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    I ‘Sacrifici umani’ di John Cleeves

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    Galvanica Bruni

    Il titolo del libro non deve trarre in inganno perché l’argomento trattato non è la pratica primordiale di sacrificare esseri umani alle divinità; nel breve saggio di Kleeves (“Sacrifici umani-Stati Uniti: i signori della guerra”; Ed. Il Cerchio, 125 pag., 18 Euro) si parla invece di “guerra totale” ovvero la pratica brutale di condurre la guerra non solo contro le forze armate nemiche ma anche e soprattutto contro i civili.

    La “guerra totale” già teorizzato nel 19° secolo va condotta contro i civili e le strutture civili allo scopo di fiaccare la volontà di chi combatte in armi. Un modo inumano e criminale, rifiutato dalla maggior parte dei paesi civili, e considerato alla stessa stregua del terrorismo.

    Secondo l’autore l’unico paese “civile” ad aver fatto ricorso a questo tipo di guerra sono gli Stati Uniti che dalla loro nascita hanno combattuto sul pianeta oltre 200 guerre. A cominciare dalla 2° Guerra Mondiale gli USA non si sono mai fatti scrupolo nel ricorrere alla guerra totale colpendo con i propri bombardieri le popolazioni civili dei paesi da loro considerati nemici: oltre al secondo conflitto mondiale anche Corea, Vietnam, Iraq, ex Jugoslavia, Libia, Siria.

    Nel Vietnam furono sganciate 7 milioni di tonnellate di bombe (più di tutte le bombe utilizzate nella 2° guerra mondiale) provocando, si stima, un milione di morti più altri 700mila in Cambogia ( paese che non era in guerra con gli Usa).

    Secondo Cleeves la ragione di ricorrere a questo sistema di guerra, che prevede l’uso di migliaia di bombardieri strategici, è legato alla incapacità degli americani di avere forze armate terrestri efficienti.

    Una tesi che può anche non essere ovviamente condivisa ma che l’autore sostiene fermamente giustificandola nella scarsa propensione degli americani a sacrificarsi per la propria comunità (gli USA sarebbero il paese con il più alto numero di defezioni alla chiamata alle armi ma anche con le diserzioni; durante la guerra del Vietnam 60.000 giovani fuggirono nei paesi del nord Europa per non andare a combattere). Le bandiere e il patriottismo tanto sbandierato sarebbero quindi solo una sorta di finzione per mascherare lo scarso spirito comunitario.

    “Sacrifici umani” di John Kleeves e’ un libro molto particolare i cui contenuti possono apparire eccessivi e non condivisibili ma che porta il lettore a riflettere  sulla politica e quindi sulla guerra condotta dalla più grande potenza economica del mondo: dalle atomiche sul Giappone ai bombardamenti sul vicino e medio oriente; dalla tempesta di fuoco su Dresda alle migliaia di tonnellate di “napalm” sganciate  sui villaggi vietnamiti. Un libro dai contenuti inquietanti e che fa molto riflettere.

    Francesco Gargaglia

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