Home ATTUALITÀ Racconti d’estate – Uomo che fa la spesa, “gioco” in difesa

    Racconti d’estate – Uomo che fa la spesa, “gioco” in difesa

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    Galvanica Bruni

    Una iattura, peggio di quello che ti ritrovi davanti con la strada libera, lo osservi e ti rendi conto che guida indossando il cappello.

    L’uomo che fa la spesa è una calamità, una sciagura, una disgrazia. Meglio passare sotto una scala, se al supermercato ti trovi davanti il maschio fatti il segno della croce.

    Trovi quello timorato dalla donna che ha sposato, che ha paura pure se gli offrono gratis due etti di caffè, dice “non so se mia moglie vuole”, e lascia di sasso l’interlocutore.

    C’è quello da pane e pezzetti, sovente un pensionato, che fa la spesa perché deve far passare il tempo. Lo vedi che controlla le confezioni, le soppesa, spesso ha la calcolatrice per comparare peso e prezzo. Prende il terzo prodotto della fila perché sa che se tutti sono come lui, i primi due sono già stati manipolati. E bussa sempre sul cocomero, anche se poi non lo comprerà. Per lui quel gesto equivale a un qualcosa di sensuale, magari immagina il lato B di Pamela Anderson

    C’è quello che compra solo cose inutili, se è sposato pensa che birra, patatine e rutto libero siano istantanea adatta anche per moglie e figlio di quattro anni. Fanno i piacioni con le cassiere anche se sono avanti con l’età, magari fantasticano di averle “acchiappate” con un paio di occhiate languide e con la frase “sto in crisi con mia moglie, mi devo fare la spesa da solo”. Generalmente non portano la fede, ma se gli osservi l’anulare sinistro hanno l’abbronzatura sulla mano che li stana.

    C’è l’indeciso, quello che sta le ore davanti a un prodotto e poi ne compra un altro. C’è quello che resta impalato a guardare un prodotto e fin quando non gli chiedi “permesso?” non si sposta. C’è quello che s’è perso il foglietto che gli aveva preparato la moglie e poi fa arrovellare il cervello alle commesse del supermercato per cercare di intuire cosa acquista generalmente la moglie.

    E infine c’è quello ineducato, che puntualmente fa la spesa e lascia nel carrello la “mano di plastica” usata per prendere il pane.

    Massimiliano Morelli

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