
Dimenticata da un pezzo la “famiglia del mulino bianco”, abbiamo anche cominciato a intuire che la sveglia mattutina con annessa colazione non è quella immortalata negli spot televisivi.
Marito e moglie si salutano con un “grunt”, vuoi per il sonno, vuoi per altri motivi. Vuoi per il fatto che quel “troppo presto suona la sveglia!” in un attimo diventa “oddio quanto è tardi!”. Il cane l’ha ormai fatta vicino la porta, che nessuno s’è ricordato di fargli fare la passeggiata, e il gatto si sta già facendo gli affari suoi.
I figli non mangiano perché devono mostrare sui social il fisico impeccabile; oppure, altra schiera di “pargoli”, fanno colazione “sprocedata” preferendo “bevanda con bollicine” a salutare succo di frutta. Insomma, ci hanno raccontato frottole e bugie, le famiglie modello non esistono.
O magari esistono. Ma hanno pigiami stropicciati, andature lente, ciabatte bucate, il caffè che deborda dalla macchinetta e briciole di pane tostato in ogni dove.
Ma la fandonia più grossa è legata al contenuto dei cibi in confezioni “superstar”, che sembra ti stiano regalando la luna. Le fette biscottate si rimpiccioliscono sempre più e la marmellata da spalmarci sopra pare svanire nel momento in cui s’apre il vasetto.
Tempo addietro scrivemmo che di lunedì ci saremmo messi a dieta. In realtà a dieta ci hanno già messo da tempo certe case alimentari, tanto parsimoniose sulle quantità di cibo quanto regine dell’opulenza nel prezzario.
Massimiliano Morelli
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