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    Emigrazione e immigrazione a Roma e nel XV Municipio, dati 2022

    immigrati vincenzo pira
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    Un’analisi aggiornata della situazione dell’immigrazione nella nella Capitale e in particolare nel XV Municipio. Lo studio, redatto da Vincenzo Pira –  antropologo ed esperto di cooperazione internazionale che dopo aver lavorato per anni in Africa ed in America Latina oggi vive e lavora nel quartiere di Labaro – si basa sul 17mo Rapporto sulle Migrazioni curato dal Centro Studi e Ricerche IDOS con l’Istituto di Studi Politici “S. Pio V e che mostra lo stato dell’immigrazione nella Regione Lazio e in particolare nella città di Roma con analisi specifiche per ogni Municipio.

    Scrive dunque Pira che “Il fenomeno epocale delle migrazioni merita uno studio accurato e una valutazione adeguata considerandone tutta la complessità. A nulla serve strumentalizzare le posizioni per ottenere un momentaneo consenso elettorale se non si capiscono le cause e le possibili soluzioni di quanto di problematico questo fenomeno comporta.

    Non serve a nulla comportarsi da tifosi sottovalutando i problemi ma ancor peggio è miope non capire e valorizzare le opportunità e i punti di forza che le migrazioni portano. Un fenomeno che per l’Italia ha la doppia valenza di emigrazione ed immigrazione.

    Infatti nel corso degli ultimi 10 anni, quasi un milione di italiani si sono “cancellati” dalle anagrafi comunali per espatrio all’estero, con un ritmo crescente nel tempo che ha visto superare le 100mila unità all’anno già a partire dal 2015.

    Nel 2020, in particolare, sono stati 112.218, soprattutto giovani laureati in cerca di una occupazione degna. E come effetto un impoverimento delle nostre comunità e un investimento di capitale umano perso.

    Il nostro mondo sta affrontando crisi che la nostra generazione non ha mai conosciuto: un aumento della povertà, dei cambiamenti climatici negativi, dell’approvvigionamento idrico e dell’aumento dei conflitti armati che ora hanno coinvolto il cuore dell’Europa. “Ex malo bonum” diceva sant’Agostino.

    Anche dalle crisi dobbiamo essere capaci di trovare opportunità. E ne riporto due che mi sembrano significative: la guerra in Ucraina ha obbligato milioni di persone ad abbandonare le loro case. In Italia sono arrivate in pochi giorni 137 mila profughi. Il sistema solidale di accoglienza ha funzionato senza inutili polemiche. La maggior parte è stata accolta da famiglie ucraine già presenti nel territorio italiano (una comunità di oltre 250 mila persone) ma è stata importante anche la collaborazione dei comuni e delle entità del Terzo Settore.

    Questa è l’Europa che io vorrei” ha affermato la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, “non solo per chi arriva dall’Ucraina ma anche per l’accoglienza e solidarietà di tutte le persone che arrivano dalla sponda sud del Mediterraneo scappando da altre guerre o dalla povertà estrema”.

    L’altra novità riguarda la decisione del Consiglio europeo. 28 stati all’unanimità hanno fatto prevalere una linea di solidarietà e non solo quella di responsabilità. Concretamente è significato che 18 stati hanno firmato un impegno di accettare la ricollocazione di persone rifugiate che arrivano in pochi territori di origine e superando di fatto il precedente accordo di Dublino che obbligava i governi dei territori di primo approdo di gestire in solitudine l’afflusso delle migrazioni illegali e dei richiedenti asilo.

    Affrontarlo a livello europeo comporta il superamento di una visione emergenziale ma affrontare un fenomeno che è permanente e strutturale.

    Gli immigrati a Roma

    La popolazione straniera iscritta in anagrafe a Roma a gennaio 2021 ammonta a 376.723 persone, il 13,3% della popolazione totale della città (contro un valore medio nazionale sulla popolazione residente dell’8,7%).

    Negli ultimi cinque anni la popolazione straniera di Roma è cresciuta del 3,3%, un incremento tutto sommato modesto, ma più che doppio rispetto alla popolazione totale romana, che invece, nello stesso periodo, è decresciuta dell’1,6%; l’incidenza della popolazione straniera sul totale è così aumentata di 0,6 punti percentuali.

    La più elevata incidenza di stranieri sul totale di popolazione si registra nei municipi I (20,2%), XV (19,6%), V e VI (entrambi 17,5%); la più bassa, nei municipi IX, III e IV (rispettivamente 8,6%, 9,1% e 9,9%). Resta confermata la prevalenza della componente femminile su quella maschile (53,4% contro 46,6%).

