukushima (magnitudo 9 + tsunami con onde fino a 14 metri che arrivino a colpire una centrale nucleare ubicata al centro della pianura padana);
        – un terremoto, fosse anche di magnitudo 9 (100 volte più intenso del più forte terremoto mai registrato in Italia) lascerebbe sostanzialmente intatta la centrale nucleare come è avvenuto a Fukushima (ovvero che potremmo anche costruirla nei pressi dello Stretto di Messina, dove ci fu un terremoto di magnitudo 7, e sarebbe comunque in sicurezza; ma non si preoccupi, verrebbe scelto un sito in zona sismica 4, al massimo 3);
        – un incidente come quello di Chernobyl con le tecnologie attuali non sarebbe possibile (oggi non vengono utilizzate barre di grafite, per dirne una, e le centrali da un punto di vista tecnologico non sono quelle di epoca sovietica di 50 anni fa) e che comunque per lei non è motivo di rigetto del nucleare;

        cos’altro rimane?

        Cordialità.

        • Egregio Signor FB, non è che voglia avere sempre l’ultima parola ma non vorrei essere frainteso. Chernobyl non ha causato il mio rigetto al nucleare solo per quanto riguarda le probabili cause: incompetenza, trascuratezza, incuria, distrazione dei tecnici russi oltre che arretratezza degli impianti. Credo che tutto questo non capiti ai nostri tecnici o meglio lo spero: purtroppo sono ben chiari nella mia il ponte Moratti, l’asilo di San Giuliano di Puglia e la diga del Vajont. Resta comunque l’effetto temporale di almeno 2 generazioni e quello territoriale con la radioattività che arrivò in tutto il mondo. Comunque sono convinto assertore dell’assioma di Murphy: Se qualcosa può andare storto, lo farà. Meglio, per quanto possibile, evitare rischi.
          Spero che i lettori di VCB non si annoino di questa, lunga, diatriba.

          • Egr. sig. Venza,
            prendo atto che il suo no al nucleare è dovuto a un generico “non si sa mai cosa potrebbe succedere”.
            A oggi ci sono poco meno di 450 centrali nucleari funzionanti al mondo e l’unico incidente degno di nota fu quello di Chernobyl, causato da un pazzo che fece rimuovere tutti i dispositivi di sicurezza prima di mandare la centrale al massimo. Per fare un parallelo sarebbe come dire che dovremmo fermare tutte le attività manifatturiere perché una giovane donna è morta al lavoro perché qualcuno ha rimosso tutti i dispositivi di sicurezza dal telaio sul quale stava lavorando.
            Fatto salvo che un incidente come quello avvenuto in Toscana può ripetersi ovunque perché di fatto i controlli sono inesistenti, mentre uno come quello di Chernobyl, accaduto più di 35 anni fa su una tecnologia di 50 anni fa, oggi non avrebbe nessuna possibilità di ripetersi (diversa tecnologia, diversi materiali, diverse procedure, diversi controlli da parte di organismi internazionali).
            Possiamo scegliere come produrre l’energia che ci è necessaria per vivere e prosperare: inquinando oppure no. Abbiamo scelto di inquinare e di pagarne il costo due volte: prezzo delle materie prime e conseguenze sull’ambiente. Basta esserne consapevoli, oggi e soprattutto domani quando il costo non potrà che aumentare, visto oltretutto che stiamo passando in fretta e furia tutto all’elettrico (riscaldamento, automobili, …). Elettrico che dovremo continuare a generare con gas, carbone e petrolio non avendo altre fonti in grado di garantire un baseload non intermittente e modulabile, sia esso in base alla domanda che alla generazione da altre fonti intermittenti.
            Cordialità.

    9. Il disastro fi Chernobyl non fu causatoa da un errore umano ma dal “regime comunista”. La centrale per essere pienamente operativa doveva effettuare un ultimo test ovvero accertare se in mancanza di corrente e prima che i generatori entrassero in funzione (una interruzione di pochi secondi) il sistema di raffreddamento sarebbe rimasto operativo. Quando i tecnici si accorsero che non era così e le temperature si alzavano pericolosamente si prosegui ugualmente nel test anziché fermare tutto e questo solo per la paura di possibili provvedimenti da parte dei vertici del partito. Questo è quello che accerto’ la commissione di inchiesta e questo fu l’inizio della fine del regime sovietico. Non errore umano ma colpa di un comunismo cieco, becero e privo di intelligenza.

      • Ok, d’accordo ma i membri del PCUS erano umani o cosa? Forse dovevo usare il termine “fattore umano”. Comunque non causa accidentale o naturale.

    10. I membri del PCUS non erano “umani” ….ne più ne meno di quelli del Consiglio CE…..”umano e umanita’ sono altra cosa!

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