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Ragionando sulla rissa di via Capoprati

coltello
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Non c’è da star tranquilli, ma che non si faccia di tutta l’erba un fascio, la rissa davanti al Molo Zero di qualche notte fa avrebbe potuto avvenire ovunque. In qualsiasi altra zona di Roma, in qualsiasi angolo del pianeta.

Ovvio che tre coltellate a Roma nord fanno eco e trovano ampio spazio sulle colonne della “nera”. In ospedale c’è finito un diciannovenne, lo hanno trasportato al Gemelli, dove è stato “accolto” col codice rosso. E ne avrà per venti giorni.

Seppur ferito, il “pischello”, quando sono arrivati gli agenti di polizia, ha sussurrato un laconico “mi sono fatto male da solo”. Ma i testimoni, interrogati sul “fattaccio”, hanno detto altro.

Hanno raccontato di grida, di gente spostarsi sotto ponte Duca D’Aosta, teatro fra un “pare” e un “si dice” della gazzarra. Il ferito, con squarci su un piede, su una mano e sotto un braccio, secondo gli agenti del commissariato di zona ha ferite “da difesa”, e secondo loro ha cercato di evitare le tre “puncicate”. Che sarebbero state inferte da un gruppetto composto da almeno tre persone che, sempre secondo le prime indagini, al momento sarebbero “coperte” dallo stesso aggredito. Che non fa nomi. Ma le telecamere potrebbero “spifferare” un’altra verità.

Massimiliano Morelli

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