    Gli stranieri residenti nel Comune di Roma sono 382.301, il 13,4% dei residenti totali, entrambi in lievissimo calo (-0,1% e -0,4%), nel caso degli stranieri soprattutto a causa delle cancellazioni per irreperibilità accertata o per mancato rinnovo della dichiarazione di dimora abituale, con il decremento massimo nel municipio I (-3,5%). Tuttavia, dal 2009 al 2019 la popolazione straniera è cresciuta del 19,3%, mentre quella complessiva è diminuita dello 0,6%.

    I municipi che presentano la maggiore incidenza di stranieri sulla popolazione sono il I (20,1%), il XV (19,6%), il VI (17,7%) e il V (17,6%); quelli con incidenza minore sono i municipi IX, III e IV (rispettivamente 8,8%, 9,4% e 9,7%).

    Circa un terzo della popolazione straniera della Capitale è di cittadinanza romena (152.076), cui seguono filippini (42.309), bangladesi (37.813), cinesi (22.942) e ucraini (19.620).

    Gli immigrati nel Municipio XV

    Per quanto riguarda l’aggiornamento nel Municipio Roma XV, gli stranieri iscritti all’anagrafe del Municipio Roma XV, alla data del 1°gennaio 2021, sono 31.209 (erano 31.512 nel 2020).

    Con una popolazione complessiva di 159.342 gli immigrati nel Municipio XV sono attualmente il 19,6%. Le comunità immigrate sono composte per il 56,1 % da donne delle quali il 49,8 sono nubili. I minori sono 5.218 pari al 16,7 % del totale.

    Le nazionalità di provenienza più numerose sono: i rumeni (8.016 persone pari al 25,7 % del totale della popolazione straniera), i filippini (5.194 persone pari al 16,6 %) i srilankesi (2.647 persone pari al 8,5 %), i peruviani 1.602 persone pari al 5,1 %), gli ecuadoriani (1.296 persone pari al 4,2 %), gli ucraini (773 persone pari al 2,5 %) gli indiani sono 767 (pari al 2,5 %), i  moldavi (754 persone pari al 2,4 %), i  polacchi (708 persone pari al 2,3 %), i provenienti dal Bangladesh sono 623 (pari al 2,0 %).

    I quartieri di maggior presenza demografica della popolazione straniera sono Tomba di Nerone con 7.780 persone, La Storta con 4.614, Labaro 4.513, Farnesina 2.978, Cesano 2.659, La Giustiniana 1.861, Tor di Quinto 1.578, Santa Cornelia 1.398, Grottarossa 1.064, Prima Porta 391, Foro Italico 131 persone, Martignano 30 persone.

    Progetti di accoglienza e di inclusione

    Roma Capitale e i Municipi gestiscono il progetto Sai – Sistema di accoglienza e integrazione con il maggior numero di posti presente sul territorio nazionale. I posti finanziati ad oggi a seguito di un nuovo bando di accoglienza sono 1.521, suddivisi in accoglienza diffusa e in medie e grandi strutture, uomini, donne, nuclei e nuclei monoparentali.

    A tale numero occorre aggiungere 6 posti per persone affette da disagio mentale sempre finanziati nell’ambito del Sai. I progetti sono gestiti da differenti enti gestori e diffusi sul territorio della Città metropolitana. Il Comune gestisce inoltre posti in centri di prima accoglienza destinati a cittadini non Ue in situazione di vulnerabilità sociale. A fine 2021 questi sono 288. Al 31 dicembre 2021, quindi, i posti di accoglienza attivi a Roma sono 1.039.

    Nella città di Roma oltre 14mila individui vivono sulla strada o in situazioni abitative di grave precarietà, tra cui un’elevata percentuale di migranti, richiedenti asilo e rifugiati. Di questi oltre mille vivono nel territorio del XV Municipio.

    I progetti di accoglienza e di inclusione sono significativi ma insufficienti. Ancora troppe persone vivono in condizioni di estrema precarietà. Segnali positivi si sono avuti con l’accoglienza dei rifugiati ucraini e con l’impegno del sistema scolastico ad accoglierli e supportarli nel processo formativo. Importanti i corsi di italiano realizzati dalla Caritas a La Storta e dall’Associazione Donna Artemisia a Prima Porta.

    Nuove sfide saranno l’approvazione della legge di cittadinanza che cancelli la vergogna che rende apolidi giovani nati e cresciti nelle nostre scuole e comunità e che vedono negato questo diritto umano fondamentale. E nel nuovo piano regolatore sociale di Roma e del Municipio misure che vadano oltre l’assistenzialismo e contribuiscano a far rispettare i diritti che la nostra Costituzione garantisce a tutte le persone. Senza discriminazioni di etnia, credo o origine familiare”.
    Vincenzo Pira

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    2 COMMENTI

    1. Boh , una tale “sbrodolata” di cifre e percentuali lascia perplessi e forzatamente concordi ( sulle cifre ) non avendo altre fonti.

      Però alcuni punti ,
      non si è “beceri tifosi” se non si concorda con quanto affermato, si è solo in disaccordo e magari disaccordo addirittura corredato da diversi pensieri e considerazioni.

      Nel 2020 , 112.218 neo laureati di italica progenie sono andati oltralpe in cerca di opportunità , la cosiddetta “fuga di cervelli”
      Mi sorprende che non ci stracci le vesta per il fenomeno contrario
      O forse da noi arrivano figure mediamente “non dotate” di competenze specifiche ?
      Della serie , noi esportiamo laureati , in compenso importiamo “zucche vuote”
      Questa “storia” dell’italiano che va all’estero sia paragonabile al fenomeno dell’immigrazione nel nostro territorio non solo è “stucchevole” ma anche falsa.
      Noi mediamente esportiamo cervelli e/o braccia specializzate mentre importiamo solo manovalanza neanche specializzata , se va bene
      ( unica eccezione i siriani che guarda caso la Germania ha accolto al volo , a suo tempo )
      Chi non ha notato sbarcare dai barconi fior di ingegneri , dottori , architetti , falegnami , fabbri , operai edili specializzati , veterinari , agricoltori …..

      Ma nelle loro Nazioni , quali guerre , persecuzioni , conflitti ci sono per i rumeni ,i filippini,i srilankesi , i peruviani , gli ecuadoriani , gli indiani ( oh , fanno parte del Bric mentre noi del Pigs ! ) , i moldavi, i polacchi, i provenienti dal Bangladesh
      Mi sembra che ci si sia dimenticato di alcune etnie che mica sono proprio pochi , tunisini , egiziani , cinesi , albanesi , pakistani eccetera eccetera
      Quindi il numero aumenta
      Questi sono immagino quelli censiti poi ci sono gli irregolari
      Quindi il numero aumenta ancor più

      Famo basta per un po’ , visto che
      Nella città di Roma oltre 14mila individui vivono sulla strada
      I progetti di accoglienza e di inclusione sono significativi ma insufficienti.
      E i soldi non ci stanno più neanche per noi

      Penso sia fondamentale che nell’ennesimo nuovo piano sregolatore sociale di Roma e del Municipio ci siano misure che vadano oltre l’assistenzialismo ed impongano un minimo di impegno lavorativo e contribuiscano a far rispettare i DOVERI che la nostra Costituzione IMPONE a tutte le persone
      Sempre che abbiano voglia , volontà e soprattutto convenienza di farlo

    2. Al di là dei dati sbrodolati o meno emergono due aspetti che mettono in discussione il tono trionfalistico dell’articolo; il primo riguarda l’accoglienza nei confronti degli ucraini (per la maggior parte sono stati accolti da familiari o concittadini). L’Europa non ha fatto prevalere nessuna linea di solidarietà ma solo una accoglienza “obbligata” dal momento che ha sostenuto la politica guerrafondaia degli USA e si e’ vista pertanto costretta a fare la parte della ” buona”. Vale ricordare all’autore dell’articolo che la guerra decennale contro la Siria voluta e sostenuta dagli USA ha provocato 5.500.000 profughi che l’Europa che vorrebbe la Lamorgese si e’ ben guardata di accogliere. Il secondo aspetto e’ il contributo dato dal Comune di Roma per nulla ” significativo” dato l’altissimo numero di poveracci in mezzo alla strada.che se non ci fossero i volontari sarebbero ancora di più. Ancora una volta davanti a fenomeni drammatici e gravissimi si fa l’elogio della politica dimenticando che le gravissime situazioni di disagio sono state provocate da una politica dell’accoglienza dissennata. A parole la sinistra sbandiera valori che poi e’ la prima ad ignorare: d’altra parte i nostri politici che possiedono tutti da 3 a 9 e più case (compresi i rifondaroli) se ne freganobaltamente di chi una volta entrato oi marciscebin mezzon alla strada.

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